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Eurocarni nr. 3, 2020

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 10)

Giappone — Mondo

Giappone
Buone notizie per i produttori di carni bovine spagnole: il Giappone ha approvato le importazioni di questo prodotto. A seguito di un rigoroso controllo delle strutture in Spagna da parte delle autorità giapponesi, è stato infatti ufficialmente dato il via libera. I produttori spagnoli si conformano pienamente al modello di produzione europeo, che garantisce sicurezza alimentare, benessere e sostenibilità degli animali e rispetto per l’ambiente. Secondo quanto dichiarato nel rapporto del 2017 della FAO, il Giappone è un mercato decisamente importante, essendo il secondo importatore di carne bovina al mondo. Il Sol Levante produce 470.000 tonnellate di carne bovina all’anno e ne consuma 1,3 milioni. Secondo Provacuno, l’organizzazione interprofessionale delle carni bovine spagnole, “le esportazioni in Giappone consentiranno alle nostre aziende autorizzate di iniziare a vendere immediatamente, poiché i consumatori giapponesi chiedono da tempo carne di manzo sicura e di qualità, come la nostra” (fonte: agronegocios.com). Inoltre, l’accordo di partenariato economico UE-Giappone, entrato in vigore all’inizio del 2019, sosterrà ulteriormente lo sviluppo delle relazioni commerciali (fonte: ICEX).

 

Mondo
Le prospettive per il mercato avicolo globale nel 2020 sembrano essere più positive rispetto ai risultati del 2019. Tra i fattori chiave della graduale ripresa ci sono i flussi commerciali verso l’Asia che approvvigionano i mercati colpiti dalla peste suina come Cina, Vietnam, Corea del Sud e Filippine, come spiega il rapporto Rabobank nelle stime per il primo trimestre del 2020. Tali flussi commerciali saranno positivi per i prezzi dei tagli minori, sebbene resteranno soggetti ad una crescente volatilità. Sempre secondo Rabobank, a favorire la ripresa sarà l’aumento dei prezzi delle carni bovine (il principale sostituto del pollame fresco). Diversi sono gli ulteriori fattori jolly che potrebbero avere un impatto sui mercati nel 2020, tra cui la Brexit, il rischio in corso di influenza aviaria, la volatilità dei prezzi dei mangimi (lo scenario di base indica una crescita limitata) e potenziali crisi commerciali. Il rovescio della medaglia è che il mercato globale del pollo intero e dei petti di pollo resteranno sotto pressione e avranno un rialzo dei prezzi limitato. La peste suina africana (PSA) spingerà sempre più l’espansione del pollo in Asia nel 2020. Ciò contribuirà a colmare il divario nei mercati proteici locali interessati dalla febbre suina, ma solleva anche preoccupazioni circa l’eccesso di offerta futura (fonti: PoultryWorld.Net – Unaitalia, unaitalia.com).

 

Altre notizie

 

Carni dal Galles, nessun cambiamento in era post-Brexit (per ora)

Le esportazioni di Welsh lamb e Welsh beef Igp proseguiranno alle condizioni di sempre almeno per tutto l’anno. Consolidare la Gdo e incrementare la ristorazione gli obiettivi di mercato. Il grande tema del 2020? La sostenibilità

Il D-Day è arrivato il 31 gennaio: a più di tre anni dal referendum del 2016, quando la maggioranza dei britannici votò per il leave, la Gran Bretagna esce ufficialmente dall’Unione Europea. Col 1o febbraio, di fatto, è iniziato un periodo di transizione, che durerà fino al 31 dicembre 2020, nel quale le due parti cercheranno un accordo sui futuri rapporti tra UE e Regno Unito. 11 mesi in cui l’UK sarà ancora legata alle strutture comunitarie continuando ad applicarne le regole. Dunque non si prospetta nessuna novità, al momento, nemmeno per il commercio delle carni gallesi Igp, presenti sulle tavole degli Italiani da oltre 15 anni, che continueranno a essere a disposizione. «Nulla col nuovo anno cambia a livello commerciale anche per i nostri prodotti» ha dichiarato a EFA News Jeff Martin responsabile per l’Italia di HCC, l’ente che promuove il Welsh lamb e il Welsh beef nel mondo. «Almeno per tutto il 2020 continueremo ad esportare le nostre carni alle stesse condizioni di sempre. Supermercati, grossisti, ristoratori, chef e macellai potranno continuare ad acquistare il nostro Agnello gallese Igp come negli anni passati e i consumatori italiani continueranno a trovarlo nei loro negozi di fiducia». Le esportazioni di Agnello gallese Igp a livello globale hanno ottenuto ottimi risultati nel 2019, registrando, fra gennaio e ottobre, un +18,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un incremento che si traduce in oltre 77.000 tonnellate. E l’Europa continua ad essere la principale destinazione di questo commercio, rappresentando il 95% del totale delle esportazioni. «La carne ovina gallese è sempre più apprezzata dai consumatori e dai professionisti di tutta Europa. L’Italia, nello specifico, è un mercato importante ormai da molti anni e anche nel 2020 andremo a confermare la nostra presenza nel canale Gdo e a incrementare quella nel canale ristorazione». La nuova campagna di promozione per il 2020 sarà mirata principalmente sul tema della sostenibilità, argomento quanto mai rilevante e determinante, che tutto il comparto delle carni d’Oltremanica ha preso seriamente in considerazione ormai da tempo. In Galles gli animali vivono all’aperto gran parte dell’anno e si nutrono di erba che cresce rigogliosa grazie alle abbondanti precipitazioni, mentre l’esperienza e la professionalità degli allevatori garantiscono standard molto elevati di benessere animale e gestione ambientale su terreni che non sarebbero adatti per la coltivazione (fonte: EFA News – European Food Agency).

>> Link: eatwelshlambandwelshbeef.com

 

Didascalia: il 2020 si prospetta una buona annata per l’Agnello gallese Igp, ma occorreranno nuovi accordi di scambio dal 2021 (photo © andreac77 – stock.adobe.com).

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