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Il Pesce nr. 3, 2002

Rubrica: Osservatorio internazionale
(Articolo di pagina 31)

Diventare marinai pescatori nell’UE

Un insegnamento a più velocità

La maggior parte degli Stati Membri dell’Ue ha previsto un insegnamento ad hoc per i suoi pescatori. Ma i diplomi richiesti, come i livelli di studio proposti, differiscono notevolmente da un paese all’altro.

In Spagna al marinaio è imposta una formazione minima, la cosiddetta Competencia Maritima, che prevede 100 ore di formazione. Questi corsi sono organizzati nelle scuole o, soprattutto d’estate, nei porti, dalle Cofradias, le confraternite di pescatori. Quanto al livello superiore, una riforma in preparazione dal 1990 entrerà in vigore con l’inizio del prossimo anno scolastico. Prima di tale scadenza, permangono cinque gradi obbligatori da raggiungere l’uno dopo l’altro per poter accedere al massimo grado: capitano/capopesca. Dopo la riforma, invece, il candidato potrà immediatamente conseguire il grado che gli interessa senza passare per i livelli intermedi.

La Grecia ha molte scuole per il personale navigante. I corsi sono impegnativi e altamente qualificanti. Nulla, invece, è previsto per i marinai pescatori che imparano il mestiere sul campo e ai quali, come è ovvio, non viene richiesto alcun diploma. Per essere capopesca in Grecia, è sufficiente avere più di 18 anni, 5 anni di navigazione ed essere titolari di una licenza di pesca individuale. I diplomati si orientano verso altri mestieri.

 


Un peschereccio nel Mediterraneo.

 

In Portogallo esistono formazioni specifiche, a cui però si oppone una certa resistenza degli operatori, che le trovano troppo teoriche. Dal 1986 Forpescas (Centro de Formação Profissional para o Sector das Pescas), l’organismo di formazione professionale più importante per i pescatori del paese, propone ai futuri marinai un corso obbligatorio di 4 anni, che prevede 6 mesi di corsi pratici.

L’Escola Portuguesa de Pesca e Marinha de Comércio di Lisbona, la scuola portoghese di pesca e navigazione commerciale, si occupa essenzialmente della qualificazione dei marinai mercantili. I marinai pescatori possono conseguire il diploma di "Mestre Costeiro" o di "Mestre del Largo", i gradi più alti della gerarchia.

In Belgio, in cui è stato previsto un ciclo secondario completo di 6 anni, la formazione è impartita unicamente nella regione costiera. Il Provinciaal Maritiem Instituut, l’istituto marittimo provinciale, ha due scuole per allievi dagli 11 ai 18 anni: la prima prepara essenzialmente i macchinisti e i tecnici naviganti, la seconda i futuri marinai. Dopo un modulo comune di due anni, gli studenti optano per l’una o per l’altra specializzazione. L’istituto, estremamente ben attrezzato a terra e in mare, non prevede però molti corsi pratici. Professionisti e disoccupati possono anche frequentare corsi serali. Molti dei diplomati, anche in questo caso, proseguono la carriera e ambiscono a gradi superiori.

In Francia la formazione ai mestieri del mare rientra tra le competenze dell’AGEMA, l’associazione di gestione delle scuole marittime e acquicole. Sul litorale sono presenti dodici scuole pubbliche, di cui quattro si dedicano alla formazione permanente. È indispensabile avere i titoli che rilasciano per essere assunti. Il CAP (certificato di idoneità professionale) di marinaio pescatore consente di accedere al BEP (brevetto di studi professionali) di conduzione e utilizzo dei pescherecci o al BEP di specializzazione in motori marini. La formazione ha sempre una durata di 2 anni e prevede qualche settimana di pratica. Un ulteriore anno di corso consente di ottenere il brevetto di secondo (primo ufficiale), al quale occorre aggiungere 3 mesi per diventare capopesca, bisogna però aver più di 21 anni.

L’Irlanda, sotto la responsabilità del BIM (The State Sea Fisheries Board), attraverso scuole accreditate, fornisce innanzitutto ai futuri professionisti un insegnamento superiore — molto ben organizzato — accessibile a chiunque abbia più di 18 anni. Una peculiarità da segnalare nel campo della formazione permanente: due unità mobili percorrono la costa proponendo ai pescatori corsi di formazione di qualche giorno; in questo modo si ovvia al problema legato al mancato guadagno nei periodi di formazione più prolungati.

Nel Regno Unito i professionisti accolgono favorevolmente i corsi di formazione di un giorno tenuti sotto l’egida dell’organizzazione Sea Fish Industry Authority. Per i principianti desiderosi di ricoprire un posto di responsabilità, la qualifica richiesta dipende dalle dimensioni del peschereccio e dalla zona di pesca in cui desiderano operare. I diplomi sono rilasciati da diversi istituti di formazione. In questi anni l’accento è stato posto soprattutto sui corsi "intra-muros", a discapito della pratica. Tutti i professionisti, principianti o esperti, sono tenuti a seguire un "safety training" (formazione sulla sicurezza in mare). Qualche organizzazione indipendente propone anche corsi mirati. È il caso, in Scozia, di Seafood Scotland.

Nei Paesi Bassi i livelli di studio richiesti dipendono anche dalla lunghezza e dalla potenza del peschereccio, oltreché dalla zona di navigazione. Sei scuole pubbliche coprono il territorio nazionale: 3 per l’insegnamento tecnico, 3 per il grado superiore. Superata l’età di 23 anni, i pescatori attivi hanno la possibilità di seguire corsi privati. Da qualche anno il numero di studenti è in diminuzione, tendenza che, secondo gli osservatori, si rileva in tutte le scuole tecniche a prescindere dall’indirizzo. Inoltre, come nella maggior parte degli Stati Membri, l’industria della pesca soffre di un’immagine poco allettante. Per porre rimedio, le autorità hanno intrapreso diverse azioni promozionali.

Analogamente in Germania coesistono due livelli di studio. Una scuola di pesca per studenti dai 16 ai 21 anni che desiderino formarsi al mestiere. Una seconda formazione, questa volta superiore, si rivolge ai futuri capitani con più di 21 anni. Le due scuole di pesca sono ubicate sulla costa baltica e prevedono una formazione tecnica, in parte teorica e in parte pratica, per una durata triennale. Ciascuna rilascia un diploma obbligatorio per esercitare la professione. Gli studenti durante la pratica ricevono già uno stipendio. Sono inoltre previsti corsi per adulti e disoccupati che sono, tuttavia, sempre meno frequentati.

Anche la Finlandia osserva nei giovani un netto disinteresse per il mestiere di pescatore. Tre scuole secondarie accolgono i giovani aventi più di 16 anni che decidono di operare nel settore. Dopo un anno di corsi comuni, questi optano per una specializzazione precisa: acquacoltura, trasformazione o pesca. Gli studi durano tre anni, di cui la metà trascorsi in mare. Tra questo livello e l’università esiste un istituto politecnico per ufficiali. Scuole professionali distribuite in tutto il paese propongono, dal canto loro, brevi corsi di formazione mirati ai pescatori esperti.

Due paesi non hanno sviluppato insegnamenti specifici: l’Italia e la Svezia. Nella penisola italiana è infatti sufficiente avere 15 anni e aver superato una visita medica per essere imbarcati su un peschereccio. L’esercizio della professione di pescatore richiede tuttavia una condizione preliminare: essere stati imbarcati con la qualifica di mozzo per 12 mesi. Quindici scuole dispensano agli adolescenti interessati una formazione di capopesca di durata triennale. Tuttavia, per esercitare, il diploma non è obbligatorio.

In Svezia non esiste alcuna scuola per marinai pescatori. La Fiskeriverket, l’associazione nazionale dei pescatori, sta attualmente collaborando con il comparto della trasformazione per istituire un insegnamento destinato all’intero settore.

(Fonte: “La pesca europea”)

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