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Eurocarni nr. 3, 2020

Rubrica: Razze
Articolo di Gaddini A.
(Articolo di pagina 100)

La Grigia turca

La Grigia turca (Boz Irk o Boz Step) è una razza bovina diffusa nella parte europea della Turchia e nelle zone più occidentali della penisola anatolica, in particolare in Tracia, Marmara, Egeo settentrionale e interno, e Anatolia occidentale. Ha doppia attitudine, carne e latte, ma come molte altre razze Grigie della steppa, ha un passato da animale da lavoro ed è stata messa in crisi dalla meccanizzazione agricola, dall’introduzione di razze cosmopolite più produttive, dalla riduzione dei pascoli, convertiti a seminativi e dallo scarso ricambio generazionale nelle aziende agricole. È molto apprezzata dagli allevatori per la grande resistenza alle avversità climatiche e per la capacità di adattarsi ai cambiamenti di alimentazione, sfruttando in modo efficace foraggi di scarsa qualità. È una razza tipicamente da allevamento estensivo, svolto in prevalenza o in esclusiva al pascolo, con basso impatto sull’ambiente e limitato impiego di risorse da parte dell’allevatore.

Origine
L’opinione prevalente è che la Boz Irk derivi dalla razza bulgara Iskar (Sivo Iskarsko govedo), tanto che gli altri nomi della razza, Pleven e Plevne Sığırı, vengono dal nome della città bulgara da cui provenivano i riproduttori. Da sottolineare che Pleven, come tutta la Bulgaria, fino al 1878 apparteneva all’Impero Ottomano, predecessore dell’odierna Turchia, e quindi gli scambi di bestiame, in assenza di frontiere, avvenivano più facilmente. Sull’origine, la Banca dati DAD-IS della FAO riporta due ipotesi: un’introduzione nel 1864 dall’Ungheria oppure tra il 1890 e il 1940 da Pleven. Altri nomi della razza sono Boz step (in turco, Grigia della steppa), Trace, Grigia anatolica, Step Sığırı (Bovino della steppa). È interessante notare che la zona di diffusione della Boz Irk è molto vicina geograficamente a quelle di altre razze Grigie della steppa, come la Grigia bulgara (Balgarsko Sivo Govedo), che comprende la vecchia Iskar, la greca Sykià e la romena Sura de stepă (si veda la mappa a pagina 92). I bovini Boz Irk manifestano anche una grande somiglianza morfologica con quelli della Grigia bulgara, ma anche con la Katerini greca e la Podolica italiana. Uno studio del 2009 (Pariset et al.), che ha confrontato i polimorfismi di singolo nucleotide (SNP) della Grigia turca con le razze Maremmana, Grigia ungherese, Piemontese e Marchigiana, ha dimostrato, sorprendentemente, che ognuna delle razze è geneticamente distinta dalle altre, nonostante la notevole somiglianza morfologica tra alcune di esse.

Morfologia
Ha una struttura corporea robusta, il torace è profondo, la parte della groppa prossima al sacro è piuttosto stretta e il treno anteriore è più massiccio, specialmente nei maschi, tanto che il corpo, visto dal posteriore, ha un aspetto triangolare. La linea dorsale è in pendenza dal garrese verso i lombi e risale leggermente verso l’attacco della coda; l’altezza alla groppa è maggiore di quella al garrese. Gli arti sono ben strutturati e solidi e sono piuttosto lunghi rispetto al tronco. Il dimorfismo sessuale è notevole sia per le dimensioni sia per le proporzioni. La testa è lunga, stretta, rettangolare, a profilo dritto e fronte squadrata, la giogaia è più abbondante nei maschi. Le corna sono grandi, a mezzaluna dirette in fuori e poi in avanti e in alto, a sezione circolare, giallastre con punte nere. Le orecchie sono grandi ed ellissoidali.

Mantello
Il mantello presenta molte variazioni dal grigio argentato chiaro al grigio cenerino scuro, più chiaro nelle vacche. Da notare che gli allevatori non apprezzano animali troppo chiari. Nei tori è presente un anello grigio scuro intorno agli occhi (occhiali), anche il musello è circondato da un anello nero e l’interno delle orecchie è coperto di peli neri. Il collo, il petto, il torace, la parte inferiore delle spalle e gli arti anteriori sono più scuri rispetto al resto del corpo. Gli unghioni sono neri e molto resistenti, le ciglia sono nere e la pelle è grigio ardesia, le mucose anali nere sono considerate un segno di aderenza allo standard di razza. I vitelli alla nascita sono fromentini e diventano grigi intorno ai sei mesi.

Dimensioni
Le misure biometriche, da uno studio della Namık Kemal Üniversitesi di Tekirdağ, nella regione di Marmara, sono indicate in Tabella 1. I migliori tori raggiungono il peso di 800-900 kg, ma questo costituisce un eccezione. La varietà Kultak, a mantello grigio, derivata da incrocio con la razza nera autoctona, ha maggiore facilità di ingrasso, per le vacche si registra altezza al garrese media di 110 cm e peso vivo medio di 220 kg. Nel 1990 contava 20.000 capi e nel 2003 era considerata a rischio estinzione.

Caratteristiche produttive
L’inizio dell’attività riproduttiva delle femmine è a 24-28 mesi, il primo parto è in media a 33 mesi (intervallo 30-36 mesi). Il tasso di natalità è dell’86,54% e la sopravvivenza dei vitelli a 60 giorni è del 99%. La carriera produttiva è di 15 anni. I calori si manifestano a maggio e giugno e i parti sono concentrati in marzo e aprile; si riscontrano casi di freemartinismo. I vitelli sono tenuti insieme alle madri per un periodo di 7-8 mesi fino allo svezzamento, che avviene spontaneamente. Le vacche sono messe in asciutta 4-5 mesi prima del parto. Sono molto resistenti a repentine variazioni della dieta alimentare, hanno il tratto digestivo molto ben sviluppato, che consente l’utilizzo di una dieta molto povera, consistente in prevalenza in paglia, ed hanno un buon indice di conversione alimentare. Le manze e i torelli sono tenuti insieme al pascolo fino a quando si scelgono i riproduttori. I maschi di Boz Irk sono venduti per il macello a 24-30 mesi. La carne è venduta sui mercati locali a prezzi più alti rispetto a quella delle altre razze, grazie al suo eccellente gusto. Si registrano accrescimenti medi giornalieri di 1.062 g e resa al macello media del 57,39%, con peso carcassa medio di 210 kg. In una prova di ingrasso l’incremento di peso di un maschio di due anni in un periodo di tre mesi è stato di 58,35 kg. I bovini della razza sviluppano lentamente e depositano grasso giallo sottocutaneo in quantità relativamente esigua, e la carne appare scura con scarsa marezzatura poiché la maggior parte del grasso va a costituire depositi sottocutanei e grasso intestinale. La produzione lattiera, di solito destinata al consumo domestico, è in media intorno a 900 kg di latte al 4% di grasso. Nelle mandrie meglio gestite la produzione media raggiunge i 1.450 kg di latte al 4,25% di grasso. La tendenza attuale è di accentuare la produttività latte/carne. La lattazione dura in media 220,13 giorni, variando da 78 a 350 giorni, una produzione media di 1.095,63 kg ed estremi di 157-2.965 kg e un contenuto medio in grasso del 3,93%, con estremi 2,5-6,12%. La Boz Irk non è legata ad alcun prodotto tipico tradizionale, di carne o lattiero-caseario. In passato gli animali fornivano prestazioni notevoli nel lavoro di lunga durata fornito in condizioni sfavorevoli, ed erano considerati superiori a tutte le altre razze turche da lavoro.

Consistenza e diffusione
Secondo French, nel 1966 la razza contava 2,5 milioni di capi, scesi a 930.000 nel 1975, compresi gli incroci. Nel 1990 i capi erano 300.000, nel 2004 solo 20.395 e nel 2012 scesero ancora a 14.000 dei quali 7.000 in riproduzione, mentre l’ultimo dato di DAD IS risale al 2013 con una consistenza di 20.000 capi, dei quali 12.400 in riproduzione (400 maschi e 12.000 femmine), in 200 allevamenti, pertanto attualmente la razza non va considerata a rischio estinzione. Stando ad un sondaggio del 2005 del Ministero dell’Agricoltura turco, nel quadro del progetto di registrazione nazionale con l’applicazione del marchio auricolare, la popolazione di razza Grigia in Tracia contava 5.301 capi, compresi gli incroci, quasi tutti (5.187 capi, pari al 97%) nel distretto di Enez, provincia di Edirne, nell’area del fiume Euro, che fa da confine con la Grecia. Il sondaggio era preliminare per la creazione del Libro Genealogico, che al momento non è stato istituito. Le altre due province contavano soltanto 114 capi di bestiame che rappresentavano il 3% dell’intera popolazione di Boz Irk della Tracia. Oltre che nella provincia di Edirne, piccole popolazioni vivono in villaggi della zona di Bergama (l’antica Pergamo) nella provincia di Izmir (Smirne), della provincia di Balıkesir e del distretto di Mustafakemalpaşa, provincia di Bursa, entrambi nella zona occidentale della penisola anatolica, e del distretto di Gelibolu (Gallipoli), provincia di Canakkale, nella regione montuosa occidentale della Turchia europea. In Turchia, secondo Eurostat, al 31 dicembre 2018 erano presenti 17.220.900 capi bovini, in netto aumento negli ultimi due anni, mentre nel corso del 2018 sono stati macellati 252.870 capi per un peso totale di 62.120 tonnellate, con un deciso calo rispetto al 2015 e 2016.

Allevamento
L’ambiente naturale della Boz Irk è rappresentato da terreni boschivi, terreni umidi e impervi e luoghi paludosi. In queste zone sopravvive e si riproduce senza l’intervento dell’uomo. Gli animali hanno un carattere aggressivo e irritabile e per questo è necessario che siano maneggiati da persone esperte. L’interazione tra i componenti della mandria è molto forte, e ogni tentativo di interferenza con il gruppo suscita un’azione di difesa, come il raccogliersi in cerchio. Hanno grande capacità di acclimatazione e, grazie ad un sistema immunitario molto efficiente, sono resistenti alle malattie e ai parassiti esterni con recupero rapido dalle infezioni. Le vacche hanno una forte attitudine materna, con grande facilità di parto, senza assistenza dell’uomo, e capacità di proteggere i vitelli dai predatori e dalle avversità climatiche. Le vacche non possono essere munte se il vitello non è in vista. Le modalità di allevamento della razza sono diverse nei piccoli allevamenti a conduzione familiare rispetto a quelli grandi. I piccoli allevatori hanno spesso solo 1 o 2 capi, allevati in stalla d’inverno, con limitati supplementi di concentrati, e portati su pascoli comuni dalla tarda primavera alla fine dell’autunno in mandrie collettive, custodite da un solo allevatore a turno. In questo tipo di allevamento il bestiame viene anche munto al mattino e alla sera. Il lavoro è fornito dalla famiglia e, in caso di necessità di manodopera aggiuntiva, per operazioni particolari come le vaccinazioni o per la separazione dei capi da vendere, si ricorre all’aiuto degli allevatori vicini. In passato i piccoli allevatori di Boz Irk sono stati costretti ad incrociare i propri bovini con Brown Swiss o Frisona per ottenere una maggiore produttività di latte o con razze estere da carne per migliorare il peso della carcassa. Nel 2005 un regolamento sulla conservazione in situ e programmi di sostegno statali per le risorse genetiche animali hanno interrotto questa pratica. Gli allevamenti grandi e medi sono condotti da allevatori relativamente giovani, con età media di 46 anni, e l’obiettivo è la produzione di carne. La consistenza numerica media di una mandria è di 57,88 capi. Il bestiame è tenuto al pascolo durante tutto l’anno, con supplementi di paglia, fieno e foglie di leccio, e più raramente di concentrati (fino a 2 kg/capo), e può usufruire di semplici ricoveri recintati di canne e piante palustri, detti saya. Gli stessi ricoveri sono usati per l’ingrasso, in prossimità dei villaggi o della casa del proprietario, su gruppi in media di 15 capi. Come mangiatoie sono usati cesti di rami o i pneumatici posteriori dei trattori. La provincia di Edirne, principale sede di allevamento di Boz Irk, è anche la più importante regione risicola della Turchia, e quindi l’allevamento della razza si avvale ampiamente delle stoppie e dei sottoprodotti del riso. Come unica integrazione minerale viene distribuito del salgemma, ma secondo alcuni allevatori, l’integrazione non serve perché le stoppie di riso forniscono minerali a sufficienza. Gli allevatori continuano ad allevare bovini di razza Boz Irk nonostante la bassa produttività, perché il sistema di allevamento è il solo che essi conoscono e che hanno appreso dai loro padri, ma anche per i costi di allevamento estremamente bassi, sia per l’alimentazione, sia per le strutture e per l’elevata capacità di adattarsi alle condizioni ambientali difficili della regione.

I pascoli
Come molte altre razze rustiche, anche la Boz Irk, di grande attitudine al pascolo, è stata messa in crisi dai cambiamenti nell’agricoltura delle regioni in cui era allevata. In Turchia i pascoli naturali sono passati dai 44 milioni di ettari alla fine della prima guerra mondiale, che nutrivano 20 milioni di capi di bestiame, a 14,6 milioni del 2016, a causa della conversione a semi­nativi. Anche il numero di animali si è drasticamente ridotto, ma in modo meno marcato, determinando un sovraccarico di bestiame sui pascoli, quattro volte il carico sostenibile. Anche la qualità dei pascoli rimasti è peggiorata, con solo il 10-20% di specie desiderabili dal bestiame sul totale e una copertura vegetale dei pascoli dal 10 al 50%. I pascoli forniscono tuttora il 69% del fabbisogno di proteina grezza, il 62% dei glucidi, e il 33% della fibra. Nel 1998 una legge ha fissato norme contro il pascolamento eccessivo e per un uso sostenibile dei pascoli, assegnati dal Ministero dell’agricoltura agli enti locali, e da questi agli allevatori, con un sistema di titoli.

Conservazione
Un primo programma di conservazione in vivo fu finanziato nel 1995 su una sola mandria, su 47 maschi e 136 femmine, con conservazione ex situ di una piccola popolazione presso l’azienda agricola della Stazione di ricerca ovina della Direzione generale per la Ricerca in Agricoltura nel distretto di Bandırma, con in più un contributo pari a 150,00 e/capo pagato per 200 bovini. Nel 2003 la razza era considerata a rischio e dal 2005 al 2011 fu finanziato un programma di conservazione in situ, nel distretto di Enez, provincia di Edirne, su 16 maschi e 84 femmine, a cura della Stazione di ricerca ovina. Nel 2011 fu finanziato un programma di conservazione in situ, con contributo di 150 e/capo nelle province di Bursa, Balıkesir ed Edirne, su 4 aziende, con 80 maschi e 520 femmine, ancora a cura della Stazione di ricerca ovina. Sempre nel 2011 l’Istituto centrale di ricerca sul bestiame ha avviato un programma di crioconservazione, con 300 embrioni da 50 donatori, raccolti dalla Stazione di ricerca ovina. Nel 2012 sono stati raccolti 896 campioni di seme, 54 campioni di cellule somatiche e 33 embrioni. La Uludağ Üniversitesi di Bursa, a 150 km da Istanbul, con l’équipe del prof. Hakan Sağırkaya, ha intrapreso nel 2009 un programma di clonazione di bovini che ha portato alla produzione di 15 bovini Grigi turchi.
Andrea Gaddini

Ringraziamenti
Un cordiale ringraziamento al professor M. İhsan Soysal per il prezioso aiuto prestato.

Bibliografia

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  • Mason I.L.(1951), World Dictionary of Livestock Breeds, Types and Varieties, Commonwealth Agricultural Bureaux, Slough, Bucks, UK, pag. 61.
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  • Soysal M.İ. (2009), Razza Grigia turca: un esempio di recupero necessario di una delle razze maggiormente a rischio di estinzione, Atti del convegno “Sulle tracce delle podoliche”, Matera, 75-100 pp.
  • Soysal M.İ., Ozkan E. (2009) Grey Cattle Breed of Turkey as Transboundary Native Animal Genetic Resources of Balkan Countries, Proceedings of Balkan Conference of Animal Science Balnimalcon 2009, Stara Zagora, Bulgaria, 14-16 maggio, 83-91 pp.

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Didascalia: nella Grigia turca la testa è lunga, stretta, rettangolare, a profilo dritto e fronte squadrata (photo © prof. M. İhsan Soysal).

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