Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 3, 2021

Rubrica: Analisi di mercato
(Articolo di pagina 94)

Le etichette dei prodotti raccontano i consumi degli italiani

Osservatorio Immagino GS1 Italy

Oggi l’informazione è la nuova materia prima delle aziende. Infatti, anche grazie alle tecnologie digitali, il data management consente di migliorare l’efficienza, ridurre i costi e aumentare il livello di servizio al consumatore. Un consumatore che è immerso appieno in questa rivoluzione dell’informazione “fluida”: disponibile in qualunque momento, in qualunque luogo e in quantità inimmaginabili fino a qualche anno fa.

Accanto alla rivoluzione digitale il consumatore risponde, poi, agli stimoli della cultura alimentare e delle scoperte scientifiche su come il cibo influenzi la salute e il benessere. L’informazione sui prodotti alimentari diventa così un elemento fondamentale e l’etichetta è il primo posto “fisico” per entrare in contatto con il consumatore, educarlo e soddisfare la sua esigenza di informazioni complete e trasparenti.

Le persone sono alla ricerca di punti di riferimento e i punti di vendita e le marche dispongono di strumenti informativi importanti per costruire una relazione di valore con loro: “informare bene” è oggi una delle mission costitutive per le imprese.

Mancava ancora, tuttavia, una misurazione reale del rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato in termini di vendite. Per colmare questo vuoto, nel 2016, è nato l’Osservatorio Immagino GS1 Italy: l’integrazione tra le oltre 100 variabili (ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) registrate da Immagino sulle etichette dei prodotti già digitalizzati da un lato e i dati Nielsen di venduto (retail measurement service), consumo (consumer panel) e di fruizione media (panel TV-internet) dall’altro, apre la strada ad un modo nuovo di guardare i fenomeni di consumo che si verificano nel nostro Paese.

Si tratta di un patrimonio informativo unico per condividere, secondo l’approccio precompetitivo proprio di GS1 Italy, informazioni di scenario utili alle aziende, alle terze parti, a istituzioni e consumatori.

L’Osservatorio Immagino è uno studio che monitora fenomeni di consumo nuovi e inesplorati fino a oggi. Ogni sei mesi (dati a giugno e dicembre), in formato cartaceo e digitale, fornisce e aggiorna le informazioni relative al set di fenomeni più interessanti e al loro trend nel tempo, e si arricchisce ad ogni edizione di nuovi approfondimenti. Utilizzando il codice a barre GS1 (ex EAN) per identificare i prodotti e attraverso l’incrocio delle informazioni di etichetta con i dati Nielsen, l’Osservatorio Immagino consente di misurare fenomeni di consumo emergenti e di identificare i segmenti di popolazione che li determinano. Si scopre così qual è il consumo di prodotti free from e di quelli arricchiti, come evolvono il “senza glutine” o il “senza olio di palma”, come crescono l’universo veg e il biologico, qual è il profilo di consumo di chi è sensibile alle intolleranze alimentari o all’italianità dei prodotti.

 

Lady Protein: in 100 grammi di panino i consumi degli italiani

Il 2020 è stato segnato dall’arrivo sulla scena mondiale del Covid-19, che ha avuto un forte impatto anche sulle scelte d’acquisto dei consumatori. In Italia l’emergenza sanitaria ha modificato il carrello della spesa, come emerge in modo netto da quest’edizione dell’Osservatorio Immagino, basata sui dati di vendita del largo consumo confezionato in super e ipermercati nel periodo compreso tra giugno 2019 e giugno 2020. Come conseguenza dei nuovi comportamenti d’acquisto dei consumatori, è cambiato anche l’apporto nutrizionale medio del carrello della spesa, che l’Osservatorio Immagino è in grado di elaborare partendo dai dati contenuti nella tabella nutrizionale, obbligatoria su un’ampia tipologia di prodotti alimentari.

Dall’analisi delle tabelle nutrizionali presenti su 70.040 prodotti è emerso che, nei 12 mesi rilevati, si è fermata la crescita delle fibre, le componenti nutrizionali di maggior successo degli ultimi anni. Alla battuta d’arresto delle fibre (–1,0% contro il +1,5% dell’anno mobile precedente), si è contrapposta la decisa accelerazione delle proteine (+2,9% versus il +0,4% dell’anno finito a giugno 2019) e il “ritorno” dei grassi (+1,9% a fronte del –0,1% fatto registrare nel corso dell’anno precedente), compresi quelli saturi (+1,8% dopo il precedente –0,2%).

Tra giugno 2019 e giugno 2020 è proseguito il calo dei carboidrati (–0,9% versus il –1,0% dei 12 mesi precedenti), trainato verso il basso dalla consistente riduzione del consumo degli zuccheri (–3,1%). Alla luce di questo “balletto” dei vari nutrienti, l’apporto calorico medio dei prodotti acquistati dagli Italiani in supermercati e ipermercati è cresciuto di un +0,7% rispetto all’anno finito a giugno 2019, arrivando a 181,5 calorie per 100 g/ml.

Andando ad analizzare nel dettaglio queste singole tendenze, si scopre che il calo delle fibre (nutriente rilevato sull’etichetta di 43.360 referenze) è stato determinato dai minori consumi di biscotti salutistici, snack dolci (biscotto e cereali), verdura di quarta gamma, pasta fresca ripiena, latte per l’infanzia, piatti pronti vegetali, succhi e nettari di frutta, e sostitutivi del latte Uht.

Al contrario, l’accelerazione della crescita dell’apporto di proteine legato ai maggiori acquisti di prodotti, come uova, farine e miscele, pasta di semola, latte Uht, formaggi grana e simili, pasticceria ripiena, affettati (in particolare prosciutto cotto, bresaola, arrosti), legumi secchi e fagioli conservati, formaggi a pasta filata, carne avicunicola, würstel, elaborati di carne (hamburger), pesce naturale surgelato e salumi cubettati.

A far salire l’apporto calorico medio del carrello della spesa è stata principalmente la crescita di uova, farine e miscele, olio extravergine d’oliva, olio di semi (da frittura, di mais, di arachidi), pasticceria ripiena, pasta di semola, zucchero, burro, latte Uht, birre, riso bianco, creme spalmabili dolci, formaggi e mozzarelle. Al contrario, l’apporto calorico è risultato in calo in alcune categorie merceologiche, come snack dolci, merendine, colombe, uova di cioccolato, kit merenda e torte pronte.

La riduzione nell’intake di carboidrati si spiega col minor consumo di prodotti da ricorrenza pasquale, merendine, snack dolci, caramelle, aranciata e altre bevande gassate. Queste stesse merceologie hanno determinato anche la contrazione dell’incidenza sul Metaprodotto Immagino degli zuccheri, insieme al calo delle bevande base frutta, dei nettari, del tè e del latte fresco.

Relativamente alla componente dei grassi, la forte crescita va attribuita al maggior contribuito di uova, olio extravergine di oliva, olio di semi, burro, prodotti di pasticceria, salse, creme spalmabili dolci, mozzarelle e formaggi grana e simili.

 

Più proteine, meno fibre e il ritorno dei grassi, (saturi compresi) nel metaprodotto

Ma cos’è il Metaprodotto Immagino? È un prodotto statistico disegnato dall’Osservatorio Immagino calcolando la media ponderata dei contenuti dei nutrienti indicati sulle etichette nutrizionali di 70.040 prodotti, appartenenti principalmente ai reparti delle bevande, della drogheria alimentare, del fresco e del freddo. Nel caso delle fibre l’analisi ha riguardato solo i 43.360 prodotti che indicavano questi componenti in etichetta. La combinazione media dei valori di carboidrati, zuccheri, proteine, grassi, grassi saturi, fibre e calorie di un numero così rappresentativo di item consente all’Osservatorio Immagino di mettere a fuoco l’evoluzione nella formulazione dei prodotti di Food & Beverage commercializzati in Italia nei canali ipermercati e supermercati. I dati sono riferiti all’anno terminante a giugno 2020 e i dati di trend confrontano l’anno terminante a giugno 2020 versus l’anno terminante a giugno 2019 e l’anno terminante a giugno 2019 versus l’anno terminante a giugno 2018.

 

Fonte: GS1 Italy

gs1it.org

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