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Il Pesce nr. 5, 2003

Rubrica: Maricoltura
(Articolo di pagina 37)

Maricoltura in Sicilia

Viaggio alla scoperta di due aziende ittiche siciliane, specializzate nella maricoltura: “Sicily Fish Farm” e “Sicilittica”

Abbiamo fatto un viaggio in Sicilia, più precisamente nella provincia di Agrigento, alla scoperta di due aziende impegnate nel settore della maricoltura: la “Sicily Fish Farm” di Sciacca e la “Sicilittica” di Licata.

Sicily Fish Farm

"Vuoi sapere perché alleviamo pesce in mare aperto? Perché è sicuro, garantito e sempre fresco". Così parla Giuseppe Maggio, titolare dell’allevamento “Sicily Fish Farm”.

La sede amministrativa e legale è a Licata, mentre le gabbie dell’allevamento sono "ormeggiate" a 7 km al largo del porto di Porto Palo di Menfi, nel bel mezzo del canale di Sicilia, dove la corrente è forte e costante tutto l’anno e i pesci sono sempre in movimento in acque fresche e pulitissime.

 


Giuseppe Maggio, titolare della “Sicily Fish Farm”.

 

"Quando nel 1989 abbiamo deciso di diventare allevatori — spiega ancora Giuseppe Maggio — l’obiettivo che ci siamo posti è stato quello di preoccuparci prima di tutto del benessere dei pesci, perché solo così sarebbero cresciuti sani, belli e forti. E quale situazione poteva essere migliore di un impianto installato direttamente in mare aperto?".

L’idea iniziale venne presa dai norvegesi, che allevavano già da tempo il salmone in mare aperto. Un’ipotesi suffragata da un’attenta valutazione di alcuni dati oggettivi, quali la crescente diminuzione della pesca in mare, l’aggravarsi del deficit della bilancia commerciale nel settore ittico. Il tutto venne costruito con le sole forze della famiglia Maggio, senza alcun sostegno pubblico.

 


In alto: il personale della “Sicilittica” impegnato nel recupero del pesce; in basso: uno degli impianti di maricoltura della “Sicilittica”.

 

Un solo grande alleato: il mare, quello del meraviglioso golfo di Menfi, che da anni riceve il riconoscimento della Bandiera Blu per le sue acque incontaminate. E noi non possiamo che condividere la scelta di Giuseppe Maggio e dei suoi collaboratori. Collaboratori fidati e pieni di entusiasmo, che lavorano con grande passione, superando giorno dopo giorno le difficoltà che crea la gestione di un allevamento di questo genere, che non sono poche.

In ufficio, a seguire ordini e contabilità e disponibili a fornire qualsiasi tipo di informazione riguardante l’impianto, i processi di allevamento e persino ricette e suggerimenti utili per la cottura del pesce, ci sono Anna e Antonella, rispettivamente moglie e sorella di Giuseppe, coadiuvate da Cinzia.

Responsabile della produzione è il signor Nino, che segue anche l’alimentazione e la salute dei pesci con l’aiuto di Mabrouk, valente marinaio e sommozzatore. L’abilità nelle immersioni è una dote indispensabile in questo tipo di allevamento, poiché ogni giorno occorre controllare le gabbie e valutare lo stato e le eventuali necessità dei pesci. Con Mabrouk e Nino escono in barca anche Enzo, Salvatore, Rosario e Lillo, al fine di controllare al meglio l’alimentazione, la manutenzione e la pesca secondo i quantitativi ordinati.

Ultimo anello, ma non in ordine di importanza, della catena produttiva, è Dino, che si occupa di trasportare il prodotto nelle diverse pescherie, completando quel percorso che è iniziato con la pesca e dovrà terminare sulle tavole dei ristoranti e dei consumatori. E così la freschezza del prodotto è sempre garantita. Va poi ricordato, sempre restando in tema di qualità e sicurezza alimentare, che l’Istituto della ricerca per gli alimenti e la nutrizione ha monitorato l’impianto della Sicily Fish Farm per ben 18 mesi, al termine dei quali ha redatto alcune tabelle nutrizionali. I dati conseguenti le rilevazioni dimostrano che i pesci provenienti da questo allevamento sono estremamente sani e nutrienti, con pochissimi grassi saturi e una grande quantità di grassi insaturi (molto importanti per la salute), quindi ideali per tutte le diete, in particolar modo per i giovani e gli anziani, o per chi ha disturbi cardiaci.

È scientificamente provato, inoltre, che, consumando pesce almeno due volte la settimana, è possibile ridurre l’incidenza di tutte le malattie cardiovascolari da trombosi.

Sicilittica

La “Sicilittica” nasce nel 1994, quando un gruppo di persone, costituito da pescatori, liberi professionisti e imprenditori del settore, decidono di sfruttare le grandi potenzialità ittiche della costa licatese, puntando sulla qualità del prodotto nel rispetto dell’ambiente e su una gestione moderna e rispettosa delle normative vigenti.

Infatti, è nel mare di Licata, famoso per la particolare qualità dei prodotti e della pesca professionale, che l’azienda ha il proprio impianto di maricoltura offshore in gabbie galleggianti per l’allevamento di specie ittiche pregiate, con particolare attenzione all’allevamento sperimentale di specie innovative.

Il personale che opera nell’azienda è altamente specializzato. Il controllo veterinario è garantito, oltre che dalle locali istituzioni sanitarie, da tecnici interni e da strutture esterne quali università (Università di Bologna, Università di Roma Tor Vergata) ed istituti di ricerca.

Dispone di strutture logistiche proprie quali stabilimenti per la lavorazione del pescato (numero CEE 2132), magazzini e celle frigorifere.

L’impianto di acquacoltura della Sicilittica, in cui vengono prodotte spigole, saraghi pizzuti, saraghi maggiori, dentici, pagri ed orate, è localizzato in un sito che si estende per un’area di circa 21.000 m2, al riparo della diga foranea di Licata.

Le correnti sono costanti in tutto il periodo dell’anno e ciò favorisce lo smaltimento dei cataboliti, la riduzione della sedimentazione nel sito e, soprattutto nel periodo estivo, un rapido ricambio d’acqua all’interno delle gabbie e quindi l’ossigenazione. Le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli, in quanto le temperature medie mensili del sito non raggiungono, nel periodo invernale, valori al di sotto dei 13°C e nel periodo estivo, grazie alle costanti correnti litoranee, non superano mai i 26°C.

Le strutture di allevamento sono costituite da 24 atolli galleggianti rettangolari, di 7 metri per 14 metri realizzati in polietilene ad alta densità, su cui si fissano reti in nylon con profondità di 7 metri. La maglia è di diverso calibro e larghezza a seconda della pezzatura del pesce da contenere. Complessivamente si dispone per l’allevamento di circa 16.500 m3.

Per evitare un eccessivo accumulo di fouling sulla rete è stato pianificato un programma di cambiamento periodico delle reti che non restano in acqua per più di sei mesi. Le reti vengono pulite con l’ausilio di un’apposita lavatrice senza l’aggiunta di alcun detergente. Le parti galleggianti vengono periodicamente liberate dal materiale biologico formatosi sotto la linea di galleggiamento. Non viene fatto uso di vernici antivegetative in alcuna parte delle strutture dell’impianto.

L’alimentazione è costituita da somministrazione di mangime, distribuito sia con l’ausilio di un innovativo sistema automatico, che manualmente da personale specializzato.

L’accordo per la fornitura di mangime è stato preso con ditte lider del settore, in grado di garantire l’origine e la qualità delle materie prime usate per la realizzazione dei loro prodotti.

Le densità di allevamento sono diverse in funzione della pezzatura del pesce all’interno delle singole gabbie e non vengono comunque superati i valori di 18 kg per metro cubo. Per quanto concerne le vaccinazioni e le cure sanitarie, il responsabile aziendale, in collaborazione con il biologo e il veterinario di cui si avvale l’azienda, organizza un piano di autocontrollo per i trattamenti preventivi e curativi, sotto la supervisione delle autorità sanitarie pubbliche.

Per trattamenti preventivi si intendono le vaccinazioni contro vibriosi e pasteurellosi. Sono vietati i trattamenti che prevedono l’uso di sostanze antibiotiche, di ormoni, e di tutte quelle non ufficialmente autorizzate.

Il pesce che deve essere raccolto viene lasciato a digiuno per quattro giorni. Le fasi di pesca prevedono:

• riduzione del volume della gabbia mediante il sollevamento del fondo della rete;

• concentramento del pesce da pescare mediante l’ausilio di una rete provvista di una linea di piombi ed una di galleggianti;

• cattura tramite coppo;

• uccisione per stress termico all’interno di tini predisposti con acqua di mare e ghiaccio in scaglie;

• selezione in taglie secondo le seguenti classi di peso: 250-350 g, 350-450 g, 450-600 g, 600-800 g, > di 800 g;

• incassettamento eseguito a bordo della motopesca in cassette di polistirolo a norma con formazione da 5 o 7 kg in base alla pezzatura;

• ogni cassetta viene coperta con un foglio in polietilene per alimenti che a sua volta è ricoperto con ghiaccio in scaglie;

• il trasporto viene eseguito in camion adibiti esclusivamente al trasporto del pesce;

• il trasporto non avrà durata superiore alle 8-10 ore.

Tutti i locali, poi, le attrezzature ed i mezzi in forza all’impianto vengono regolarmente puliti e disinfettati con prodotti a norma.

Il personale veste con abiti puliti ed è provvisto di libretto sanitario. Si tratta, quindi, di un’azienda all’avanguardia, in un settore all’avanguardia.

Il Pesce
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