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Il Pesce nr. 3, 2002

Rubrica: Convegni
(Articolo di pagina 124)

Nuovi strumenti per lo sviluppo locale: il distretto rurale della Maremma

La Maremma sarà il primo Distretto Rurale in Toscana e, perché no, anche in Italia… parola di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, che, appena rientrato da Bruxelles, ha dato personalmente la notizia al termine della prima giornata del convegno internazionale sul tema "Nuovi strumenti per lo sviluppo locale. Il Distretto Rurale della Maremma". Il Convegno, organizzato dalla Provincia di Grosseto e dalla Regione Toscana, con il patrocinio della Società Italiana di Economia Agraria e dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria, si è svolto a Grosseto nelle giornate dell’1 e del 2 marzo. Con questa iniziativa la Provincia di Grosseto intendeva offrire un’occasione di studio e di riflessione sulle tematiche dello sviluppo rurale e sulle prospettive offerte dalla normativa sui distretti rurali e agro-industriali di qualità, nonché concludere un percorso politico e culturale che ha caratterizzato l’impegno della Provincia in questi ultimi anni.

 


 

 

La prima giornata di lavori è stata dedicata al tema "Distretti rurali e distretti agro-industriali di qualità. Le opportunità per lo sviluppo locale" con la partecipazione di accademici e docenti di numerose università italiane ed Europee. In questa fase sono state analizzate le principali caratteristiche dei distretti rurali e le opportunità per lo sviluppo locale offerte dalla attuale normativa nell’ambito del più ampio scenario delle politiche e degli strumenti di sviluppo rurale.

La seconda giornata è invece stata centrata sul tema più specifico del "Distretto Rurale della Maremma: dalla proposta alla realizzazione", con gli interventi di rappresentanti politici e istituzionali del territorio, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria, degli ordini professionali, oltre alla camera di Commercio, le Comunità Montane, l’Arsia, fino all’Asl, alla Commissione Pari Opportunità.

Soddisfazione dunque, al termine del convegno, è stata espressa dal presidente della Provincia Lio Scheggi che, ricordando il lungo percorso che la Provincia e gli Enti Locali hanno intrapreso verso questo riconoscimento, ha dichiarato: "Essere Distretto Rurale non è un bollino che qualifica il nostro territorio. È molto di più, è un sistema, è un metodo che coinvolge tutti gli attori del panorama sociale, economico, culturale, che parte dalla ruralità come base dello sviluppo sostenibile. Le parole del presidente Martini — ha aggiunto Scheggi — sono il sigillo che aspettavamo e che premiano la qualità e il modello di sviluppo che abbiamo sostenuto nel corso degli anni. Non è passato molto tempo, infatti, da quando le caratteristiche rurali di un territorio venivano considerate un limite allo sviluppo ed erano in molti a sollevare dubbi e scetticismo in merito. Oggi questo riconoscimento premia chi ha creduto che proprio nella ruralità fosse l’innovazione. Da oggi — ha concluso Scheggi — si apre una fase nuova che si riassume in pochi concetti: consolidamento del sistema economico, rafforzamento della qualità, creazione di un sistema combinando le attività economiche con cultura, storia e tradizione e facendone il motore dell’economia. Infine progetti e sviluppo sostenuto direttamente dai fondi europei, ministeriali e regionali sulla base dello snellimento burocratico e dell’accelerazione dei finanziamenti".

Un po’ di storia

Nel 1994, con la stesura dei documenti relativi all’Iniziativa Comunitaria LEADER II, la Provincia di Grosseto ha avviato il percorso di valorizzazione del concetto di ruralità, legato a quello di qualità territoriale, confluito successivamente nel progetto "Maremma Distretto Rurale". È iniziata così una fase che ha visto la partecipazione della collettività locale, con il coinvolgimento delle istituzioni, degli imprenditori, delle associazioni del mondo agricolo, dei cittadini. La concertazione che ne è conseguita ha dato origine a linee progettuali condivise dal documento di programmazione presentato in occasione della Conferenza Provinciale dell’Agricoltura del 1996, accolte dalla Conferenza Regionale "Agricola ‘96", successivamente sviluppata nella seconda Conferenza Provinciale del 1998, fino alla Conferenza Regionale Agricola ’99.

A partire dal 1996, quindi, in concomitanza con la Conferenza di Cork, la Provincia di Grosseto ha orientato la propria azione per favorire e consolidare lo sviluppo rurale, considerato come componente fondamentale della crescita e dello sviluppo della società e dell’economia locale. Un’idea che è stata sviluppata e affinata in diverse occasioni di incontro, anche grazie alle esperienze maturate con i più recenti strumenti di programmazione, tra cui in particolare il Piano Locale di Sviluppo Rurale, il Patto Territoriale per l’Agricoltura e la Pesca, il Leader Plus, il Piano Provinciale per i Servizi di sviluppo agricolo.

Anche la Giunta Regionale toscana ha convalidato le linee programmatiche della Provincia di Grosseto, e si è impegnata a supportarne la realizzazione. La recente Legge Nazionale di orientamento ha posto infine le basi per il riconoscimento giuridico dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità, demandando alle Regioni la definizione dei criteri per la loro individuazione.

Perché la provincia di Grosseto "Distretto Rurale d’Europa"

La caratterizzazione della moderna ruralità, che ha preso vigore a livello europeo, consente di affermare che l’intera provincia deve essere considerata come un territorio sostanzialmente omogeneo, in cui l’agricoltura contribuisce a definire le peculiarità dell’economia locale e a disegnare il paesaggio e l’ambiente tipico, costituendo uno dei più importanti punti di contatto fra le componenti emergenti della società e il mercato. I caratteri socioeconomici del territorio della provincia di Grosseto ben si adattano, infatti, all’interpretazione del concetto di sviluppo rurale come definito dall’Unione Europea: a questo concorrono in egual misura le caratteristiche del tessuto culturale, economico e sociale, la pluralità delle attività, la ricchezza delle risorse naturali e la varietà di paesaggi propri di questo territorio. Oltre a questo la provincia di Grosseto si contraddistingue per il peso che esercitano le attività agricole, il triplo rispetto alle percentuali regionali, sull’economia complessiva.

Un peso che assume maggiore portata se collegato al sistema che intorno ad esse gravita: dall’agroalimentare, all’artigianato, dalla produzione di qualità, all’agriturismo.

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