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Il Pesce nr. 3, 2002

Rubrica: Produzione
Articolo di Ferrari F.
(Articolo di pagina 119)

La sfida di Goro

Le attività e i progetti del Consorzio Pescatori di Goro

 

“Siamo molto cresciuti, abbiamo raggiunto gli obiettivi delle società cooperative nostre azioniste, abbiamo quasi un migliaio di pescatori associati, operiamo in Italia e all’estero, con Spagna e Francia in testa, i grossisti e la grande distribuzione ci stimano perché conoscono bene le caratteristiche dei prodotti che commercializziamo, affidabili per selezione, cura e qualità.

Gli ambienti ittici nazionali e internazionali sanno ormai dell’attenzione che dedichiamo ai nostri pregiati frutti di mare e agli altri prodotti, sia pescati che allevati, da anni proposti a un mercato giustamente sempre più esigente. Tutto questo continuerà nel futuro e sarà migliorato dalla ricerca e dall’applicazione di tecnologie più raffinate e funzionali.

Ma non basta. Questi traguardi ci gratificano ma non sono e non devono essere un punto d’arrivo. Al contrario ci devono stimolare a nuove conquiste, a dare, ad esempio, più valore aggiunto ad ogni significativa voce della nostra offerta”.

Mentre così risponde alla richiesta di tracciare un bilancio dell’esperienza imprenditoriale e commerciale del Consorzio Pescatori di Goro, riconosciuto protagonista del settore ittico, per struttura, consistenza, serietà ed esperienza delle cooperative socie, il presidente Massimo Giannella non riesce a nascondere la sua comprensibile soddisfazione, ma insiste sulla necessità di approfittare proprio di questo status positivo per progettare subito il futuro, per lanciare a se stesso, ai consiglieri, agli azionisti una sfida che l’apertura dei mercati e quindi la logistica, la concorrenza e quindi la trasparenza, la certificazione e quindi la sicurezza del prodotto rendono, oltre che opportuna, necessaria. E continua…

“Sì, non possiamo sederci, dobbiamo trovare nuovi azionisti, nuovi conferenti, anche privati, dobbiamo allargarci maggiormente all’interno e all’esterno, arricchire le nostre proposte dando più spazio al pesce bianco e al pesce azzurro le cui proprietà sono tuttora poco conosciute dai consumatori”.

Un programma di sviluppo che praticamente tocca tutti i comparti del Consorzio: dalla produzione alla selezione, dalle fasi di lavorazione alla scelta, alla stabulazione, alla catena del freddo, alla logistica, al marketing.

Una sfida che, partendo proprio da Goro, da questo paese a cavallo tra mare e fiume, dove ormai storici sono la pesca e l’allevamento, favoriti dalle naturali risorse congiunte dell’Adriatico e del Po, può dirsi già vinta! “Non è detto – puntualizza prudente Giannella – Occorrono investimenti, gestioni accurate, tecnologie più sofisticate nella selezione, nell’abbattimento batterico, nella conservazione e nei trasporti”.

Il Consorzio intanto non sta fermo. È forte all’estero. Esporta per un 50% e sta curando altri mercati promettenti.

Dopo Spagna, lo sbocco numero uno, e Francia, i rapporti si stanno facendo stretti con l’Olanda, cliente interessante quanto esperto, con la Germania e il Belgio. È in fase di messa a regime una piattaforma a Barcellona che favorirà non poco la distribuzione.

 


Uno dei momenti del confezionamento vongole.

 

Insomma pare di capire che il piano di rilancio sia già partito.

E lo si intuisce visitando reparti e attrezzature già predisposti a modifiche razionali; e lo si può constatare parlando con i collaboratori, pienamente motivati e calati in questo nuovo corso che vede coinvolte tutte le dimensioni aziendali, sia interne che periferiche.

La convinzione non manca. È il momento dunque di rischiare, di fare conti e progettare.

La congiuntura pare positiva. La domanda di pesce, in tutte le sue specie, è in espansione.

S’intravedono buone possibilità proprio per i frutti di mare e per il pesce locale, tipico, dalle indiscusse proprietà organolettiche e nutrizionali. Ben note all’estero, ma non considerate, come meriterebbero, in Italia. Nonostante il prezzo davvero conveniente.

“Maggiore attenzione a queste specialità adriatiche, ecco cosa ci vorrebbe! – insiste il presidente – Mi piacerebbe offrire ad ogni consumatore un piatto di alici fresche! Da leccarsi i baffi”!

Chissà, forse fra qualche tempo sarà possibile, quando una più diffusa cultura alimentare avrà messo la gente in grado di scegliere, di distinguere il vero dal falso, ciò che vale da ciò che è meglio lasciar perdere, per la salute e per la buona tavola.

Una spa dunque, quella di Goro, agguerrita e decisa a raggiungere gli scopi prefissi, tra cui in particolare quello di rivolgersi alla distribuzione organizzata con un prodotto/servizio di prim’ordine, marchiato dal Cavalluccio Marino e firmato da un Consorzio Pescatori quanto mai intenzionato a spedire in Italia e fuori il meglio dell’Adriatico. E soprattutto di quel tratto di mare che dal delta del Po scende verso Cattolica dove ha sede, vedi caso, un altro socio fondatore.

Franco Ferrari

Il Pesce
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