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Eurocarni nr. 3, 2021

Rubrica: Speciale hamburger
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 72)

Hamburger, passione mondiale, oltre il Covid

Classico, doppio, triplo per i più golosi, con formaggio — e qui si può scatenare la fantasia di ognuno di noi —, con aggiunta di bacon, pancetta o altre salume reso croccante da una passata in forno o in padella, alleggerito dalla presenza di una fresca foglia di lattuga e da un paio di fette di pomodoro asciugate ben bene dopo il lavaggio. Con aggiunta di cipolle e/o cetriolini sottaceto se si amano questi sapori, che si sposeranno alla perfezione col gusto della carne e, a completare il tutto, una o due salse almeno scelte dal trittico tradizionale ketchup-senape-maionese. La cerimonia del “primo morso” ora può andare in scena. L’hamburger piace, piace tanto, piace ancora, anche oggi, soprattutto oggi, in un momento storico in cui le indagini di settore ci dicono che le nostre abitudini a tavola sono cambiate, per scelta, necessità e un po’ (anzi, direi soprattutto) per forza. A dircelo anche due delle piattaforme di food delivery più attive nel nostro Paese, Just Eat e Deliveroo; attività queste che, nell’anno appena trascorso e nei primi mesi di quello appena cominciato, sono state oggetto di una crescita esponenziale, diventando addirittura “essenziali” nel quotidiano di molti di noi.

La mappa del cibo a domicilio in Italia 2020, ad esempio, nasce dalla quarta edizione dell’Osservatorio Nazionale di Just Eat (www.justeat.it) e ci offre una fotografia interessante del mercato dell’asporto, considerando anche che la presenza territoriale di Just Eat nel 2020 è arrivata a coprire oltre 1.200 città, con più di 16.500 ristoranti presenti in piattaforma. Nella top ten dei piatti più ordinati, se anche nel 2020 al primo posto resta la pizza – Margherita per essere precisi, una regina inattaccabile da ogni punto di vista –, al secondo posto troviamo proprio l’hamburger (+21%), subito davanti all’esotico giapponese, che di esotico oramai ha sempre meno sia fascino che gusto. Agli Italiani che usufruiscono di questo servizio di consegna piace mangiare a casa propria innanzitutto il Cheeseburger, che lo scorso anno ha superato numericamente la versione arricchita con bacon tanto apprezzata nel 2019, e gli piace mangiarlo soprattutto nella sera del sabato, privilegiando pietanze più leggere durante la settimana e confermando quindi che l’hamburger, ricco di condimenti e sapori al punto giusto, resta nell’immaginario dei nostri connazionali un peccato di gola (il fatto che lo si associ spesso al gelato non fa che confermare questa ipotesi). Chi ordina più hamburger sono senza dubbio i Millennials (i nati tra il 1981 e il 1996), insieme alla Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012), le due categorie più attive nel digital food delivery in assoluto, con una maggioranza degli uomini sulle donne, in particolare professionisti under 35.

In un confronto generale tra regioni italiane, poi, mentre in quelle del Nord si mangia più giapponese e si registra una passione sfrenata per la piadina, al Sud l’hamburger la fa da padrone su tutte le altre opzioni, dimostrandosi addirittura la pietanza più ordinata di Napoli, alla faccia della pizza “di casa” di cui sopra. Infine, tra le curiosità che emergono da La mappa del cibo a domicilio in Italia 2020, ce n’è una che riguarda proprio gli hamburger. Quelli ordinati in un anno dagli utenti di Just Eat coprirebbero una distanza di circa 70 km: praticamente si potrebbe andare a piedi da Piacenza a Milano camminando comodamente su morbidi panini imbottiti.

 

Hamburger lovers nell’anno del Covid

Anche secondo la piattaforma Deliveroo (deliveroo.it), l’hamburger rappresenta il secondo piatto più ordinato dagli Italiani, che gli preferiscono solamente i grandi classici della tradizione nazionale. In occasione dell’International Burger Day 2020, la festa dedicata all’hamburger che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 28 maggio, Deliveroo aveva raccolto e comunicato dati e curiosità sul consumo a domicilio dall’inizio lockdown di quello che da tempo è, e si conferma, il re dei panini. Secondo le registrazioni della app, dopo il semplice hamburger con pane, carne, insalata e poco più, che resta in cima alle scelte degli utenti, troviamo il Cheeseburger, nelle versioni single e double, il Chicken burger e il Bacon cheeseburger. Ma nell’anno del Covid si sono registrati ordini in forte aumento mese dopo mese anche per il cosiddetto Veggie, la versione vegetariana/vegana della pietanza: dobbiamo però chiederci se in questo caso si possa ancora parlare di hamburger. In termini di insegne, sempre a maggio 2020, il primato dell’hamburger a domicilio nel nostro Paese spettava a McDonald’s, probabilmente la prima catena di fast food che sull’hamburger ha costruito la propria storia e la propria fama a livello globale, davanti a Burger King, secondo, e all’italiana Old Wild West, in terza posizione; a chiudere la top five, KFC e Burgez.

L’hamburger domina anche la classifica dei 100 piatti più popolari al mondo nel report redatto sempre da Deliveroo a fine anno, secondo le elaborazioni effettuate nei 12 Paesi in cui il servizio è presente, con ben quattro tipologie differenti di hamburger nelle primi sette posizioni, medaglia d’oro compresa. Primo in assoluto è risultato infatti il Cheeseburger della catena Five Guys (www.fiveguys.com) di Dubai, seguito dal Mary’s Burger dell’australiano Mary’s di Sydney (www.marys69.com), in quarta posizione dal Cheeseburger di Le Ruisseau a Parigi (www.leruisseauburger.com), in quinta posizione, per finire di nuovo col Cheeseburger di Five Guys di Londra, in settima.

 

Hamburger da primato

Nel sito ufficiale del Guinness World Records — in italiano noto come Guinness dei primati, è il volume che dal 1955 colleziona i record di ogni genere a livello mondiale (www.guinnessworldrecords.com) — si trovano diversi hamburger da primato. Il più grande e pesante finora mai realizzato è un mega-panino da 1.164,2 kg preparato nel 2017 a Pilsting in Germania da sei ragazzi tedeschi, Wolfgang Leeb, Tom Reicheneder, Rudi Dietl, Josef Zellner, Hans Maurer e Christian Dischinger, insieme ad altre 300 persone. Immaginatevi (ma si possono visionare anche i filmati) tre giganteschi burger di carne più pomodori, lattuga, cetrioli, cipolla e salsa, sormontati da un gigantesco bun: il tutto è stato suddiviso tra i presenti alla cerimonia che lo hanno divorato fino all’ultima briciola, devolvendo poi il ricavato della vendita ad enti locali di beneficenza.

Gaia Borghi

 

Double decker

Il double decker, o più semplicemente double, è un panino contenente due burger, che diventa triple se i burger salgono a tre. Se aggiungiamo un formaggio avremo un Cheeseburger, ma se mettiamo anche il bacon otterremo un Bacon cheeseburger (e una digestione complessa). Uno Slopper è un cheeseburger (o un semplice hamburger) servito completamente ricoperto da piccante salsa chili (red o green chili). Viste le dimensioni che assume, viene solitamente mangiato con coltello e forchetta. Il Butter Burger è una specialità dello stato del Wisconsin che, come dice il nome, vede la presenza di un bel pezzetto di burro tra la carne e il pane. In Oklahoma si mangia invece il Fried Onion Burger: chiamato anche “Depression Burger”, fu inventato durante la Grande depressione del XIX secolo per sopperire alla minor quantità di carne, divenuta un bene prezioso molto molto costoso, nel panino, con tanta, tanta, tanta cipolla fritta. 

 

Didascalia: tra le curiosità che emergono dai dati raccolti da Just Eat per “La mappa del cibo a domicilio in Italia 2020” ce n’è una anche sugli hamburger. Quelli ordinati in un anno dagli utenti della piattaforma coprirebbero una distanza pari a circa 70 km! Secondo le elaborazioni effettuate da Deliveroo nei 12 Paesi in cui il servizio è presente, il piatto più popolare del 2020 sarebbe il Cheeseburger della catena americana Five Guys a Dubai; in quinta posizione si piazza quello di Le Ruisseau a Parigi (in foto).

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