Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 1, 2021

Rubrica: Omnicanale
(Articolo di pagina 76)

Come affrontare le sfide del “nuovo normale” nel food retail

Il mutamento dei comportamenti dei consumatori guida il cambiamento a lungo termine per l’industria alimentare

In media, ci vogliono circa due mesi prima che un nuovo comportamento diventi automatico, mentre il tempo necessario a formare un’abitudine completamente nuova può variare notevolmente a seconda del tipo di comportamento, della persona e delle circostanze. Gli ultimi sei mesi possono certamente essere classificati come circostanze eccezionali e tutti noi abbiamo avuto molto tempo a disposizione per sviluppare nuove abitudini come l’e-commerce e il commercio mobile, questo è sicuro. Di conseguenza, i segni indicano che il boom dell’e-commerce, accelerato da Covid-19, non si ritirerà, almeno a breve.

È una scommessa facile continuare a credere che i cambiamenti nella psicologia dei consumatori e il modo in cui l’industria alimentare si è adattata alla pandemia non siano un flash di breve durata. Dopo tutto, chi dopo aver scoperto un modo più efficiente di fare qualcosa, tornerebbe a un modo di operare obsoleto e meno efficace?

Insieme alla crescente popolarità di opzioni di acquisto come il BOPIS (Buy Online, Pickup In Store) e il pickup, questo cambio di passo sarà probabilmente rappresentativo dei consumatori come lo è per i negozi di alimentari stessi. Mentre il boom dell’e-commerce e la capacità generale di orientarsi verso opzioni come BOPIS hanno certamente “protetto” gran parte dell’industria alimentare dai peggiori effetti di Covid-19, ci sono una serie di sfide secondarie di cui anche le organizzazioni del settore devono essere consapevoli. Ad esempio, le marche di alimentari devono essere consapevoli delle sfide che l’e-commerce crea dal punto di vista della realizzazione pratica.

Offrire BOPIS, il ritiro lato marciapiede o anche utilizzare i negozi come “mini-magazzini” sono ottime opzioni a breve termine, tuttavia, la logistica necessaria per realizzare effettivamente queste varie alternative può mettere una pressione significativa sulle catene di fornitura, se non si dispone della strategia o della tecnologia corretta.

I negozi di alimentari, siano essi piccoli, indipendenti locali o brand conosciuti a livello internazionale, devono conciliare le loro precedenti direzioni strategiche con il cambiamento dei contesti in cui operano.

Metodi efficaci di e-commerce e di evasione ordini ibrida, vere e proprie capacità omnicanali, e un’incessante ottimizzazione dell’esperienza del cliente, sia attraverso i canali dei social media che attraverso esperienze fisiche in negozio, si riveleranno vitali, così come una visione rivista della tecnologia: da un lato come differenziatore proattivo e strategico, ma anche come scudo protettivo e difensivo contro molti dei nuovi venti contrari che colpiscono l’industria.

Se abbiamo imparato qualcosa dai resoconti giornalieri di tutto il mondo, è che le previsioni su come si svilupperanno le cose durante questa pandemia, o su ciò che dovremmo aspettarci dopo, sono impossibili da fare con un qualsiasi grado di certezza.

Mentre l’aumento delle vendite di generi alimentari ha dimostrato che l’aumento della marea solleva tutte le barche, non è ancora chiaro chi siano i veri vincitori per canale o per marchio in questa fase relativamente precoce.

L’unica cosa che possiamo dire con certezza è che le aziende che adottano un approccio fluido, agile e flessibile alla loro direzione strategica complessiva saranno in grado di muoversi con rapidità ed efficacia per avere successo in qualsiasi contesto si presentino nei prossimi 12 mesi e oltre.

Negli ultimi sei mesi ci sono stati un paio di insegnamenti fondamentali che sono venuti alla ribalta:

in primo luogo, indipendentemente dalla parte della catena di fornitura di generi alimentari in cui si lavora (che si tratti di spazi di magazzino o DC, di reti di consegna o di negozi), sono le persone che alimentano queste reti altamente complesse e sono quindi proprio le persone che contano di più. Per questo motivo è necessario disporre di strategie e soluzioni che riconoscano e ricompensino i sacrifici e i rischi che i vostri difensori della prima linea corrono ogni giorno;

in secondo luogo, all’inizio della pandemia, c’è stata una prima corsa su alcuni prodotti di base (latte, uova, carta igienica, cibi in scatola, ecc…) e diversi supermercati hanno faticato a tenere il passo con la domanda e a modificare il comportamento dei consumatori. Per andare avanti, assicuratevi di disporre di una tecnologia flessibile, agile e innovativa come lo sono i vostri clienti, in modo che tutto, dalle operazioni del primo miglio, fino al BOPIS e alla consegna all’ingresso, possa ruotare e rispondere rapidamente.

Fonte: Manhattan Associates

 

Altre notizie

 

Tracciabilità e trasparenza assoluta per la filiera suinicola Dop

Trasparenza, identificazione e tracciabilità lungo tutto il sistema produttivo delle denominazioni Prosciutto di San Daniele Dop e Prosciutto di Parma Dop grazie all’adozione di un sistema di rintracciabilità completamente informatizzato (Registro Italiano Filiera Tutelata) che rappresenta la struttura portante dei nuovi piani di controllo attivi dal 1o gennaio 2020. È questo l’importante punto di arrivo raggiunto grazie al Report Filiera Suinicola, il primo resoconto, pubblicato a cadenza mensile, coi dati fondamentali della filiera a denominazione di origine, realizzato attraverso la condivisione di informazioni controllate, certe e affidabili dalla fase di nascita dei suini fino all’omologazione delle cosce. Un progetto concretizzato grazie alla volontà dei Consorzi di tutela, alla collaborazione di tutti gli operatori e delle associazioni che li rappresentano e alla cooperazione e condivisione delle informazioni fra gli enti di certificazione CSQA (per il Prosciutto di Parma Dop) e IFCQ (per il Prosciutto di San Daniele Dop). Un risultato sostanziale che rende pubbliche, per la prima volta, le informazioni complete della filiera suinicola a Indicazione Geografica. Un atto di trasparenza totale verso il consumatore e gli altri stakeholder, frutto di un importante percorso di evoluzione iniziato il 1o gennaio 2020 con l’approvazione del nuovo piano dei controlli approvato dal MIPAAF. Un sistema frutto di un rigoroso processo di selezione e controllo che coinvolge oltre 3.913 operatori riconosciuti (allevamenti e macelli) ed è riassumibile in questi numeri che riguardano i primi sei mesi del 2020: 5.238.631 suini tatuati, 3.636.825 suini macellati conformi, per 5.326.060 cosce omologate per la produzione di prodotti a base di carne delle filiere a Indicazione Geografica. Numeri che rappresentano le dimensioni della filiera, l’andamento produttivo, le fluttuazioni nel corso dell’anno, la disponibilità di materia prima. Numeri di rilievo per due grandi prodotti del made in Italy agroalimentare certificato che si racconta anche attraverso un’operazione trasparenza di dati mai resi disponibili al mercato fino ad oggi.

Le parole dei protagonisti

«La buona salute di una filiera deriva anche dalla fiducia tra gli operatori che la costituiscono e dalla consapevolezza reciproca di lavorare correttamente per un bene comune» ha dichiarato Vittorio Capanna, presidente del Consorzio Prosciutto di Parma. «Il nuovo Registro Italiano Filiera Tutelata è infatti in grado di assicurare una maggiore trasparenza e chiarezza nei rapporti di filiera. È per noi un altro importante tassello del piano di rilancio del nostro comparto, unitamente alle modifiche del Disciplinare e al nuovo piano di controllo, che punta a caratterizzare ulteriormente il Prosciutto di Parma e a rafforzare il sistema di prevenzione delle frodi per garantire al consumatore un prodotto più sicuro». «Per il prosciutto di San Daniele assumono sempre maggiore importanza i dati della Dop resi oggi ancora più oggettivi e trasparenti grazie all’adozione del portale RIFT-Registro Italiano Filiera Tutelata per la tenuta e registrazione di tutti i numeri della filiera Dop, consentendo agli operatori di conoscere in tempo reale anche i risultati dell’attività di controllo» dichiara Giuseppe Villani, presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. «Tutto ciò per una nuova consapevolezza sull’andamento della filiera Dop ed in prospettiva del mercato». Per Pietro Bonato, AD e direttore generale di CSQA, «La trasparenza dei dati è una scelta importante volta a creare fiducia tra le parti e verso il mercato. Abbiamo operato molto e in modo sinergico per raggiungere questo risultato con l’impegno profuso dei collaboratori e gli operatori della filiera che hanno applicato rigorosamente i nuovi piani di controllo e le nuove modalità operative. Questo risultato rappresenta un eccellente modus operandi, a dimostrazione che il lavoro di squadra funziona e produce benefici all’intero settore aumentando la credibilità e la garanzia del made in Italy». «L’informatizzazione della filiera suinicola tutelata è stata alla base della riforma del sistema dei controlli della Dop Prosciutto di San Daniele» conclude Ludovico Picotti, amministratore unico di IFCQ. «Il portale RIFT è uno strumento innovativo di garanzia di tracciabilità, trasparenza e immediatezza nell’acquisizione a sistema dei dati degli operatori delle Dop, oltre ad essere di supporto all’attività ispettiva. Il RIFT consente il rapido monitoraggio delle produzioni Dop di filiera, a maggior tutela del consumatore finale» (fonte: CSQA).

>> Link: www.csqa.it

 

Didascalia: i negozi di alimentari, siano essi piccoli, indipendenti locali o brand conosciuti a livello internazionale, devono conciliare le loro precedenti direzioni strategiche con il cambiamento dei contesti in cui operano (photo © Tyler Olson).

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.