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Eurocarni nr. 3, 2021

Rubrica: Ristoranti carnivori
Articolo di Pilotto D.
(Articolo di pagina 120)

Ai Mediatori

A Tombolo, comune del Padovano conosciuto in tutto il mondo per il commercio del bestiame, quale altro o miglior nome poteva avere la sua storica trattoria? Qui potete leggere il racconto di una storia iniziata oltre 130 anni fa

Siamo a Tombolo, provincia di Padova. A fine Ottocento il paese conta qualche centinaio di abitanti. Un’ampia piazza con un Capitello della Madonna della Salute e una bella chiesa e un’osteria. La chiesa dedicata a Sant’Andrea Apostolo ha visto tra i molti parroci anche la figura di Don Giuseppe Sarto, diventato poi Papa Pio X, il Papa riformatore (catechismo) e anche sportivo, quando appoggiò la nobile iniziativa del barone Pierre De Coubertin che ripristinò in epoca contemporanea con crescente successo i Giochi Olimpici. Papa Pio X fu proclamato santo da Pio XII nel 1954. All’interno della chiesa c’è un museo a lui dedicato. Inoltre, sempre all’interno, si trova la miracolosa statua lignea della Madonna (i miracoli si manifestarono nei mesi di maggio, giugno e luglio dell’anno 1624). Un cenno merita anche un sacerdote, Monsignor Cavallin, sempre impegnato ad aiutare i più sfortunati e bisognosi, che durante la Seconda Guerra mondiale fu capace di imprese memorabili per salvare dai Tedeschi in ritirata molte persone anche dei paesi vicini.

Mi piace ricordare che a Tombolo, nonostante non ci sia una pista di ciclismo o, a periodi, nemmeno una squadretta di calcio, si sono fatti conoscere nello sport Giuseppe Beghetto (Bepo Pacio), campione olimpico su pista nel 1960 a Roma, e vincitore di ben 3 campionati del mondo su pista. Della stessa famiglia forse grazie ad un potente Dna, figli e nipoti stanno facendosi valere tra campionati di serie A e B di calcio. Molti calciatori; il più famoso, Dino Baggio (scoperto dal talent scout locale Ceri), ha avuto una brillante carriera: Torino, Juventus, Inter, Parma e Lazio, ha disputato circa settanta partite in Nazionale, sfiorando la vittoria nel campionato del mondo disputato in Usa nel ‘94 con Arrigo Sacchi. Sempre tra gli sportivi tombolani vorrei ricordare anche il nuotatore campione del mondo Luca Dotto.

Un’altra figura importante è il dott. Ennio Doris, da normale impiegato di banca è riuscito a creare con intuizione, programmazione e capacità il Gruppo Mediolanum, oggi capitanato dal figlio Massimo. La famiglia Doris è inoltre impegnata in molte attività benefiche e di supporto ai più sfortunati. Doris torna spesso in paese, da persona saggia non nega la parola a nessuno e non rinuncia alle buone abitudini di un tempo come la partita di briscola o una bella mangiata alla trattoria “Ai Mediatori”. Ed eccoci quindi tornare alla tavola.

 

Il passaggio da osteria a trattoria

Inizialmente Ai Mediatori era un’osteria con poche careghe, sedie, dove si serviva solo qualche goto de vin roso o n’ombra de vin. Con l’aumento demografico e la conseguente richiesta di carne, i mediatori tombolani, presenti in tutti i Fori Boari del Centro-Nord Italia e poi dell’Est europeo, attiravano commercianti da tutto il Paese. Tombolo diventò presto luogo di riferimento. In piazza si discuteva e si faceva il punto sui mercati, si concludevano affari sempre sanciti da una sacrosanta stretta di mano. E quale miglior modo di concludere accordi o affari se non davanti ad un buon piatto di pasta e fagioli magari con la trippa? 

 

La trattoria

Dal Novecento, per oltre 70 anni gestita dai proprietari, la famiglia Andretta (Zizi), successivamente da Gigi e Bernadetta, e da quasi vent’anni dalla famiglia Antonello. Oggi Simone Antonello (factotum) con la moglie Stefania Sgarbossa (sommelier) e i due figli cuochi Federico e Fabio hanno in gestione questa storica trattoria e pian piano con dedizione e amore hanno creato un locale dove ci si sente come a casa. Restaurato da poco, all’interno una sala più grande e una saletta più intima, ai muri si vedono appese alcune foto di mediatori e commercianti intenti nel lavoro, che ben rappresentano la storia di Tombolo. Da qualche anno è a disposizione un bell’angolo esterno aperto di giorno e di sera, che tra la primavera e l’autunno fa la differenza.

La cucina proposta da Federico e di Fabio è improntata sui piatti tipici veneti, classici e rivisitati con il giusto equilibrio. Sempre attenti all’evoluzione culinaria, propongono un ampio menù che rispetta la stagionalità dei prodotti. Dalle verdure, spesso di orti locali, passando per i risotti o zuppe, alla pasta e ai sughi fatti in casa. Le carni provenienti da aziende del Veneto sono selezionate con cura in modo da soddisfare al meglio il palato dei carnivori. Tartare, costate alla brace o nel periodo autunno-inverno un buon lesso arricchito dalla spuma al cren e giardiniera casalinga. Non manca la trippa e alcune curiose rivisitazioni con le frattaglie e si trovano gli arrosti di corte, dall’oca al più umile pollo. Insomma, una cucina di qualità per tutti.

Ai Mediatori, però, non trovate solo carne ma anche qualche ottimo piatto di pesce, dal tagliolino alla frittura. Su tutti un classico piatto veneto: il baccalà. La trattoria da circa un decennio, infatti, fa parte della Confraternita del Bacalà alla Vicentina di Sandrigo. Oltre a quello alla vicentina, il baccalà mantecato, le frittelle con baccalà e i delicatissimi ravioli, sempre di baccalà, un segreto. La carta dei vini comprende un centinaio di etichette, ma affidatevi ai consigli per l’abbinamento dei vini di Stefania. Per il dulcis in fundus, su tutti un delizioso gelato con micro perette al maraschino. Non ultimo capita, a volte ma anche spesso, di imbattersi in qualche ex mediatore o commerciante tombolano, che non esita mai nel raccontare storie e aneddoti che creano curiosità e qualche risata.

Ai Mediatori se magna de gusto, se se ttrova ben, mejo de qua...??!

Decimo Pilotto

 

Trattoria Ai Mediatori

Via Roma 2 – 35019 Tombolo PD

Telefono: 049 5969541 – 338 4362832

>> Link: www.trattoriaaimediatori.it

 

Didascalia: l’antica trattoria Ai Mediatori sorge nel centro di Tombolo e da almeno 120 anni è il locale principale del paese. Da quasi vent’anni la sua gestione è affidata alla famiglia Antonello: Simone con la moglie Stefania Sgarbossa e i due figli cuochi Federico e Fabio (in foto). La trattoria è rinomata per la preparazione di piatti tipici veneti, come la trippa, i bolliti accompagnati da spuma al cren e giardiniera casalinga e il baccalà alla Vicentina, e le ottime carni alla brace.

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