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Eurocarni nr. 7, 2020

Rubrica: Retail news
(Articolo di pagina 46)

Notizie dalla GDO

Esselunga prima per utili nella Gdo, discount al top per fatturato secondo l’Osservatorio Mediobanca sulla distribuzione organizzata
Esselunga è prima per utili nella Grande Distribuzione e prima al mondo per vendite al metro quadro. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla Gdo italiana e i maggiori operatori stranieri dell’Area studi di Mediobanca. Supermarkets Italiani, la società che controlla il marchio dei Caprotti, ha realizzato nel periodo 2014-2018 i maggiori utili nell’ambito della Grande Distribuzione Organizzata, con un dato complessivo di 1,302 miliardi di euro. Seguono Eurospin, con 924 milioni, Conad, con 850 milioni, e Selex, con 714 milioni. I peggiori sono Coop (–142 mln), Carrefour (–638) e Auchan (–813). Se si rapportano gli utili cumulati nel periodo alla consistenza dei mezzi propri iniziali, i discount però non hanno concorrenti: il gruppo Lillo-MD ha accumulato utili pari a 3,2 volte il patrimonio netto iniziale, Lidl ed Eurospin, rispettivamente 1,7 e 1,5 volte. Tutti gli altri operatori hanno multipli inferiori all’unità. Non a caso, i discount sono cresciuti in Italia più degli altri canali distributivi alimentari. In particolare, Lidl Italia ha realizzato la maggiore crescita del fatturato dal 2014 al 2018 con l’8,8% medio annuo davanti a Crai (8,1%). In ordine decrescente seguono gli altri discount e gli altri operatori della Distribuzione Organizzata, tra cui Eurospin (8%), Agorà (7,9%) e VéGé (7,2%); in posizione intermedia Conad, col 3,5%. Supermarkets Italiani (Esselunga) ha una crescita media del 3%. A subire, invece, un ridimensionamento del fatturato sono Coop, Bennet e Auchan, anche di entità importante. Osservando la variazione del 2018, sono ancora i discount a realizzare le migliori performance: Lidl (9,1%), Eurospin (7,7%) e Lillo-MD (7,1%), cui si aggiunge il gruppo Agorà (7,5%) seguito, sempre nell’ambito della Distribuzione Organizzata, da VéGé (5,3%). Con riferimento alla redditività dei singoli operatori, sempre in base al rendimento del capitale investito (Roi) del 2018, il gruppo più redditizio è Eurospin (23,9%) che precede Lillo-MD (17%) e Lidl (13,5%); seguono in doppia cifra Agorà (12,5%), VéGé (11,9%) e Crai (10,5%). Le differenti performance dei gruppi dipendono da una molteplicità di fattori (ubicazione, tipologia e assortimento dell’offerta, riconoscibilità del brand e sua fidelizzazione, ecc…) tra i quali figura anche la presenza più o meno intensa nelle grandi superfici (Iper) che rappresentano il format maggiormente sofferente.
Esselunga nel 2018 risulta anche la prima a livello internazionale usando il parametro delle vendite per metro quadro di superficie. Il gruppo italiano, con 15.794 e/m2, risulta il gruppo più efficiente, precedendo l’olandese Ahold Delhaize (14.161 e/m2), le britanniche J. Sainsbury’s (13.774 euro) e Tesco (10.690 euro), le australiane Woolworths (10.133 euro) e Wesfarmers (9.987 euro), le cooperative svizzere Migros (9.891 euro) e Coop Group (8.364 euro) e la spagnola Mercadona (9.069 euro). Sotto la media le cooperative italiane Coop (6.036 euro) e Conad (5.840 euro), pur superando le cooperative tedesche Rewe (5.384 euro) ed Edeka (4.743 euro). Va ricordato comunque, precisa Mediobanca, che le catene statunitensi hanno i margini più elevati (Roi) e da questo si deduce che “non necessariamente l’elevata rendita unitaria delle superfici è garanzia di alta redditività, i maggiori operatori riescono a conseguire vantaggi in termini di varietà d’offerta e masse intermediate che coesistono con rese unitarie relativamente basse”. Un secondo aspetto rilevante, per Mediobanca, “riguarda gli scarti significativi che si rilevano tra le vendite per metro quadro dei negozi domestici e di quelli esteri. I primi conseguono vendite unitarie mediamente superiori, ad eccezione della giapponese Seven & I e della francese Casino” (fonte: EFA News – European Food Agency).

 

Altre notizie

 

Amadori, fatturato in crescita nel 2019: attestato oltre 1,3 miliardi (+3,9%)

Il Gruppo Amadori nel 2019 ha visto consolidare ulteriormente il positivo trend di crescita realizzato nei due precedenti esercizi, confermandosi una delle prime aziende del comparto alimentare italiano, posizionata stabilmente ai vertici del settore avicolo. Il fatturato complessivo del 2019 ammonta a 1.304 milioni di euro (+3,9% rispetto allo scorso anno). All’aumento del fatturato si è aggiunta una importante crescita del margine operativo lordo, che ha raggiunto i 118 milioni di euro (+11,8 % rispetto al 2018). L’azienda spiega in una nota che “i risultati ottenuti sono il frutto della politica di investimenti sostenuta dal Gruppo in questi ultimi anni, proseguita nel corso del 2019 e focalizzata sullo sviluppo delle proprie filiere d’eccellenza (BIO, Il Campese allevato all’aperto e Qualità 10+). Da queste filiere sono stati sviluppati prodotti innovativi di qualità e ad alto contenuto di servizio, per garantire al consumatore la più ampia scelta possibile”. «Siamo soddisfatti dei risultati di bilancio ottenuti nel 2019, che confermano l’efficacia delle nostre scelte strategiche» ha commentato l’AD Francesco Berti. «Questa performance è stata ottenuta grazie a molteplici progetti, legati all’innovazione di prodotto e di processo e ad una politica commerciale e di marketing orientata a dare un sempre maggior servizio ai nostri clienti. Questi risultati consentono al Gruppo di proseguire nel suo percorso di sviluppo, per soddisfare le numerose e diversificate richieste di un mercato in continua evoluzione, e premiano gli sforzi dei nostri oltre 8.300 collaboratori in tutta Italia. In questo momento particolare — conclude Berti — desidero ringraziare soprattutto i lavoratori della filiera integrata Amadori, che negli ultimi mesi, nonostante l’emergenza Covid, hanno lavorato con passione e senso di responsabilità, rispettando con dedizione le procedure adottate all’interno di tutti i siti produttivi: misure che ci stanno consentendo di essere pienamente operativi e, di conseguenza, di poter garantire ogni giorno i nostri prodotti di qualità a milioni di famiglie italiane» (fonte: EFA News – European Food Agency).

 

Utilizzo delle tecnologie di realtà virtuale per sperimentare in anticipo le strutture di produzione dell’industria alimentare, anche delle carni

Gli occhiali 3D offrono un’esperienza visiva che accompagna i clienti attraverso complessi processi di pianificazione della produzione prima ancora che vengano creati e sono uno strumento importante per fase decisionale di un progetto. Come specialista nel campo della pianificazione della produzione per l’industria alimentare, Lissner Engineers + Architects utilizza la tecnologia VR per semplificare, accelerare e ridurre la progettazione e la messa a punto del concetto. L’azienda, a conduzione familiare, è guidata dagli ingegneri industriali Dennis e Tobias Lissner. Da oltre 30 anni progetta nuovi stabilimenti e ampliamenti di impianti di produzione in linea con gli standard più avanzati. Uno dei punti di forza unici dell’azienda è l’implementazione di lavori di costruzione durante il funzionamento. «Non ci vediamo come una classica ditta di architetti» sottolinea Dennis Lissner. «Come specialisti nella pianificazione della produzione e, in particolare, per l’industria delle carni, pianifichiamo processi operativi ottimali. Garantiamo flussi di lavoro fluidi per prodotto e personale progettando i percorsi più brevi possibili ed evitando i punti di intersezione. Solo una volta completata la pianificazione dell’area di produzione, è possibile continuare la pianificazione delle attrezzature tecniche e delle costruzioni. La nuova tecnologia VR fornisce un supporto molto efficace per questo processo».

>> Link: www.lissner.eu

 

Didascalia: Lissner Engineers + Architects è pioniere dello strumento innovativo di pianificazione 3D e vanta esperienza nella progettazione di impianti di lavorazione anche nell’industria delle carni.

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