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Il Pesce nr. 3, 2002

Rubrica: Osservatorio internazionale
(Articolo di pagina 29)

A scuola di pesca

La Danimarca conta circa 5 mila pescatori. A metà degli anni `90 l’associazione nazionale ha azionato il campanello d’allarme: l’età media del pescatore danese si aggirava sui 50 anni e non vi erano giovani che potessero subentrare nell’attività.

L’isola di Fanoe, sulla costa occidentale della Danimarca, accoglie in estate molti turisti alla ricerca di aria buona e di tranquillità.

In passato completamente dedita alla marina mercantile, l’isola è rimasta un simbolo di quei tempi eroici quando venivano a istruirsi i suoi futuri ufficiali nella migliore scuola del paese.

La scuola è cambiata molto, ma gli edifici si ergono in tutta la loro imponenza. Gli studenti di allora sono talvolta i professori di oggi e nei corridoi sono ancora appese le immagini ingiallite di quegli anni gloriosi.

La Scuola superiore marittima di Fanoe oggi forma i potenziali ufficiali, ma da poco accoglie anche i giovani marinai pescatori che hanno appena terminato la scuola professionale e intendono seguire il livello superiore di un programma nazionale di formazione completamente nuovo.

Le classi da poco sono state attrezzate con la tecnologia più moderna, soprattutto per simulare la navigazione. Attualmente seguono questi corsi circa 30 studenti.

 


La scuola pesca di Thyborøn, che può accogliere fino a 100 studenti.

 

Il corpo docente e gli studenti non risparmiano gli elogi per questo nuovo programma, ispirato dalla Danmarks Fisheriforening, l’associazione danese dei pescatori. Il suo merito principale? Proporre una formazione completa e obbligatoria per giovani che in prima battuta intendono intraprendere il mestiere di marinaio. Questi adolescenti, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, rappresentano la nuova generazione di pescatori danesi.

Affascinati dal mestiere sin dall’infanzia o appassionati dell’ultima ora, sono stati attratti da questi corsi che offrono la garanzia di una formazione solida, che consente sia di accedere ad un livello di studi superiore sia di proporsi direttamente sul mercato del lavoro.

Due anni di corso, preceduti da tre settimane obbligatorie di corsi propedeutici alla sicurezza in mare, attendono tutti i candidati. I 24 mesi di apprendistato sono suddivisi in 4 periodi: 6 mesi di pratica su un’imbarcazione (uno studente per nave scuola) e 22 settimane di i corsi teorici a scuola durante il primo anno, altri sei mesi su un’altra imbarcazione e gli ultimi sei, infine, su una terza imbarcazione. Altro elemento di originalità: all’atto dell’iscrizione, il futuro studente firma con la Danmarks Fisheriforening un contratto che lo vincola per due anni all’organizzazione, che diventa il suo datore di lavoro. Certo, i giovani possono ritirarsi, ma pochissimi lo fanno, salvo durante il primo periodo se si rendono conto di non essere tagliati per il mestiere! Durante i due anni, inoltre, il governo provvede al vitto, all’alloggio ed eroga un compenso ai futuri pescatori. Tre esami li attendono alla fine del percorso.

A seconda dell’esito dell’esame sarà determinata la lunghezza dell’imbarcazione che potranno comandare e saranno titolari dell’ormai ambito "Diploma blu", senza il quale in Danimarca è diventato impossibile esercitare la professione.

La Scuola di pesca di Thyborøn, a nord-ovest del paese, impartisce questa formazione rivoluzionaria per marinai. In un venerdì assolato una decina di giovani sono indaffarati nella pulizia della loro stanza prima del week end. In mare come a terra l’igiene è fondamentale! Qualcuno di loro è lì per il modulo "sicurezza a bordo". Altri assistono ai corsi teorici del secondo modulo. Gli altri colleghi sono in mare.

Insieme ad Hanstholm, Thyborøn è uno dei porti principali di pesca del paese. Gli edifici della scuola, situati nel centro e lungo la banchina, possono ospitare fino a 100 studenti. Alcuni locali, costruiti con l’aiuto di un finanziamento pesca, hanno solo qualche mese. Ormeggiate alla banchina, troneggiano le due navi scuola, impavesate dai giovani o dai loro professori.

Niels Wichmann, direttore della Danmarks Fisheriforening e Kresten Larsen, uno dei suoi collaboratori, sperano di raggiungere un centinaio di candidati all’anno a livello nazionale. Un obiettivo già raggiunto per metà: "La promozione e l’informazione presso il pubblico sono essenziali in questo compito", spiega M. Wichmann. "Noi dobbiamo ridare lustro al blasone di un mestiere che ha perso il suo splendore presso l’opinione pubblica. Questa formazione per pescatori vi contribuisce enormemente".

"Noi ci rechiamo anche nelle scuole tradizionali del paese", prosegue Larsen, "per presentare i nostri corsi e interessare i giovani. Partecipiamo, inoltre, ai vari saloni e alle varie fiere organizzate nel settore dell’istruzione e abbiamo anche prodotto materiale didattico per bambini".

Tutto questo, occorre precisarlo, è stato fatto in collaborazione con l’industria della trasformazione, i rappresentanti delle ZDP (zone dipendenti dalla pesca) e i sindacati riuniti all’interno di una giovane associazione chiamata "Fiskericirklen", il circolo della pesca.

Segnaliamo infine che nell’ampio programma danese, non è stata trascurata la formazione dei pescatori più anziani.

I pescatori attivi possono anch’essi ottenere il "Diploma blu" partecipando a moduli di formazione appositamente creati per loro.

(Fonte: "La pesca europea")

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