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Eurocarni nr. 5, 2020

Rubrica: Attualità
Articolo di Piscopo A.
(Articolo di pagina 62)

Nuovi virus e Antropocene

Col termine Antropocene (1), “l’Età dell’uomo” (dal greco ἄνϑρωπος, uomo), si indica l’epoca geologica attuale, nella quale all’essere umano e alle sue attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche del Pianeta. L’influenza dominante dell’uomo sul clima e sull’ambiente, in particolare, è stata messa sotto accusa dall’Anthropocene Working Group (AWG), un gruppo di scienziati che ha dichiarato, con votazione formale, il nostro ingresso in una nuova era geologica, la prima creata dall’uomo, lasciandoci alle spalle l’Olocene, iniziato 11.000 anni fa (per l’esattezza a 11.700 anni), dopo l’ultima glaciazione. Il gruppo di ricerca è giunto a questa conclusione dopo aver trascorso un decennio ad esaminare le prove sul fatto che l’Antropocene fosse un concetto non più astratto, ma concretamente e geologicamente valido. Secondo gli scienziati, l’Antropocene avrebbe avuto inizio negli anni ‘50, quando gli esseri umani hanno iniziato a danneggiare in modo irrevocabile il Pianeta: si pensi alla progressiva antropizzazione della biosfera terrestre, le bombe all’idrogeno che hanno prodotto un’enorme quantità di materiale radioattivo, per non parlare della combustione fossile, della deforestazione selvaggia, dell’inquinamento antropico delle acque (si veda Piscopo A., A Plastic Word, pubblicato sulla rivista Il Pesce n. 1/2018, pag. 70) o l’uso indiscriminato di fertilizzanti, ecc… Lo sforzo ultimo è ora quello di trovare dei segnali stratigrafici certi per definire in maniera inequivocabile la demarcazione tra le due epoche, il cosiddetto viral peak (picco virale). Il compito degli scienziati è quello di misurare con precisione gli strati del terreno, le rocce, i sedimenti lacustri, le calotte di ghiaccio e altre formazioni di questo tipo, al fine di soddisfare i criteri utilizzati per determinare i periodi geologici. L’AWG realizzerà al più presto una proposta da presentare alla Commissione internazionale per la stratigrafia nel 2021, che sovrintende al diagramma temporale geologico ufficiale.

Virus e Antropocene
La timeline (linea temporale) segna l’origine delle pandemie come malattie aerotrasportate, in cui i fattori coinvolti riguardano con crescente frequenza i cambiamenti climatici che modificano l’habitat dei vettori animali di questi virus, la sovrappopolazione, l’intromissione selvaggia dell’uomo sugli ecosistemi naturali, la frequenza e la rapidità con cui le persone si spostano da un continente all’altro, ecc… L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già nel 2007, nel rapporto sulla salute nel XXI secolo, aveva lanciato l’allarme sul rischio delle epidemie virali che traggono origine dallo squilibrio dell’ecosistema. In un’intervista recente la virologa Ilaria Capua descrive lo scenario che suona come un campanello d’allarme alla situazione attuale: tre coronavirus, Covid-19, Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) e Mers, nell’arco di un ventennio. Questi virus epidemici sono legati a fenomeni di forzatura della natura da parte dell’uomo, per cui, se l’ambiente viene stravolto, il virus si adatta verso ospiti nuovi e fa il salto di specie fino ad arrivare all’uomo. L’uomo padrone assoluto del mondo ha sottomesso la natura, provocando modificazioni irreversibili nella biosfera terrestre e i virus come il Covid-19 diventano i testimoni del nostro tempo. Se da parte dell’uomo non ci sarà un ridimensionamento, gli effetti saranno devastanti e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. L’innalzamento delle temperature, negli ultimi decenni, con conseguente aumento abnorme di quantità di aerosol e gas a effetto serra (CO2), è dovuto alla forzatura delle attività antropiche. Le emissioni derivano in particolare dalla combustione delle energie non rinnovabili come petrolio e carbone. Questo lo affermano il 99% degli scienziati di tutto il mondo nell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Il mutamento delle temperature rischia di stravolgere il nostro Pianeta causando scenari irreversibili. Ricordiamo tutti l’estate del 2018, con temperature che sfioravano i 40 °C, anche se, come già detto, il riscaldamento globale non è nato ieri, ma ha origine con l’avvento della rivoluzione industriale. La progressiva antropizzazione della biosfera terrestre ha creato uno stress atmosferico facendo salire “la febbre” al pianeta terra, liberando in atmosfera gas come anidride carbonica (CO2), metano  (CH4), protossido di azoto (N2O). Si può ipotizzare che l’inquinamento atmosferico abbia agevolato la diffusione del virus? Da una ricerca della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima) (2), che ha registrato i dati nella Pianura Padana nel periodo tra febbraio e marzo 2020, è ad esempio emersa una correlazione tra i superamenti dei limiti di legge per il Pm10 (Particulate Matter o Materia Particolata) e il numero dei casi infetti da Covid-19. Secondo la ricerca, infatti, il Pm10 avrebbe esercitato un’azione di impulso o spinta (boost-push) alla diffusione del Covid-19.

Il cigno nero della pandemia
Gira in rete un video di Tg Leonardo (datato 16 novembre 2015), in cui scienziati cinesi creano un supervirus polmonare da pipistrelli e topi. Il video diventa subito virale, ma verrà chiarito che l’esperimento è servito solo per motivi di studio. Questo ed altri video simili sono stati dichiarati fake news. Scartata l’ipotesi che il Covid-19 sia stato creato in laboratorio, e inserendo in una potenziale classifica delle cause scatenanti i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale, il consumo del suolo, ecc… intesi come progressiva antropizzazione della biosfera terrestre al terzo posto, vediamo quali sono gli altri due. Nature Medicine ci prospetta come seconda ipotesi il passaggio dall’animale all’uomo tramite i pangolini, mammiferi simili all’armadillo, che sviluppano in natura una proteina molto simile al virus. La prima si riferisce infine al pipistrello, dal quale il virus avrebbe fatto il salto di specie mediante un ospite intermedio. Questi mammiferi possono ospitare una notevole varietà di virus, stabilendo con essi una innocua convivenza adattativa, rendendo miti le reazioni infiammatorie che i virus trasmettono invece ad altre specie, uomo compreso (zoonosi), in cui l’infiammazione diventa letale e trasmissibile da uomo a uomo attraverso le goccioline di saliva, mentre si tossisce o si starnutisce. Nel caso di Covid-19, il pipistrello funge da serbatoio, ospitando inizialmente un virus non pericoloso per l’uomo, che, passato ad un altro mammifero, viene trasmesso all’uomo. Con questo percorso di convivenza detto volgarmente “a staffetta” il virus passa dal mammifero numero 1 (il pipistrello) al mammifero numero 2 (il pangolino, ospite intermedio, in cui il virus modifica la sua natura divenendo pericoloso), al mammifero numero 3 (l’uomo, ospite definitivo inerme al virus), da cui ha avuto origine la pandemia per contatto diretto da uomo a uomo. Ovviamente questi studi non sono ancora definitivi. Ma si ritorna sempre al punto di partenza, cioè che la forzatura dell’uomo genera il rischio biologico e di fatto queste trasformazioni non sono altro che il risultato del nostro rapporto con la natura. Scenari apocalittici sono descritti in tv come nella trasmissione Sapiens - Un solo pianeta, a cura di Mario Tozzi, che affronta temi di varia attualità. Nella puntata del 28 marzo scorso, ad esempio, si fa riferimento alla necessità di ridurre l’impatto della produzione intensiva di cibo, in particolare la quantità di carne, che avrebbe superato il limite critico del Pianeta portando a deforestazione, inquinamento, danni alle riserve idrogeologiche e ai terreni, perdita di interi habitat naturali che da sempre sono elemento fondamentale del nostro ecosistema. Non ci sarebbe niente di strano in questo tipo di ragionamento, se non la solita forzatura dell’uomo sulla natura, se non fosse per il fatto che il dott. Tozzi professa il vegetarismo. In periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, il settore zootecnico e di trasformazione della carne non si è mai fermato, assicurando alla popolazione l’apporto di alimenti ad alto valore biologico. A differenza di altri settori importanti del Paese, questo comparto è rimasto aperto e operativo.

La carne, alleato prezioso nel recupero dalla malattia
La carne è importante non solo per le persone sane, ma soprattutto per chi dovesse ammalarsi di Covid-19: secondo i nutrizionisti questi pazienti dovrebbero assumere alimenti ad alto contenuto proteico. I medici dietologi consigliano la carne come componente nutrizionale necessaria per fornire azoto alle cellule che devono ricostruire i tessuti, ma sono anche i mediatori del sistema immunitario che in un corpo ammalato combattono contro gli agenti patogeni. Il paziente affetto da Covid-19 deve avere un regime alimentare bilanciato e corretto, che sia di aiuto al sistema immunitario. Addirittura i dietologi consigliano di iniziare dal secondo accompagnato dalle verdure e se si ha ancora fame mangiare anche il primo e la frutta. Se il paziente è in terapia intensiva non si parla di alimentazione, ma di terapia nutrizionale, cioè di un vero e proprio aiuto al corpo e alla cura farmacologica da parte dei nutrienti. La terapia nutrizionale è una terapia a tutti gli effetti in quanto sostituisce una funzione d’organo (digestione e assorbimento dei nutrienti) che risulta in via temporanea o definitivamente perduta (Legge 219/017). Nei pazienti nelle terapie intensive per l’aggravamento del quadro respiratorio da coronavirus non devono mancare i macronutrienti: proteine, lipidi e carboidrati; ma anche i micronutrienti come i sali elettroliti (soprattutto sodio e potassio) compresi gli Omega-3 che sono antiossidanti e nemmeno le vitamine. L’agricoltura e la zootecnia in generale hanno da tempo corretto il tiro, mirando a politiche ecocompatibili ed ecosostenibili per ridurre il loro impatto ambientale. In un mondo sempre più globalizzato, un uso razionale delle risorse disponibili è indispensabile per salvaguardare il nostro pianeta. Ridurre l’impatto ambientale è un’assunzione di responsabilità a cui ogni singolo settore produttivo deve porre rimedio, facendosi carico di attuare strategie e interventi mirati, che tengano conto delle effettive esigenze naturali del territorio.
In settori trainanti della nostra economia come l’agricoltura e la zootecnia un uso attento dell’acqua, lo sfruttamento razionale del suolo, il ridimensionamento dei carburanti, il riciclo dei rifiuti, l’uso gestionale dei farmaci, l’uso prudente di fertilizzanti e pesticidi, costituiscono la sfida strategica futura, che consentirà di massimizzare la resa agricola e la qualità delle produzioni attraverso nuovi sistemi tecnologici e strumenti all’avanguardia, a basso impatto ambientale. L’impiego di nuovi strumenti tecnologici in campo agronomico dovrà tener conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche fisico-biochimiche del suolo, così da arrecare minori danni possibili all’ecosistema. L’agricoltura di precisione (Precision Farming) rappresenta il nuovo modello gestionale che si attuerà in un futuro non molto lontano. Già se ne parla nei Paesi dell’Eurozona, che dovranno prendere coscienza dei nuovi venti di cambiamento per la difesa dell’ambiente. Sarà cura dei governanti europei accelerare la marcia in campo agronomico, con nuove risorse tecnologiche ed economiche, tanto più che il settore è stato oggetto di attacchi mediatici eccessivi. Ci sono molti settori da sanare, il settore agrozootecnico fa già da tempo la sua parte.

Dott. Alfonso Piscopo
Dirigente Veterinario ASP Agrigento
Veterinario del SSN

Note

  1. Il termine Antropocene venne coniato già nel 2000 dal chimico olandese premio Nobel Paul Crutzen (www.treccani.it).
  2. Si veda su www.ilsole24ore.com, “Perché l’inquinamento da Pm10 può agevolare la diffusione del virus”.

 

Altre notizie

 

“Anthropocene - The Human Epoch”

“Anthropocene - The Human Epoch” (Canada, 2018) è il completamento, con Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sul nostro Pianeta. Un viaggio in sei continenti, dei registi Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky, per accostare i diversi modi nei quali l’uomo sta modificando la Terra come mai prima, più di quanto facciano i fenomeni naturali. L’umanità sta sfruttando più del dovuto il Pianeta, compromettendone lo stato e con conseguenze potenzialmente ancora più gravi. Info: theanthropocene.org

 

I Macellai d’Italia, uniti per la vita

Nel dilagare della profonda crisi sanitaria ed economica causata dal Covid-19, i macellai italiani non sono rimasti con le mani in mano e hanno deciso di muovere energie, portafogli e tanto cuore attivando la prima campagna nazionale (e internazionale) che li vede tutti riuniti. L’obiettivo è uno ed è forte e chiaro: versare fondi alla Croce Rossa Italiana da destinare al finanziamento di progetti a supporto di famiglie e soggetti bisognosi. Chi meglio della Croce Rossa Italiana può convogliare i soldi dei Butchers italiani (e stranieri) a favore di quanti oggi sono in grandi difficoltà?
In Italia operano oltre 18.000 macellerie, gestite da veri artigiani delle carni, maestri che lavorano e vendono carne con impegno e tanta passione. Si tratta di mestieri spesso tramandati di padre in figlio. Botteghe di quartiere che sono un punto di riferimento per il territorio. Negli ultimi anni i Macellai italiani hanno fatto rete dando vita a “circuiti” attraverso i quali accrescono la propria formazione e professionalità. Oggi tutte queste realtà si uniscono per aderire a questa campagna di raccolta fondi. I Macellai d’Italia, uniti per la vita.

>> Link: www.retedeldono.it/it/i-macellai-d-italia/coronavirus

 

Asprocarne Piemonte, Consorzio Carni Qualità Piemonte e Macello Piemonte Nord uniti per aiutare le famiglie in difficoltà

Con la prima fornitura di 150 kg di carne bovina certificata SQNZ a marchio “Sigillo Italiano”, è partita la campagna di aiuti che vede le tre realtà piemontesi impegnate a raccogliere fondi a favore del Sermig, Arsenale della pace di Torino. L’obiettivo è quello di sostenere le iniziative benefiche del Sermig a favore delle situazioni più fragili che, a seguito dell’emergenza sanitaria in corso, hanno visto complicarsi ulteriormente la loro condizione. Stiamo parlando in particolare dei senza tetto che trovano accoglienza presso i dormitori del Sermig, oppure dei nuclei famigliari dei quartieri più poveri della città che, a seguito del blocco totale delle movimentazioni, hanno perso quel poco che riuscivano a mettere insieme con piccoli lavori giornalieri. La carne donata proviene da bovini allevati nelle aziende agricole associate ad Asprocarne Piemonte e al Consorzio Carni Qualità Piemonte, macellati presso il Macello Piemonte Nord di Carema (TO), il quale si occupa anche del sezionamento, confezionamento e spedizione. Verrà consegnata settimanalmente presso le cucine dei centri autorizzati del Sermig che, a loro volta, provvederanno ad utilizzarla nella mensa dei poveri oppure a distribuirla alle famiglie dei quartieri Aurora, Borgo Dora e Porta Palazzo, che non riescono a acquistare beni alimentari presso i supermercati, a causa di una situazione economica di grande fragilità. «È una semplice goccia in un mare di necessità – hanno spiegato Franco Martini (presidente Asprocarne Piemonte), Marco Favaro (presidente Consorzio Carni Qualità Piemonte) e Antonio Pavesio (presidente del Macello Piemonte Nord) – però ci siamo sentiti in dovere di muoverci per cercare di dare una mano in questa drammatica emergenza, cosa che, come allevatori, abbiamo sempre fatto nelle situazioni di necessità. Per far partire le prime forniture abbiamo stanziato una somma ripartita tra le tre realtà che rappresentiamo; speriamo tuttavia che la raccolta fondi generi un fondo più ampio per poter proseguire nelle prossime settimane che si prevedono ancora di chiusura totale.

Per chi volesse contribuire questi sono i riferimenti per effettuare la donazione: BCC CASALGRASSO E S. ALBANO STURA FIL. CARMAGNOLA – IBAN IT95 X 08833 30261 000110106838 (causale DONAZIONE EMERGENZA COVID-19); in ogni caso è possibile donare anche direttamente al Sermig andando sul loro sito www.sermig.org

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