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Eurocarni nr. 7, 2020

Rubrica: Interviste
(Articolo di pagina 54)

Barbecue, il boom del lockdown

Silvia Zordan, marketing di Weber: «Grazie all’exploit delle vendite on-line chiuderemo l’anno in pareggio»

Tra i diversivi culinari sperimentati dagli Italiani in tempo di Covid, un posto d’onore spetta al barbecue. Visto che nei due mesi di reclusione, postando filmati à gogo sui social, i serial-griller dell’intera penisola “hanno grigliato l’impossibile”. Il dato è certo: parola di Silvia Zordan, responsabile marketing Italia- Spagna di Weber, leader mondiale nella produzione di barbecue e tra i più importanti brand del mercato garden negli Stati Uniti (www.weber.com). «Paradossalmente l’emergenza ci ha aiutato — spiega infatti Zordan — perché, grazie anche alla nostra campagna #iorestoacasaconweber e le video-ricette dei nostri grill master, prima con l’e-commerce e poi col delivery siamo riusciti a recuperare il gap di vendite. E tutto fa pensare che a settembre, il nostro fine stagione, riusciremo a chiudere in pari o leggermente meglio del 2019. Il che è già un risultato. Alcuni nostri punti vendita hanno addirittura triplicato gli ordini». Sbarcato in Italia a settembre 2008, con una filiale diretta a Dueville, in provincia di Vicenza, il colosso Weber-Stephen registra oggi 20 milioni di fatturato (di cui il 33% proveniente da accessori come combustibili, piastre, pietre pizza e griglie), 50.000 barbecue venduti l’anno, declinati in ben 68 modelli, richiestissimi soprattutto al Nord (il 50% del mercato) e un po’ meno al Centro (30%) e al Sud, dove si continuano a preferire le griglie casalinghe (20%).

Rivoluzione Weber: la storia
Ma la saga inizia nel 1952 a Chicago, nell’Illinois, quando George Stephen, assemblatore di piastre d’acciaio presso lo stabilimento Weber Brothers Metal Works, 12 figli e una passione per le grigliate di famiglia, decide di inventare un sistema di cottura a prova di fiammate e folate di vento. Lo spunto arriva dal mare, osservando una boa metallica di segnalazione: perché non creare un braciere a sfera? Tagliata a metà, la parte inferiore della boa viene destinata a braciere, mentre la superiore a coperchio, con tanto di impugnatura. È la rivoluzione: perché con questo metodo Stephen, grazie alla convenzione del calore garantita dal coperchio, riesce ad ottenere cotture morbide e delicate, senza disperdere gli aromi, eliminando al tempo stesso fumi e cattivi odori. Sulla scia del successo, nasce così un nuovo brand, il Weber-Stephen (in collaborazione con l’azienda dove George era impiegato) e il primo barbecue a sfera con coperchio, l’Original Kettle, progenitore di un’infinità di graticole chiuse, immortalato per sempre nel marchio di nuova azienda che diventerà famosa nel globo.

#iogriglioconweber
Ma in quest’estate di distanziamento gli Italiani continueranno a grigliare, soprattutto a casa? «Difficile fare previsioni — spiega ancora Zordan — perché ogni mercato è diverso. In Spagna ad esempio la gente ama andare al ristorante e non sarà facile interpretare la domanda. In Italia una cosa è certa: grazie anche a Weber, che sta aiutando a codificare le tecniche di cottura (l’hashtag di questa stagione è infatti #iogriglioconweber), il barbecue non è più il fratello minore della cucina tradizionale bensì una sua degna alternativa. Le differenze con i griller d’Oltreoceano? Negli Usa si privilegiano le cotture lunghe e l’uso abbondate di salse e spezie, mentre gli Italiani, più avventurosi, sperimentano nuovi piatti e sapori, dando risalto alla qualità di prodotti a km 0».

Carbone, gas, elettrico, pellet: scegli il tuo preferito
Moderni, sicuri e di bell’aspetto i grill Weber si declinano nella versione a carbone, gas, elettrico e pellet, combustibile questo che scaldandosi rapidamente permette alla griglia di raggiungere prima la giusta temperatura. «I modelli a carbone rappresentano ancora il 55% del nostro fatturato, seguiti da quelli a gas (40%) e poi da quelli elettrici (5%)», spiega ancora Zordan. «L’apprezzamento però per il gas va crescendo: la diffidenza verso il fatto che non garantisca gli stessi sapori dati dalla brace sta venendo meno. E poi grazie alle bombole è molto più pratico». Tra i modelli più noti da segnalare il Kettle Master Touch, discendente dell’Original Kettle, in assoluto il più venduto, e la sua versione portatile Smokey Joe. Insieme al nuovissimo Spirit Ep-335, con ben tre bruciatori, top di gamma della linea a gas. Ma anche sistemi di cottura così basic possono diventare smart: è dell’inizio del 2020 il lancio del Weber Connect Smart Grilling Hub, dispositivo per grigliate intelligenti, premiatissimo all’ultimo CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas. «È impossibile — conclude Zordan — non trovare il barbecue preferito». I serial griller della fase 2 sono avvisati.
(fonte: EFA News – European Food Agency).

 

Didascalia: nei mesi di reclusione a casa gli Italiani si sono dimostrati appassionati grigliatori (in foto, uno dei barbecue della linea Weber Deep Blue Ocean).

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