Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 3, 1998

Rubrica: Maricoltura
Articolo di Novelli A. , Pennacchio D. ,
(Articolo di pagina 37)

Panittica Pugliese: centro di riproduzione e allevamento di pesce marino pregiato

 

 

Operativa ormai da circa quattro anni la Panittica Pugliese Srl è temporalmente una delle ultime avannotterie nate, ma tecnologicamente frutto di diverse e proficue esperienze portate avanti dallo staff tecnico di supporto all’impianto in più di un decennio di attività; lo stesso oggi opera a tempo pieno negli impianti situati nel sud d’Italia e più precisamente a 40 km a nord di Brindisi, ponte per la vicina Grecia. L’attività è mirata alla produzione di specie ittiche marine già da tempo riprodotte quali orate e spigole con particolare attenzione al miglioramento e perfezionamento della qualità e delle performance di crescita.

L’attività di continua ricerca e miglioramento della produzione è svolta in stretta collaborazione con noti istituti di ricerca quali la Sezione Genetica della Facoltà di Biologia dell’Università di Padova, il Dipartimento di Scienze della Produzione Animale dell’Università di Udine, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino.

Oltre le succitate specie ittiche la Panittic Pugliese Srl riproduce con successo avannotti di sarago pizzuto, sarago maggiore, dentice ecc. che il mercato richiede sempre più per un processo di diversificazione del prodotto necessario a rendere più competitive ed economicamente redditizie le produzioni.

La Panittica Pugliese produce oltre 20 milioni di avannotti a stagione ed è in grado di offrire il prodotto a diverse grammature che variano da 1 a 80 grammi a seconda delle necessità del cliente.

Oltre a operare commercialmente con oltre il 70% degli impianti italiani la nostra azienda esporta con successo, confermato di anno in anno, significative quantità di avannotti in Grecia e in altri mercati minori quali la Croazia, Malta, Turchia, Tunisia e Francia. Le consegne sono effettuate con autotreni di proprietà che equipaggiati con ossigeno liquido e muniti di soffianti garantiscono il minimo stress per gli avannotti anche in caso di trasporti molto lunghi dell’ordine di alcuni giorni.

 

Le risorse a nostra disposizione

Situata a Torre Canne di Fasano, l’area su cui sorgono gli insediamenti produttivi della società Panittica Pugliese si estende per circa 78.000 mq; rientra in una fascia di terreno particolarmente vocata ad attività acquacolturali ed è stata individuata e prescelta per la sua vicinanza al mare, la morfologia del terreno, le condizioni ambientali, la posizione geografica, la presenza di falde di acqua sotterranea ad elevato gradiente geotermico.

La vicinanza del Mare Adriatico, che nella zona antistante il terreno presenta coste basse di natura rocciosa, ha snellito la costruzione delle opere di scarico dell’acqua utilizzata dagli impianti e permesso, trattandosi di un tratto di mare completamente aperto, l’efficace smaltimento dei reflui che al contrario, in ambienti circoscritti o a circolazione limitata, dà origine spesso a eutrofizzazione delle acque e a sensibili incrementi della carica batterica. Questa operazione è stata inoltre facilitata dall’andamento delle correnti marine, che parallelamente alla costa in direzione nord-sud interessano le regioni italiane bagnate dall’Adriatico.

Il terreno ha morfologia abbastanza regolare ed è costituito da un substrato vegetale di colore rossastro che sotto il cotico erboso si presenta duro e compatto. Seguono a questo calcareniti a diversa granulometria che negli strati più profondi lasciano spazio alle argille. Nel complesso questo terreno si presta bene all’utilizzo da noi previsto sia per i modesti dislivelli rispetto al medio mare che consentono contenuti dispendi di energia per il pompaggio e facilita lo scarico di reflui, sia per la sua natura consistente che semplifica la costruzione dei bacini di allevamento. La discreta estensione inoltre ci ha consentito di avviare già in partenza i processi produttivi inerenti la riproduzione, il preingrasso e l’ingrasso di specie ittiche marine pregiate.

Le condizioni climatico-ambientali della zona sono favorevoli; la temperatura dell’aria è più mite rispetto a quella di altre località pugliesi più settentrionali e le medie mensili delle temperature massime risultano più elevate di quelle di altre stazioni nei mesi invernali ma nettamente più basse in quelli estivi.

Una grande risorsa a nostra disposizione deriva infine dalla possibilità di emungere acqua calda (19,3°C) e salata (37,5‰) presente nel sottosuolo a una profondità di circa 210 m dal piano di campagna. L’abbondanza della falda marina intercettata, a dire dei geologi, è da considerarsi illimitata come estensione e quantità e quindi le portate estraibili dai pozzi sono condizionate alla spinta artesiana della falda marina sotterranea dal diametro di rivestimento dei pozzi e, consecutivamente, dalla potenza delle pompe in essi installabili. L’utilizzo di questa acqua calda e batteriologicamente sterile riduce i rischi di manifestazioni patologiche, rende superflua l’installazione di impianti di filtrazione meccanica e di sterilizzazione e riduce i tempi di permanenza del pesce in preingrasso e ingrasso.

 

Le varie unità e il processo produttivo

Il complesso produttivo è costituito dalle unità: avannotteria, preingrasso, ingrasso, con le quali è possibile portare a compimento l’intero ciclo di vita del pesce, dalla nascita quindi sino al raggiungimento della taglia commerciale. Le diverse unità sono servite da acqua di falda che emunta a profondità di circa 270 m dal piano di campagna con pompe a immersione, fuoriesce a temperatura pressoché costante di 19,3°C e a 37,5‰ di salinità e raggiunge i due bacini di carico mediante tubazioni in pvc.

A questo punto l’acqua portata a livello di saturazione con ossigeno liquido raggiunge per gravità il preingrasso e l’ingrasso con tubazioni Ø 500 e Ø 1000 rispettivamente. Per ciò che riguarda l’avannotteria la stessa è invece pompata all’interno di una torre piezometrica dove in parte riscaldata, in parte raffreddata viene degasata e ossigenata prima di raggiungere le vasche.

 

Avannotteria

In questa unità vengono prodotti avannotti di orata, spigola, sarago pizzuto, sarago maggiore, madai ecc. che successivamente saranno preingrassati e in parte ingrassati negli impianti esterni.

L’unità avannotteria è costituita da un edificio che comprende vari reparti e precisamente:

a) riproduttori e incubazione uova;

b) allevamento larvale;

c) produzione fitoplancton;

d) produzione zooplancton;

e) nursery.

 

Riproduttori e incubazione uova

In questo settore delle dimensioni di m 27,5 x 15,6 sono sistemate n. 9 vasche cilindriche a fondo conico del volume unitario di circa 18 mc.

All’interno di queste vasche sono stoccati a carichi di circa 4-6 kg/mc altrettanti lotti di riproduttori di spigola (Dicentrarchus labrax) e orata (Sparus aurata) che, condizionati scalarmente mediante variazione del termo e fotoperiodo, porteranno a maturazione i gameti. Sono presenti inoltre lotti di sarago pizzuto (Puntazzo puntazzo), mormora (Lhitognatus murmurus) e ombrina (Ombrina cirrosa).

La necessità di tanti lotti di riproduttori deriva dall’esigenza di uova feconde da parte dell’impianto che ne abbisogna per gran parte dell’anno e non può sottostare ai periodi di deposizione degli animali che, se non opportunamente condizionati, emettono grandi quantità di uova in periodi molto brevi. Una volta arrivati a maturazione i riproduttori iniziano a deporre spontaneamente ma qualche volta soprattutto per il branzino l’emissione delle uova viene indotta, previo controllo tramite cateterizzazione, mediante trattamenti ormonali a base di particolari peptidi che stimolando il sistema endocrino permettono il compimento delle ultime fasi di maturazione e l’idratazione degli ovociti.

Le uova deposte sono pelagiche, hanno un diametro di circa 1.000 micron e pesano poco meno di un mg. La raccolta viene effettuata convogliando il flusso dell’acqua di scarico superficiale all’interno di un cestello le cui pareti sono schermate da un retino di maglia pari a 500 micron che lascia passare l’acqua e trattiene le uova. Non appena recuperate le uova vengono disinfettate con prodotti a vase di iodio e subito messe a incubare in ragione di 800-1.000/l nelle apposite vasche tronco-coniche del volume di 1.800 l che sono sistemate in numero di 12 nel reparto incubazione. Il tempo necessario alla schiusa varia a seconda della specie e della temperatura dell’acqua ed è comunque compreso tra 36 e 86 ore. Quando tutte le uova sono schiuse, si procede al trasferimento delle larve nel reparto di avannotteria; in questo modo si lascerà spazio alle partite di uova successive.

 

Avannotteria-allevamento larvale

Le larve provenienti dagli incubatori arrivano in questo reparto con il sacco vitellino non completamente riassorbito; le larve di branzino sono poste nelle vasche tronco-coniche di 3 mc di volume mentre quelle di orata occuperanno le vasche di 10 e 20 mc.

L’avannotteria della Panittica Pugliese comprende 24 vasche circolari a fondo conico di 10 mc e 6 vasche circolari a fondo conico di 20 mc per l’allevamento larvale dell’orata, e 20 vasche cilindro-coniche di 3 mc per l’allevamento larvale del branzino. Le densità di stoccaggio delle larve si attestano per il branzino sulle 80-120 larve/litro mentre per l’orata generalmente vengono seminate 150 larve/litro. In queste vasche le larve, esaurite le loro riserve endogene, passeranno all’alimentazione esogena.

L’alimentazione delle giovani larve è a base di organismi viventi poiché essendo l’orata e il branzino voraci predatori disdegnano, almeno nelle prime fasi dell’alimentazione, qualsiasi alimento inerte o privo di vita che gli venga offerto. Per questo motivo si è costretti ad allevare in notevoli quantità un piccolo organismo filtratore dell’acqua appartenente alla famiglia dei rotiferi (Brachionus plicatilis) che assieme ad alghe unicellulari viene somministrato alle larve già dal quarto o quinto giorno successivo alla schiusa in ragione di 10 organismi/ml. L’alimentazione a base di rotiferi ha una breve durata nel caso del branzino mentre si protrae per circa 30 gg nel caso dell’orata; successivamente e in modo graduale il rotifero viene sostituito da un crostaceo anostrace del genere Artemia che viene distribuito alle larve allo stadio di Instar I prima (450 micron) e di Instar II (600 micron) nelle fasi successive. La permanenza delle larve nel reparto di avannotteria varia tra 40 e 60 gg dopo di che ormai pronte allo svezzamento o parzialmente svezzate sono trasferite nel settore nursery.

 

Fitoplancton

In questo reparto vengono coltivate alghe unicellulari utilizzate sia per l’alimentazione dei rotiferi che per l’immissione diretta nelle vasche di orate. Le colture si susseguono in una sequenza di volumi di volta in volta maggiori che opportunamente concimati e inoculati con microalghe del genere Chlorella, Nannochloropsis, Tetraselmis, Dunaliella, Isochrysis ecc. danno origine a sospensioni contenenti un numero elevatissimo di cellule. Le colture a seconda del volume che occupano sono più o meno pure; le più pure sono quelle mantenute in piccoli volumi (beute sino a 250 cc) mentre procedendo verso i volumi di 2, 10, 250, 2.000 litri le stesse tendono progressivamente a inquinarsi.

È questo il motivo per il quale si tende a partire sempre da volumi ridotti replicati accuratamente in sterilità. Al crescere della concentrazione algale le cellule tendono a ombreggiarsi a vicenda e ulteriori sviluppi vengono raggiunti soltanto se si dispone di ingenti quantità di luce. La progressione volumetrica prevede l’utilizzo di:

— piastre per coltura su agar,

— provette da 15 ml,

— beute da 100 ml,

— beute da 500 ml,

— beute da 2 l,

— palloni da 10 l,

— sacchi da 50 l,

— sacchi da 230 l,

— vasche da 2.500 l.

Le colture di volume inferiore ai 10 l sono mantenute nel laboratorio fitoplancton con l’ausilio di lampade al neon che emettono radiazioni luminose molto simili a quelle dello spettro solare mentre i volumi maggiori sono sistemati nel locale fitoplancton la cui particolarità è quella di avere la copertura in carbolux alveolare che permette il passaggio di buona parte delle radiazioni solari; queste sopperiscono, almeno nelle ore diurne, al fabbisogno in lux delle alghe.

 

Zooplancton

In questi locali vengono prodotti gli alimenti vivi necessari al sostentamento delle giovani larve quindi rotiferi e artemie. Le colture di rotiferi nel locale zooplancton prendono avvio dall’inoculo dei palloni di alghe; in questi palloni i rotiferi alimentandosi di alghe crescono e si moltiplicano sino ad arrivare a concentrazioni spesso superiori ai 1.200 animali/cc. Con i palloni da 10 l vengono innescati i sacchi di 250 l che a loro volta servono da inoculo per le vasche di 1 mc. L’alimentazione dei rotiferi viene effettuata con sole alghe sino ai 250 l mentre a tale alimento si sostituisce una miscela a base di lievito di birra per volumi superiori. Il tempo di maturazione dei diversi volumi è funzione di molteplici fattori e comunque è compreso tra 4 e 6 giorni. Una volta raggiunte le concentrazioni desiderate, la coltura viene eliminata e i rotiferi, trasferiti in una vasca di circa 4 mc, vengono alimentati con prodotti microincapsulati a elevato contenuto lipidico, che hanno la funzione di migliorare le qualità nutrizionali del rotifero stesso.

Più semplice è la produzione di nauplii e metanauplii di Artemia le cui cisti disidratate vengono commercializzate sottovuoto e messe a schiudere in quantità dipendenti dalle esigenze dell’impianto. La schiusa avviene a temperatura di circa 28°C, in presenza di luce e di abbondante erogazione d’aria. La resa e il tempo necessario alla schiusa sono dipendenti dal tipo di artemia, dall’età delle cisti e dallo stato di conservazione delle stesse. Non appena gran parte delle cisti sono schiuse si procede alla messa in pulito dei nauplii che a seconda del tipo vengono destinati all’alimentazione diretta o, parcheggiati in apposite vasche e alimentati, vengono distribuiti allo stadio di Instar III.

 

Nursery

Quest’ultimo reparto consta di n. 52 vasche tipo race-way del volume di 40 mc; in queste vasche vengono trasferite le larve provenienti dall’incubatoio. All’interno di queste vasche avviene lo svezzamento e quindi il graduale passaggio dall’alimentazione a base di prede vive a quella con mangimi bilanciati; questa è una delle fasi più delicate dell’intero ciclo di produzione. Dopo circa una ventina di giorni tutti gli animali sono svezzati e sono ormai considerati avannotti. In concomitanza con l’inizio dello svezzamento si procede a ripetute selezioni per taglia la cui frequenza è spesso funzione del carico di pesce mantenuto in vasca e del verificarsi di fenomeni di cannibalismo. La permanenza degli animali in questo settore varia da 50 a 100 giorni; giunti al peso di circa 1-3 grammi, gli avannotti sono trasferiti al preingrasso o venduti.

 

Preingrasso

Il preingrasso nei moderni impianti di piscicoltura marina svolge un ruolo fondamentale e ormai indispensabile poiché consente di ottenere avannotti di pezzatura maggiore che all’ingrasso hanno rese nettamente superiori rispetto a quelle del pesce da grammo. Lo stesso funziona inoltre da polmone, poiché da un lato consente il progressivo svuotamento della nursery e quindi la continuità di produzione dell’intera avannotteria e dall’altro permette una certa flessibilità nello svuotamento delle vasche di ingrasso che in questo modo non sono vincolate ai rigidi tempi di vuotamento della nursery.

L’unità momentaneamente consta di n. 14 bacini delle dimensioni di m 60x4 h = 1,2 per un volume complessivo di 3.360 mc. Le vasche sono realizzate in calcestruzzo armato e l’intera unità è corredata da sistema di monitoraggio e controllo di ossigeno.

 

Ingrasso

L’impianto di ingrasso dispone di n. 15 bacini a cielo aperto delle dimensioni di m 90x5 h = 1,2 per un volume complessivo di 8.100 mc. In questi sono seminati e alimentati parte degli avannotti provenienti dal preingrasso. Come già accennato l’impianto è servito da acque di falda a 19,3°C che consente un’ottima continuità nella produzione. L’intera unità è munita di una linea di ossigeno di servizio ed è prevista come per gli altri settori la realizzazione di un sistema elettronico di monitoraggio e controllo dell’ossigeno in vasca. I tempi di permanenza del pesce nelle vasche di ingrasso sono di circa 12-14 mesi dopo di che, raggiunta la taglia commerciale, lo stesso viene inviato a mercato. La densità in alcuni momenti culmine dell’allevamento può raggiungere i 40-50 kg/mc.

I reflui provenienti da questo impianto così come quelli dei due precedentemente descritti prima di essere scaricati a mare attraverseranno un bacino di lagunaggio dove, parte dei solidi in sospensione sedimenteranno e/o serviranno da alimento ai cefali detritovori ivi stoccati.

Dott. Andrea Novelli

Direttore tecnico

Donato Pennacchio

Amministratore delegato e Responsabile vendite

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