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Il Pesce nr. 5, 2003

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 103)

Nuovi rimedi a molte malattie: gli organismi marini

 

 

Quasi gli otto decimi di tutte le forme di vita del nostro pianeta non si trovano sui continenti, bensì nel mare. La sua profondità media è di 3.600 m e si estende su due terzi della superficie terrestre.

Questa immensa massa di acqua salata è l’habitat di più di 400 mila specie di vegetali ed animali, spaziando dai protozoi alle balene, dai batteri alle alghe. Molti ricercatori vedono là la fonte potenziale di sostanze biologiche capaci di curare delle infezioni virali e batteriche, dalle malattie cardiovascolari, neurologiche, reumatiche, fino ai tumori maligni.

Sono gli Stati Uniti ad avere dato il via a questo tipo di ricerche data la presenza delle maggiori multinazionali farmacologiche. L’Unione Sovietica, con Gorbaciov, ha cercato di iniziare una proficua collaborazione con gli "States". Attualmente, un grande centro di farmacologia marina si trova a Mosca, nell’Istituto pansovietico di economia ittica e oceanografica. Hanno scoperto che la maggior parte delle sostanze attive più interessanti si trova nelle forme marine dette inferiori e comunque le più antiche come funghi, alghe, coralli, stelle marine, meduse, crostacei.

Inoltre i pesci stessi producono, spesso a scopo di difesa, una sostanza tossica, la biotossina, che risulta invece attiva dal punto di vista farmacologico, con una caratteristica azione terapeutica.

Infatti, è la dose che fa il veleno oppure la medicina, come sapevano i greci che chiamavano con la stessa parola "fàrmacon" sia il veleno sia la medicina.

Facciamo qualche esempio riferito agli animali marini: nel Pacifico, in particolare nelle formazioni coralline delle Hawaii, proliferano piccoli antozoi, i cosiddetti "fiori di mare". Sintetizzano la palitossina che si è rivelata la tossina non proteica più interessante. Ne bastano dieci dosi molto esigue per osservare un suo potere anestetico, un suo effetto vasodilatatore e antimiotico.

Da lì, con un passo solo, possiamo immaginare il suo utilizzo per interventi di lunga durata, nella cura dell’ipertensione arteriosa e persino in quella dei tumori comprese le leucemie.

In Giappone, il "pesce palla" e il "pesce cofano" sono considerati una raffinatezza gastronomica. Ma sono solo cuochi appositamente addestrati che li possono cucinare, perché contengono, nelle viscere e nella pelle, un veleno micidiale, la tetrodotossina.

Questa sostanza viene, invece, utilizzata dalla medicina giapponese come antispastico e come sedativo nel cancro terminale. In effetti è stato verificato che blocca gli impulsi nervosi con un meccanismo ancora non chiaro.

I laboratori di ricerca hanno cercato di studiare il procedimento di estrazione della tetrodotossina presente in una quarantina di specie ittiche degli oceani Pacifico e Indiano. Questa sostanza è infatti molto utile a livello neuro-fisiologico.

Un’altra curiosità: gli squali. Pochi sanno che, pur avendo fama di mangiatori di uomini, quasi tutte le specie sono invece totalmente inoffensive. Non solo: sono immuni da tumori maligni anche quando si tenta di provocarglieli sperimentalmente.

L’ipotesi è che le cellule degli squali producano dei "composti di coordinamento", quelli che in chimica si chiamano chelati, i quali inibiscono lo sviluppo dei processi cancerogeni. Lo squalo del Mar Nero, detto katran, ci riserva un’altra sorpresa: i suoi acidi grassi possiedono una sostanza attiva che ha un’azione protettiva contro la degenerazione legata alle malattie croniche. Inoltre aumenta le capacità di resistenza agli stress ambientali.

Per percorrere con successo la strada della biosintesi di un buon numero di farmaci, si può quindi lavorare in parallelo in tre direzioni: l’acquacoltura, ossia l’allevamento di organismi acquatici in lagune chiuse o in grandi vasche, la sintesi in laboratorio del composto desiderato, chimicamente uguale a quello naturale, l’ingegneria genetica che isola dall’organismo il gene che controlla la produzione del composto. Inserito in un batterio e moltiplicandosi a miliardi, produce a sua volta il composto in enorme quantità.

Si può così garantire la produzione industriale di farmaci di origine marina.

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