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Eurocarni nr. 7, 2020

Rubrica: Locali di gusto
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 94)

L’oste del cinema Italiano

Cesare Zavattini, in primis, ma anche Bernardo Bertolucci e attori come Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Dino Risi, e poi Gianni Brera e Valentino Bompiani: Arneo Nizzoli è l’oste che nella Bassa mantovana ha sfamato il miglior cinema italiano, mettendo in tavola classici della gastronomia padana, tra cui rane e lumache

C’è un museo-non-museo dedicato a Cesare Zavattini a Villastrada, borgata di Dosolo, nel Basso Mantovano. Lettere, documenti, libri, ricette, quadri e persino la bicicletta del poeta, scrittore e scenografo reggiano li ha raccolti Arneo Nizzoli, cuoco e proprietario dell’omonimo riconosciuto ristorante che solo il corso del Po separa dal paese natale dell’artista. Molti cimeli sono conservati all’interno del locale, che Zavattini frequentò dal 1963 al 1988 apprezzando l’arte culinaria e la simpatia dell’oste mantovano.
A poco più di trent’anni dalla scomparsa, Nizzoli ha ricordato i primi momenti dell’incontro con Zavattini. «Il primo maggio 1963 prelevai il bar ristorante di Dosolo e a metà giugno entrò nel locale un tizio che portava il basco in testa. Io non lo conoscevo, ma alcuni amici mi dissero chi fosse. Si presentò con richieste ben chiare che seppi accontentare. A me piace il salame con l’aglio mantovano, la spalla cotta bollente con polenta bruciata che tinga la bocca, riso di zucca al triplo brodo all’onda con tanto burro e grana, rane fritte e brasato di manzo o di carne equina. Si espresse così» racconta Nizzoli.
Uomo di cinema e di teatro, di editoria e inventore di fumetti, la pittura naïf e Ligabue devono molto a Zavattini. Molte opere fanno parte dell’arredamento del ristorante.
Il grande esponente del neorealismo era bevitore esigente: «In tavola voleva almeno tre bottiglie di Lambrusco diverse, apparecchiate con grandi bicchieri: chiaro, scuro e amabile. Quando non c’erano i suoi amici registi, vino in tazza, soprattutto Lambrusco di Viadana, con tanta schiuma.
Era uno sceneggiatore anche a tavola, Zavattini. Voleva che dalla zuppiera uscisse un grande vapore, come per i taiadéli (sottili tagliatelle) in triplo brodo di gallina, maiale e manzo, che amava particolar­mente» narra Arneo, definito il Picasso della gastronomia naïf.
Del resto Arneo Nizzoli è l’oste che nella Bassa Mantovana ha sfamato il miglior cinema italiano. Bernardo Bertolucci con tutti gli attori di Novecento, Vittorio De Sica, Dino Risi, ma anche Gianni Brera e Valentino Bompiani.
Causa ed effetto, ai suoi tavoli da oltre 40 anni si susseguono durante le diverse stagioni dell’anno curiose celebrazioni dedicate al porco (le celebri maialate), alle rane, alla zucca e alle lumache.
Liturgie laiche paragonabili alle prescrizioni imposte da Zavattini per la “perfetta cottura della spalla cotta, prima lasciata in bagno per 24 ore, poi lessata e fatta raffreddare nella sua acqua o per la preparazione delle cotolette, che dovevano essere cucinate con l’aggiunta di due interi panetti di burro”.
Za, come era amichevolmente denominato, aveva un debole per le rane, portata da palude desueta sulle tavole contemporanee. «Caratterizzava le portate della primavera, da aprile in avanti»: la zuppa di rane è tuttora una delle pietanze favorite dagli ospiti, poi la frittata di rane, il risotto con le rane.
In compagnia di artisti, intellettuali, attori e registi come Ettore Scola, Mario Monicelli e Gérard Depardieu, «Za sosteneva un altro prodotto di culto della nostra pianura, le lumache. Non tanto alla bourguignonne, quanto in versione padana. Così sono nati piatti come la lumaca nello spaghetto, le lumache fritte in salsa di grana, le lumache in umido con polenta e funghi chiodini».
Nei menu di oggi dedicati alla lumaca, che si tengono nel mese di maggio, il più gettonato è la vellutata di lumache con uovo di quaglia e crema di tartufo, una squisitezza che rende questo locale fuori da qualsiasi itinerario un luogo da conquistare eleggendolo a meta stessa di turismo. Come ricorda la targa dedicata a Cesare Zavattini affissa fuori dal Nizzoli.
Riccardo Lagorio

Ristorante Nizzoli
Via Giuseppe Garibaldi 18 – 46030 Dosolo (MN)
Telefono: 0375 838066

>> Link: ristorantenizzoli.com

 

Didascalia: Arneo Nizzoli seduto ad uno dei tavoli del suo ristorante che si trova esattamente al centro del paese di Viadana,sulla sinistra del Po, nel cuore della Padania, tra Mantova, Reggio Emilia e Parma. E la “padanità”, ovvio, risalta in cucina, tra maiale, lumache, zucca e rane (photo © ristorantenizzoli.com).

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