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Eurocarni nr. 1, 2021

Rubrica: Assemblee
(Articolo di pagina 52)

51ª Assemblea UNICEB: il mondo della carne ribadisce il proprio ruolo di centralità nell’agroalimentare

Riconfermato alla presidenza di UNICEB Carlo Siciliani. Molto apprezzati gli interventi di Teresa Bellanova e Paolo De Castro, unitamente all’analisi della filiera di Denis Pantini. «L’agroalimentare è strategico per il Paese e l’interesse nazionale» ha ribadito la Ministra. «Salvaguardare la vitalità e la competitività della filiera zootecnica è un obiettivo primario»

La 51ª assemblea generale di UNICEB — organizzazione che in campo nazionale, comunitario ed internazionale cura e tutela gli interessi della filiera delle carni, dall’allevamento del bestiame sino alla trasformazione e commercializzazione delle carni e dei prodotti —, si è svolta lo scorso 10 dicembre in videoconferenza ed in forma privata, date le misure imposte dalla pandemia in atto per la salvaguardia della salute di organizzatori e partecipanti. Il tema cardine dell’incontro, “La filiera delle carni: scenari futuri nazionali e internazionali”, ha visto la partecipazione da remoto degli associati, della segreteria e del presidente di UNICEB, unitamente agli interventi della Ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la Senatrice Teresa Bellanova, dell’europarlamentare esperto di sistemi agricoli e agroalimentari, Onorevole Paolo De Castro, e del dott. Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma e Wine monitor.

Innanzitutto l’assemblea ha confermato alla presidenza dell’associazione Carlo Siciliani, del Gruppo Siciliani.

Inoltre, è stata eletta la nuova squadra di governo per il biennio 2020/2021, che risulta così composta:

  • Guido Balestrero, Agroeuropa Spa,
  • Alberto Bellegotti, Giuseppe Citterio Spa,
  • Vittore Beretta, Salumificio F.lli Beretta Spa;
  • Anna De Dominicis, Cesare Fiorucci Spa;
  • Eliana Fiori, Roda Spa,
  • Fulvio Fortunati, In.Con.Tra. Srl,
  • Giuseppe Faccia, Faccia F.lli Srl,
  • Lorenzo Levoni, Alcar Uno Spa,
  • Mario Maranesi, Imbema Srl;
  • Valentina Olivieri, Olivieri Spa,
  • Matteo Pilotto, Zooveneta Srl;
  • Raffaele Pilotto, Centro Carni Company Spa;
  • Floriano Pizzolo, Agrifap Srl;
  • Francesco Ruffini, Ruf-Carni Spa;
  • Fabrizio Rusconi, Bolton Alimentari Spa;
  • Ugo Sassi, Sassi Spa;
  • Gianluca Vercelli, Allevamenti Due V;
  • Carlo Vicentini, Vicentini Carni Spa.

Il presidente Siciliani ha espresso soddisfazione per questa riconferma che dà nuova energia per proseguire il lavoro indirizzato sempre più alla ricerca di sinergie per un compattamento del settore, al fine di far confluire in un fronte unico il messaggio che più di ogni altro è sentito come urgente in questa fase socio-economica: il mondo della carne vuole comunicare il proprio ruolo di centralità nell’ambito agroalimentare.

Il presidente rieletto ha quindi accolto la Ministra Bellanova, la prima ad intervenire, con una serie di sollecitazioni legate alle difficoltà della filiera bovina, che stenta a trovare un’adeguata remunerazione del prodotto, del settore delle carni suine, appesantito dal surplus di produzione dovuto all’epidemia di Peste Suina Africana che ha colpito da ultimo la Germania, ma, soprattutto, in considerazione del suo ruolo, ha voluto invitarla ad avviare, in questa fase storica, un tavolo di concertazione con la GDO per la promozione della carne italiana. «La carne prodotta in Italia ha bisogno di maggiore visibilità e valorizzazione nei confronti del consumatore. Non possiamo permetterci la chiusura di altre stalle e la conseguente ulteriore perdita di occupazione e di autosufficienza del settore».

 

Teresa Bellanova: salvaguardare vitalità e competitività della filiera zootecnica è nostro obiettivo

La Ministra Teresa Bellanova ha ripercorso le tappe che hanno contraddistinto questo difficile 2020 e le iniziative messe in campo per ristorare il settore zootecnico, nonché le prossime sfide che lo aspettano quali la nuova Politica Agricola Comune, il Green Deal e gli impegni della Strategia Farm to Fork.

«Siamo consapevoli che la filiera zootecnica sia ancora in forte sofferenza, in particolare il comparto bovino e quello suinicolo. Ed è evidente che oggi il nostro obiettivo prioritario sia quello di salvaguardare la vitalità e la competitività delle imprese, sostenendole in questo passaggio delicatissimo e ponendo le basi per costruire il futuro del nostro Paese.

In un momento così drammatico per l’economia mondiale, è indispensabile rafforzare il confronto e sostenere scelte fondamentali per la filiera agroalimentare, che ha dimostrato di essere l’unica in grado di affrontare la pandemia senza far mai mancare ai cittadini i beni di primaria necessità.

Questo comparto — ha proseguito la Ministra — ha sofferto il crollo del settore Ho.re.ca. e si trova a dover fronteggiare la brutta insidia che viene adesso dalla peste suina. Sul tema, come sapete, abbiamo proposto l’adozione di un Piano Nazionale di prevenzione e contenimento per un’azione coordinata con le Regioni.

In questa fase siamo impegnati su più fronti, ma sempre con un unico obiettivo: futuro della filiera agroalimentare, rilancio del Paese, interesse nazionale, coincidono e per questo Legge di bilancio, Strategia agricola e agroalimentare nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, costruzione della nuova PAC sono fortemente intrecciate.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato con i fondi del Recovery, sono convinta debba avere un cuore agricolo.

Gli interventi previsti dal PNRR dovranno accompagnare il processo di transizione verde del sistema economico e sociale del nostro Paese potenziandone la capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e alle crisi di diversa natura. Dobbiamo mettere a frutto gli oltre 200 miliardi in progetti realizzabili ed efficaci. E dobbiamo farlo tenendo legate programmazione, attuazione, capacità di spesa. Senza delegare ad altri, esautorando Ministeri, Regioni e Parlamento.

Il nostro impianto è chiaro: filiere, infrastrutture, logistica, prevenzione e contrasto del dissesto idrogeologico, tutela del paesaggio, recupero delle aree interne dove l’agroalimentare, e la filiera zootecnica in particolare, possono giocare un ruolo fondamentale.

D’altra parte la rilevanza dei contratti di filiera è evidente, strumenti che si stanno rilevando molto interessanti perché in grado di creare sinergia tra sostegno pubblico e investimenti privati, contribuendo al riequilibrio dei rapporti tra i vari componenti.

Ad oggi, per il settore zootecnico ne sono stati attivati 10, con assegnazione di contributi in conto capitale pari a 55 milioni di euro, in abbinamento alla concessione di finanziamenti agevolati per 103 milioni di euro, con un risultato finale di 285 milioni di euro investiti per lo sviluppo delle filiere zootecniche».

Quindi, fronte PAC: «Come più volte ho avuto modo di ribadire — ha sottolineato Teresa Bellanova — intendo avviare un confronto aperto e serrato sui contenuti del Piano Strategico che dovrà delineare concretamente gli interventi attuativi della nuova PAC. Un confronto delicato perché saremo chiamati a mettere a punto misure che, da una parte garantiscano il miglioramento della competitività e la modernizzazione delle nostre aziende, dall’altra tengano conto degli indirizzi del Green Deal e della Strategia Farm to Fork.

In questo percorso il tema della Sostenibilità è centrale. Una sostenibilità che in alcun modo deve costituire un allarme per le aziende. Il nostro impegno — ha proseguito la Ministra — sarà costante nel definire un quadro di regole comuni, affinché gli impegni previsti dalla PAC costituiscano opportunità di sviluppo della filiera e non rappresentino ulteriori appesantimenti burocratici di cui non abbiamo bisogno.

L’UE stessa riconosce quindi l’esigenza di avere un settore agricolo forte e competitivo sul fronte internazionale e globale.

Per farlo continuiamo a puntare sulle nostre carte vincenti: qualità e trasparenza, che sono alla base del rapporto di fiducia con il consumatore. Da qui il nostro impegno sull’etichettatura d’origine, che coinvolge anche la vostra filiera, e quello perché dallo schema di etichettature nutrizionali fronte-pacco, su cui è in corso il confronto, siano stralciate le indicazioni geografiche, Dop e Igp, a tutela di eccellenze già riconosciute a livello europeo.

Perché un Paese che promuove il massimo impegno su qualità e sicurezza degli alimenti, sulla sostenibilità ambientale, sociale, economica e infine sul benessere animale, può e deve pretendere che ci siano norme rigorose per tutti e soprattutto informazioni chiare e non ingannevoli in etichetta.

Una battaglia che considero strategica per le nostre filiere e la qualità agroalimentare del nostro Paese e che sono convinta ci debba vedere impegnati insieme».

Su specifica richiesta del presidente Siciliani, la Ministra Bellanova ha anche anticipato che lo strumento dei contratti di filiera verrà potenziato con un impegno finanziario di ulteriori 150 milioni di euro.

 

Paolo De Castro: tra PAC e Next Generation EU, è arrivato il momento di far sentire di più la voce del settore zootecnico

L’On.le Paolo De Castro, Coordinatore della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha aggiornato l’assemblea sull’evoluzione dei principali dossier a livello comunitario, dalla prossima adozione del bilancio UE, alle possibilità che potranno generarsi dal Next Generation EU. De Castro è stato sollecitato su temi quali il benessere degli animali, in considerazione delle crescenti spinte ambientaliste che vorrebbero ridurne il trasporto in favore di una maggiore movimentazione delle carni, nonché sulle pratiche sleali nel settore agroalimentari di cui è stato il relatore della direttiva comunitaria.

 

Denis Pantini: la filiera italiana delle carni ai tempi del coronavirus

Il dott. Denis Pantini ha analizzato i valori della filiera delle carni in Italia ed il ruolo del settore agroalimentare durante la pandemia. Ha poi evidenziato i cambiamenti del mercato e negli scambi internazionali a causa dello stravolgimento provocato dalla pandemia, ponendo in risalto le sfide e gli scenari evolutivi nonché le prospettive future per il settore italiano delle carni (si vedano i Grafici 1/2/3).

Punto di partenza sono stati i trend dei consumi di carni e salumi nel 2019, anche in funzione della nuova distribuzione del reddito nelle famiglie italiane che vedono una classe media in calo di circa il 6% nel quinquennio 2014-2019, con l’immediata conseguenza di un incremento sostanziale degli acquisti presso i discount, soprattutto a discapito del commercio tradizionale.

L’agroalimentare, nel primo lockdown, ha dimostrato in pieno la sua capacità di resilienza mantenendo sempre un segno positivo nelle vendite. Al termine della “quarantena” gli acquisti presso la GDO si sono riallineati su ritmi meno frenetici ma, in ogni caso, positivi, anche se distribuiti sul territorio nazionale in maniera diversa fra le diverse tipologie di carni.

Per quanto riguarda le prospettive future, le analisi mostrano che il consumatore tenderà ad orientare le sue scelte sempre più verso prodotti made in Italy, seguiti da prodotti sostenibili (anche per quanto concerne il packaging) e dai prodotti considerati “salutari”. Chiaramente, gli orientamenti della tipologia di lavoro, sempre più orientata verso lo smart working, influenzeranno anche nel prossimo anno gli acquisti; infatti, i panieri di spesa dell’acquisto domestico si riorganizzeranno più verso gli ingredienti che verso i piatti pronti per un consumo più “fai da te” in casa.

Sulla Strategia Farm to Fork, il dott. Pantini ha messo l’accento in particolare su uno specifico aspetto legato alla sostenibilità delle produzioni. Infatti, l’Unione Europea rischia di porre in essere delle norme per essere maggiormente sostenibile al suo interno aprendo il fianco, però, ad un incremento delle importazioni di prodotti da Paesi sicuramente meno sostenibili ed a prezzi decisamente più bassi di quelli comunitari. In tal modo, paradossalmente non si farebbe altro che esportare la “insostenibilità ambientale” dall’Europa verso altri Paesi più o meno vicini, con ripercussioni dirette sui produttori UE.

 

UNICEB fra gli attori principali nell’elaborazione delle scelte strategiche del comparto

Il segretario generale di UNICEB, Clara Fossato, si è detta lusingata per la presenza della Ministra, alla quale è stato possibile presentare le aziende associate, dalle grandi realtà e brand primari del settore, a quelle dimensioni medio-piccole, che, nel complesso, rivestono un ruolo centrale per il territorio, per l’occupazione, e che concorrono a produrre le eccellenze agroalimentari conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. «Queste realtà, insieme, costituiscono il tessuto connettivo della nostra associazione e del sistema economico nazionale» ha proseguito Clara Fossato.

«Insisteremo con gli uffici del Mipaaf per la richiesta di un ammasso privato delle carni suine e, come successo per gli aiuti ottenuti fino ad ora, siamo certi nel supporto del Ministero. Continueremo a lavorare affinché gli aiuti possano essere svincolati dal Temporary Framework in quanto, in caso contrario, il rischio è di depotenziarli con gli attuali limiti di 100.000 euro per ogni singola azienda agricola e di 800.000 euro per azienda commerciale/industriale».

Un altro punto sul quale si focalizzerà l’azione di UNICEB riguarda la necessità di accelerare sui contratti di filiera, perché possano davvero diventare uno stimolo e un concreto aiuto per il miglioramento delle filiere. È necessario infatti creare sinergie che permettano di strutturare tutti gli anelli della filiera anche grazie a forme di garanzie negli acquisti delle produzioni e potenziarli per affrontare il mercato internazionale.

«Non mancheremo nemmeno di dare il nostro contributo, per ciò che concerne il settore zootecnico, alla stesura del Piano Strategico Nazionale.

La Farm to Fork impone obiettivi di riduzione delle emissioni e degli antibiotici del 50%, nonché di miglioramento del benessere animale. Apprezzabile lo sforzo fatto da Mipaaf e Salute per creare un SQN del Benessere animale anticipando la tendenza europea, ma è necessario che siano coinvolte direttamente le organizzazioni di rappresentanza per fissare le norme di base e difendere a Bruxelles quanto dall’Italia già fatto di buono in questi anni sulla riduzione degli agro-farmaci, la lotta all’antibioticoresistenza ed il miglioramento del benessere animale. In Europa non partiamo tutti dallo stesso punto».

Da ultimo, Clara Fossato ha voluto sottolineare l’emendamento presentato all’interno della Legge di Bilancio per la tutela delle denominazioni di vendita dei prodotti a base di carne, affinché, almeno a livello nazionale, sia vietato l’utilizzo di denominazioni quali hamburger, salsiccia, bresaola a prodotti che non contengono carne, dopo che il Parlamento europeo non aveva  preso posizione sul dossier.

Il presidente Siciliani, infine, dopo aver ringraziato gli associati per la riconferma alla guida dell’Unione, ha assicurato il suo impegno affinché l’associazione possa continuare ad affermarsi come riferimento nel panorama nazionale ed essere fra gli attori principali nell’elaborazione delle scelte strategiche del comparto zootecnico.

 

UNICEB

UNICEB è un’organizzazione che in campo nazionale, comunitario ed internazionale cura e tutela gli interessi della filiera delle carni, dall’allevamento del bestiame sino alla trasformazione e commercializzazione delle carni e dei prodotti. UNICEB rappresenta le proprie aziende associate (attualmente 120) nei rapporti con le istituzioni e con i terzi, migliorando e sviluppando relazioni di lavoro con le autorità pubbliche, le agenzie governative e le associazioni professionali con lo scopo di promuovere il comparto produttivo della carne.

>> Link: www.uniceb.it

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