Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 1, 2021

Rubrica: Slalom
Articolo di Sorrentino C.
(Articolo di pagina 38)

Manovra senza strategia

L’economia italiana ha fatto registrare una leggera ripresa nel terzo trimestre 2020 e tale evento è stato salutato, da gran parte degli osservatori, con eccessivo entusiasmo, trattandosi di un rimbalzo del 16% rispetto al trimestre precedente. La congiuntura positiva ha spinto il Governo a confermare la stima, diffusa nella Nota di aggiornamento al Def (Documento di Economia e Finanza), di una contrazione finale del 9%. Ma di una vera e propria ripresa non si è potuto mai parlare, nonostante detto entusiasmo, poiché la ripresa è andata subito dopo in pausa, tanto che l’Istat, nell’ultima nota di aggiornamento di metà novembre, ha prospettato rischi per la ripresa, usando un’accorta prudenza e individuando, fra le righe, un difficile scenario per i mesi successivi, una fiducia in negativo da parte del consumatore, consumi già in calo a settembre rispetto ad agosto e indicando l’esaurirsi del forte rimbalzo del trimestre sopraindicato rispetto al precedente, visto che è stata registrata una perdita del 5% rispetto allo stesso terzo trimestre dello scorso anno, il quale, del resto, era già in calo nei confronti dei trimestri precedenti. L’Istat ha concluso così che “ci devono guidare realismo, equità e lungimiranza per non creare forme di inquietudine tra i cittadini”.

Tuttavia, la legge di bilancio è stata, in primo tempo, approvata dal Governo a novembre, con notevole ritardo dovuto alla necessità di limare, più volte, il provvedimento, che, oltre a riscontrare divergenze tra le forze di governo, è dovuto anche alla emergenza Covid. La manovra indica 38 miliardi e 228 articoli ed è stata preceduta da due decreti, cosiddetti “Ristori”, con gli indennizzi per le imprese chiuse dai DPCM governativi.

Il disegno di legge di bilancio è stato approvato dalla Ragioneria dello Stato il 17 novembre e, nello stesso momento, si è avuta notizia della costituzione presso il Ministero dell’Economia di un fondo di 120 miliardi in tre anni per anticipare le risorse che arriveranno col Recovery Fund, peraltro ancora in gestazione per problemi di carattere procedurali e politici non ancora risolti che allungheranno certamente i tempi per poterne usufruire, e che non è utile trattare in questa sede.

Ricordiamo anche che, oltre a detta manovra, il Governo ha chiesto il terzo scostamento di bilancio, allo scopo di aumentare i “Ristori” per le attività chiuse a causa del lockdown; detta misura, per un importo di 8 miliardi, è stata approvata dai due rami del Parlamento il 26 novembre scorso ed è quindi divenuta legge.

Tanto premesso, si rendono necessarie alcune considerazioni che per comprendere i molti difetti, che riteniamo sottolineare rispetto all’intero progetto di bilancio: già in occasione della presentazione del Documento di programmazione di bilancio (Def) avevamo riscontrato un forte ottimismo rispetto alla ripresa economica sulla base dei dati estivi, che, pur essendo confortanti, non potevano essere considerati un metro definitivo per la ripresa, solo se si fosse considerato, con una certa obiettività, quello che accadeva nel mondo e nella stessa Europa, ovvero che una seconda ondata del virus non ci avrebbe risparmiato.

Forse c’è stata un’illusione che tutto fosse stato fatto bene e che la crisi fosse ormai alle nostre spalle. È emersa una strategia che dava per scontata la ripresa economica e predisponeva una serie di interventi nel quadro di un ciclo presunto positivo per i prossimi anni.

Uno scenario di piena ripresa con scarsa attenzione alla recrudescenza del virus, ma con la quasi sicurezza di poter disporre presto dei finanziamenti europei e, forse, tenendo conto anche della sospensione del patto di stabilità, si è puntato a tassi di crescita sopra la media per il nostro Paese.

Tale convinzione è potuta essere presa in considerazione anche dallo spigoloso vicepresidente della commissione europea Dombrovskis, il quale, di recente, pur approvando il piano di bilancio italiano, ha però ricordato al nostro Paese come gli interventi che saranno finanziati nei prossimi anni, molti dei quali, ha sottolineato, in deficit, dovranno stimolare la crescita economica e definire una linea precisa tra ciò che dovrà essere solo un misura temporanea e ciò che dovrà diventare misura strutturale.

In altre parole riscontriamo, ancora una volta, la prova che si procede in modo improvvisato, senza una visione d’insieme, ma si ricercano risorse, in modo anche emergenziale, risorse per i cosiddetti “Ristori” quando questi si sarebbero potuti programmare in anticipo. Oltretutto una massa enorme di risorse che fanno aumentare, sempre di più, il nostro debito che, secondo quanto la Banca d’Italia ha ora annunciato, ha raggiunto l’ennesimo record, pari a 2.583 miliardi di euro. Il bilancio, perciò, ci sembra già superato, poiché sembra sia funzionale ad una prospettiva di breve termine, in quanto manca una visione chiara per il Paese per i prossimi anni; prevalgono misure di assistenza, pur se queste sono necessarie al momento, ma manca una politica di lungo respiro, che incentivi gli investimenti e non l’assistenzialismo.

Un Paese che vive solo di emergenza è per forza condannato a continuare a perdere produttività, competitività e valore. Manca ancora un disegno di sviluppo per il Paese che indichi che cosa si vuole fare con i miliardi di cui si potrà disporre. Forse il destino del nostro Paese dovrebbe essere nelle mani di soggetti più lungimiranti e coraggiosi che non ancora abbiamo riscontrato.

Cosimo Sorrentino

 

Didacalia: il cosiddetto “Decreto Ristori” introduce misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da Covid-19 (photo © Anastasiia Chepinska x unsplash).

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.