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Eurocarni nr. 3, 2021

Rubrica: Interviste
(Articolo di pagina 58)

Gli Amici della Piemontese: una promessa d’amore che si rinnova ogni giorno

La storia di un’associazione nata tre anni dalla volontà di un gruppo di allevatori della razza bovina più pregiata al mondo, la Piemontese, che oggi si ritrova in ottima salute, con più di 120 associati produttori e che lo scorso anno, nonostante la pandemia, ha commercializzato oltre 600 capi

L’associazione Gli Amici della Piemontese nasce tre anni fa per volontà di un gruppo di allevatori di bovini di razza Piemontese — tutte aziende a conduzione familiare — accomunati dalla volontà di sottrarsi alla logica perversa della cosiddetta “globalizzazione” che li stava inesorabilmente schiacciando ed obbligando a produrre in maniera sempre più massiva un prodotto per troppi versi anonimo e quindi sofferente nei confronti di un mercato globale. Le conseguenze sul piano economico e, soprattutto, su quello della gratificazione professionale, stavano diventando insostenibili quando ci si è ricordati di avere per le mani la razza più pregiata del mondo, la razza bovina Piemontese, le cui qualità organolettiche e nutrizionali sono da tempo riconosciute come impareggiabili anche da tutta una serie di seri studi fatti dalla comunità scientifica.

C’era poi anche un secondo elemento determinante che univa l’esperienza di quegli allevatori-soci-fondatori: la pratica comune della F.A. ed un forte senso di appartenenza all’attività selettiva portata avanti dall’Anaborapi (Associazione Nazionale Allevatori BOvini di RAzza PIemontese, www.anaborapi.it) di Carrù.

«Ma la volontà di distinguerci e valorizzare la carne di eccellenza prodotta nelle nostre stalle, non sarebbe bastata da sola ad avviare l’avventura commerciale» ci raccontano. «E siccome ci piace pensare che la tenacia, il coraggio e la lungimiranza vengano, alla lunga, premiate, un bel giorno, siamo stati contattati da “un signor macellaio”, anche lui desideroso di differenziarsi e di proporre un prodotto particolare nei suoi negozi, il progetto è decollato e con lui il relativo marchio “La Manzotta”, femmine di razza Piemontese dai 24 ai 48 mesi. Il riscontro favorevole ed il successo al banco vendita sono stati immediati».

Sull’onda dell’entusiasmo, l’offerta si è allargata in fretta ad altre tipologie di animali presenti in stalla e così sono nati in rapida successione i marchi “Il Bogianen”, “La Matota”, “Il Castrà nuvel” e “La Madama bianca”, rispettivamente dedicati alle categorie commerciali di vitelloni (maschi fino ai 16 mesi), le vitelle (femmine fino ai 24 mesi), i castrati con età pari alle vitelle e la Madama bianca, ossia femmine di età adulta oltre i quattro anni.

I buoni rapporti di vicinanza con il Consorzio del Bue grasso di Carrù hanno poi permesso di estendere l’offerta anche alla carne prodotta dagli allevamenti che producono in un comprensorio territoriale ben definito gli esemplari di Sua Maestà il Bue Grasso. «Oggi così copriamo l’intera gamma della tipologia di animali ingrassati nelle nostre stalle» proseguono. «L’allargamento dell’offerta è nato, oltre che dall’immediato riscontro di pubblico, anche dall’esigenza di mettere un po’ d’ordine tra le varie categorie commerciali presenti sul banco delle macellerie, al fine di guidare il consumatore nella scelta del tipo di prodotto più adatto ai propri gusti quando si accosta alla vasta famiglia della carne di razza Piemontese.

Una gamma di prodotti carnei sempre dalla qualità insuperabile come gusto e valori nutrizionali ma con aspetto e caratteristiche di colore, tessitura, consistenza, gusto ed esigenze di preparazione differenti. Tutto questo per non disorientare il consumatore e, analogamente a quanto fatto per il vino, per accompagnarlo nella difficile scelta dell’acquisto che può andare dal vino da tavola su e ancor più su sino al Barolo».

Oggi l’associazione è in ottima salute: associa infatti oltre centoventi produttori e l’anno scorso, nonostante la pandemia, ha commercializzato oltre seicento capi. «Aneddoto finale: quando è nata l’associazione, una volta trovatici di fronte al notaio, ci accorgemmo, non senza un po’ di stupore, che il giorno prescelto coincideva con la data di San Valentino. Il che ci valse una serie di battutacce a sfondo maschilista irripetibili. Ma a ben pensarci, a distanza di tre anni, fu una scelta felice e quanto mai indovinata perché quello che stava facendo quel gruppo di allevatori sognatori era, prima di tutto, il rinnovo di una promessa d’amore nei confronti di quello che considerano la passione più bella del mondo: il mestiere dell’allevatore».

 

Gli Amici della Piemontese

E-mail: amicidellapiemontese@gmail.com

Web: www.facebook.com/gliamicidellapiemontese

www.manzotta.it

 

Didascalia: gli Amici della Piemontese cercano di preservare le tradizioni per allevare nel modo migliore i loro animali. Gli allevamenti sono a conduzione familiare e a ciclo chiuso, ossia i capi di bestiame nascono e crescono in azienda.

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