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Il Pesce nr. 3, 2002

Rubrica: Pesca
Articolo di Ferrari F.
(Articolo di pagina 99)

Cervia, non solo mare

Tante le bellezze e le attrazioni di questa storica cittadina romagnola

 

 

Sembrava dovesse essere soprattutto un incontro col mare, il porto, i pescatori, il mercatino del pesce fresco e invece è stato un piacevole e interessante contatto, a tutto campo con le più tipiche realtà storiche, mercantili, turistiche e culturali di Cervia.

Questa cittadina adriatica dalle origini lontanissime (un tempo capitale del sale, l’oro bianco, sua faticosa fonte di sostegno economico) è oggi quel notissimo centro balneare che tutti conosciamo, ricco di attrazioni e iniziative che, buon per noi, ci spiegano e ci illustrano, con l’ausilio di depliant e curate pubblicazioni, i nostri gentili accompagnatori, animati tutti da forte spirito ospitale, da profonda competenza e da gran voglia di mantenere e rendere più incisivi i molteplici richiami della loro città.

Che ha tanto da offrire anche nei mesi che precedono e seguono la canonica alta stagione durante i quali, oltre al mare, le altre specialità, come la cucina, a base di pesce fresco e sangiovese, il turismo, più attento, curioso, preparato e le cure termali, coi loro fanghi che danno salute e benessere, la fanno da padrone, meritandosi gli onori della ribalta.

Seguendo la scaletta preparata da Renato Lombardi, dirigente del settore Interventi Economici del Comune, nostro cicerone e guida assieme alla collega Carmen Vitali, ci apprestiamo ad inquadrare i tanti volti di Cervia a cominciare da quello classico, della pesca, che ha il suo punto di partenza e d’arrivo nel Porto Canale. Qui troviamo già ormeggiati i pescherecci che, coi loro "raccolti", hanno avviato l’attiguo mercatino quotidiano e i pescatori, dopo la notte trascorsa al largo, fanno sosta, prima di rientrare, sorbendo un caffè al vicino bar del Circolo Pescatori, loro abituale ritrovo, ma aperto fortunatamente anche a ospiti e buongustai che amano amicali atmosfere e piatti genuini.

 


Sullo sfondo del porto canale di Cervia, la “Torre di San Michele”,
sorta nel 1601 per difendere le scorte di sale dalle incursioni piratesche.

 

Sulla banchina incontriamo subito qualcuno con cui fare quattro chiacchiere. Il tema è ovviamente la pesca. Il momento non è dei migliori, ci dicono più o meno tutti.

Le difficoltà climatiche con i loro eccessi, un’estate e un inverno, come è avvenuto, con forti sbalzi di temperatura, hanno modificato gli equilibri che favoriscono normalmente la riproduzione e hanno ridotto in misura consistente la presenza delle specie tipiche locali. "Si raggiunge appena la sufficienza, grazie alle nostre affezionate canocchie, alle seppie, alle sogliole che non ci abbandonano mai!".

L’Adriatico del resto è così, subisce le bizze del tempo e i suoi bassi fondali rendono il pesce sensibile ai bruschi cambiamenti, ma nonostante ciò, racconta Lorenzo Casanova presidente del Circolo, per nostra buona sorte produce ancora pesce, incuriosendo, ad esempio, esperti e studiosi americani che di recente sono stati qui per scoprire come mai in queste condizioni la vita sott’acqua continui e si moltiplichi.

E stesse considerazioni raccogliamo da Enzo Bonaldo, altro lupo di mare doc e presidente della Cooperativa Pescatori, un’aggregazione fondamentale per la voce "pesca" cervese. È appena rientrato in porto dopo un’uscita speciale, fuori orario, riservata questa volta a studenti delle medie della provincia di Belluno. Si tratta di ragazzi che partecipano a Itinerari Azzurri, un’altra importante iniziativa, curata dalla Fondazione Cervia Ambiente e gestita dalla Cooperativa Atlantide, destinata ai giovani della scuola dell’obbligo che ogni anno, in primavera e in autunno, possono usufruire di un apposito pacchetto, costruito a misura, che prevede brevi ma intensi soggiorni, in alberghi convenzionati, vivacizzati da una serie di intelligenti esperienze aventi per oggetto il mondo marino, l’ambiente, l’ecosistema.

Osservazioni, spunti teorici e pratici condotti e verificati con l’assistenza di insegnanti e addetti ai lavori. La formula ha ormai da parecchi anni un comprensibile, crescente, successo.

È quasi ora di pranzo, ma prima di assaggiare, ospiti del Circolo, la bontà di un menù che sappiamo a base di canocchie, sardoncini, sogliole e seppioline, marinate e fritte, abbiamo altri appuntamenti degni della massima considerazione.

Purtroppo il tempo corre via veloce e non consente di soffermarci come sarebbe giusto su tutto quanto di piacevole e di stimolante Cervia è in grado di offrire ai suoi visitatori. Pazienza, approfondiremo le prossime volte.

Intanto raggiungiamo a piedi i vicini Magazzini del Sale (con l’annesso Museo della Civiltà Salinara di cui è responsabile Oscar Turoni) passando accanto alla Torre S. Michele sorta nel 1691 (pochi anni prima del via alla costruzione di Cervia Città Nuova) "come difesa contro le incursioni piratesche e come torre di controllo per il commercio del sale".

E qui prendiamo piena coscienza del famoso "oro bianco" cervese che veniva ricavato dal mare e portato su carri e imbarcazioni (le capaci burchelle, chiatte di origine veneziana) alle varie destinazioni lungo la costa e nell’entroterra.

 


Il faro all’ingresso del porto.

 

Il prezioso minerale, indispensabile per cucinare e conservare i cibi, era merce ambita e contesa che suscitava invidie, e perciò lotte, in cui Cervia veniva coinvolta e da cui doveva difendersi per mantenere integro quel primato e quel privilegio frutto comunque di fatica e sacrifici.

Una storia avvincente, un’attività millenaria, durata secoli e secoli e conclusasi, per quanto riguarda la sua funzione di bene pubblico e mercantile, solo da pochi anni.

Di quel glorioso passato resta, per soddisfazione nostra e di chi verrà, una Mostra permanente, ricca di reperti, attrezzi, testimonianze, illustrazioni e appassionate monografie, tra cui ci piace segnalare proprio quella scritta da Renato Lombardi, il nostro accompagnatore, e resta pure un’attiva e visitabile Salina, Camillone, l’unica delle 150 di una volta, tuttora funzionante secondo tradizione.

Il sale prodotto e raccolto viene ora utilizzato per finalità didattiche, turistiche e culturali e si presta pure, come vuole la leggenda e come riporta l’etichetta del sacchetto che ci viene offerto, per augurare ricchezza e prosperità.

Lasciamo a questo punto le vestigia delle antiche architetture industriali e, continuando la passeggiata attraverso l’ampia geometria della piazza centrale, ammirando la cattedrale, il teatro, alzando lo sguardo al faro e abbassandolo sulla lunga e ben conservata teoria delle casette a schiera a due piani, dai colori tenui, giallo e ocra, di Borgo Marina, arriviamo al Circolo.

E qui incontriamo altri personaggi storici, seppur di più recente memoria, come Piero Focaccia, cantautore anni ’60, che vorrebbe che il suo, ricordate?… per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare… diventasse uno spot canoro da diffondere in Italia e all’estero a favore dei Lidi Cervesi, e come Romano Giambi che accompagnò il Papa quando nel maggio ’86 venne a Cervia per presenziare allo Sposalizio del mare: una ricorrenza, pensate, che dal 1445 viene festeggiata ogni anno nel giorno dell’Ascensione. Successe allora un fatto straordinario. Il vescovo Pietro Barbo di ritorno da Venezia venne sorpreso proprio in prossimità del suo ingresso in porto da una furiosa tempesta. Di fronte a tanto pericolo ebbe l’ispirazione di gettare in mare il suo anello e di colpo le acque si calmarono.

Per completezza di cronaca va ricordato che quel Vescovo divenne in seguito Papa col nome di Paolo II; fu sua, tra l’altro, la decisione di indire il Giubileo ogni 25 anni e di far costruire a Roma palazzo Venezia.

E sempre a maggio, Cervia, a contorno dei tanti richiami in calendario, organizza pure "Sapori di mare" una rassegna con mostre, esposizioni, fiere/mercato e degustazioni gastronomiche a base di pesce rigorosamente fresco.

Ma c’è dell’altro. Lombardi ci ricorda che il Porto non è solo pesca. Propone infatti anche significative attività cantieristiche con annessi servizi nautici, un attrezzato porticciolo turistico di oltre 450 posti barca e un dinamico Circolo Nautico che a settembre organizzerà qualificate gare veliche nazionali. Questo è tutto quanto abbiamo potuto ammirare, apprendere e apprezzare in un sol giorno a Cervia.

Un assaggio, un aperitivo. Per andare più a fondo, per conoscere meglio la sua gente ospitale, le sue numerose occasioni di svago, di studio, di buona tavola e di cura, bisogna starci, viverci di più.

Cervia ha davvero tanto da mostrare e da raccontare a tutti : turisti e visitatori, grandi e piccini… nei giorni festivi e feriali!

Franco Ferrari

Il Pesce
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