Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 2, 2020

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 106)

Mercato in crescita per i prodotti a Marchio del Distributore

Grande successo di affluenza e contenuti per l’edizione 2020 di MarcabyBolognaFiere

Giunta alla sua 16ª edizione, Marca by BolognaFiere, svoltasi gli scorsi 15 e 16 gennaio, è l’unica manifestazione italiana interamente dedicata alla marca commerciale, nella quale oltre 750 aziende espongono i prodotti dell’eccellenza italiana a Marca del Distributore (MDD). I numeri ci dicono che la Marca del Distributore cresce ad un ritmo superiore rispetto a quello del mercato (+4,6%), la sua quota sale al 19,9% (+0,6 punti) e si può prevedere una chiusura del 2019 con ricavi intorno agli 11 miliardi di euro. «Sedici anni fa, quando abbiamo lanciato MarcabyBolognaFiere — ha detto a caldo Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere — abbiamo intrapreso un percorso che ha anticipato i trend di mercato. La crescita costante dell’evento e la sempre più spiccata attenzione dei buyer esteri sono la miglior testimonianza della dinamicità del settore della MDD che ha ancora ampie opportunità di sviluppo. La quota in volume dei prodotti a Marca del Distributore si attesta, in Italia, al 20%, contro una media europea superiore al 30%. Parallelamente questi prodotti di innovazione — ha aggiunto Calzolari — rispondono alle esigenze dei consumatori con proposte declinate a trend emergenti quali il biologico, la sempre più spiccata attenzione alla sostenibilità dei packaging, la tracciabilità e le intolleranze alimentari. I numeri sono la miglior dimostrazione di questi trend: i prodotti a declinazione bio rappresentano, oggi, quasi un quarto della superficie espositiva di MarcabyBolognaFiere e quelli free from, dedicati alle intolleranze, si attestano a un quinto. A ognuno di questi ambiti dedicheremo focus di approfondimento per conoscere le novità e le soluzioni più innovative dei protagonisti del mercato».
Quella che si è svolta il 15 e 16 gennaio 2020 a Bologna Fiere è stata un’edizione decisamente rinnovata; rinnovamento che gli operatori hanno avuto modo di apprezzare a cominciare dal lay-out, pensato per una fruizione dell’evento ancora più funzionale al business, fino ai contenuti. Per la prima volta, infatti, il non-food ha avuto un’area completamente dedicata, il padiglione 36. Erano presenti oltre 100 aziende di questo settore, con una cinquantina di categorie merceologiche e centinaia di referenze. Il nuovo lay-out ha rafforzato il posizionamento della manifestazione su scala internazionale consentendo agli operatori italiani ed esteri di ottimizzare i tempi di visita alla fiera. Fra le nuove iniziative del salone c’è stato l’esordio di Marca Fresh, spazio ideato per rendere protagonista il comparto dei freschissimi nel mondo della MDD. Ha poi offerto nuove opportunità di business agli operatori professionali in visita anche il nuovo salone satellite in cui le più attuali tendenze di mercato — bio, free from e tracciabilità (ambito in cui la trasformazione digitale imprime un’evoluzione velocissima) — sono state analizzate in focus di approfondimento.
Riconfermati nel 2020 gli ambiti riservati ai temi del packaging, della logistica e della digital industry, concentrati nell’area MarcaTech, che oggi permettono di generare più efficienza nella gestione del modern trade. Attenzione sempre maggiore verso i mercati esteri: anche quest’anno l’organizzazione del salone aveva infatti predisposto l’International Buyer Program, un piano di promozione internazionale per invitare in manifestazione i category manager e i buyer delle più significative catene retail estere. Insomma, MarcabyBolognaFiere si conferma piattaforma espositiva di grande visibilità per le aziende espositrici in un segmento, quello della MDD, che fidelizza i consumatori e cresce in assortimento, linee e referenze e che rappresenta la vera novità del mercato, rispetto ai prodotti di marca industriale, con ampi spazi di crescita. Fra gli espositori quest’anno ci sono state anche 20 grandi insegne della Distribuzione Moderna Organizzata che costituiscono il comitato tecnico-scientifico della manifestazione, coinvolto nella definizione dello sviluppo strategico dell’evento.
MarcabyBolognaFiere 2020 ha ribadito, infine, l’offerta di momenti di formazione e informazione attraverso un ricco calendario di convegni, dibattiti, seminari e focus di analisi delle principali tendenze espresse dal modern trade nel settore MDD. Tra questi ricordiamo il convegno inaugurale organizzato da ADM in collaborazione con The European House – Ambrosetti focalizzato a “Il contributo della Marca Del Distributore alla sfida dello sviluppo sostenibile e del Paese” e la presentazione del “XVI Rapporto Marca­byBolognaFiere sull’evoluzione dei prodotti a marca del distributore in Italia” che si è completato con l’analisi di alcune “Case histories sul tema della sostenibilità”.

Edizione 2021 – 13 e 14 gennaio
MarcabyBolognaFiere
marca.bolognafiere.it

 

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L’impegno della Distribuzione Moderna per la sostenibilità

La Distribuzione Moderna è già impegnata nel campo della sostenibilità ambientale e sociale e sta sviluppando nuovi progetti. Il 60% dei Gruppi della Distribuzione, un dato molto maggiore rispetto alla media nazionale, riconosce come strategica la sostenibilità, con obiettivi principali come la riduzione della plastica, la diminuzione delle emissioni, la tutela del benessere animale, la tracciabilità della filiera nei prodotti a Marca del Distributore. È quanto evidenziato da The European House – Ambrosetti e Associazione Distribuzione Moderna (ADM) nel position paper “Il contributo della Marca del Distributore alla sfida dello Sviluppo Sostenibile e del Paese” presentato nel corso del convegno di apertura di MarcabyBolognaFiere 2020. Il documento presenta 10 messaggi chiave che definiscono la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa per la Gdo e, in particolare, nell’ambito della MDD. I risultati illustrati nello studio emergono da interviste a Business Leader e da due survey, una ai vertici della Distribuzione (che rappresentano 84% del fatturato del settore), l’altra alle aziende fornitrici della Distribuzione con un fatturato inferiore a 150 milioni di euro, integrate dall’analisi dei bilanci di un campione di 415 aziende partner della Marca del Distributore.

La sostenibilità nella GDO è un dato di fatto
Il maggior dinamismo nel campo della sostenibilità si evidenzia nei prodotti a Marca del Distributore, un settore che vale 10,8 miliardi di fatturato nel 2019 e il cui sviluppo negli ultimi 16 anni spiega l’80% della crescita realizzata nello stesso periodo dall’intera industria alimentare nel mercato domestico. Una sostenibilità che si evidenzia non solo nei prodotti, sempre più vicini alle nuove esigenze dei consumatori, ma soprattutto nella filiera alimentata dai prodotti della MDD: l’analisi dei bilanci del campione rappresentativo delle aziende fornitrici della MDD negli ultimi 6 anni dimostra che queste ultime hanno performance economiche, occupazionali e reddituali migliori delle altre aziende del settore alimentare. Una performance che aumenta al crescere della quota di fatturato generato con la MDD, in grado quindi di dare un impulso positivo a tutto l’indotto che coinvolge. A dimostrazione dell’ampiezza e dell’intensità con la quale vengono perseguiti gli obiettivi di sostenibilità in relazione alla MDD, quest’ultima risulta, sempre dallo studio di The European House – Ambrosetti, uno dei pochi settori che impattano, direttamente o indirettamente, su tutti i 17 Sustainable Development Goal (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Ma cos’è sostenibilità per la GDO attraverso la MDD?
ADM ha individuato una propria definizione, condivisa con The European House – Ambrosetti: esprime la volontà di essere di indirizzo per lo sviluppo sostenibile del Paese, di avere rapporti costruttivi con i fornitori per metterli nella condizione di fare investimenti in logica di sostenibilità, con la finalità di divenire essi stessi più sostenibili e di offrire prodotti coerenti con le nuove esigenze dei consumatori, generando in questo modo una filiera responsabile e attivando un circolo virtuoso da cui tutti, imprese, cittadini e società, traggano beneficio. La relazione con i fornitori è quindi la chiave di volta per la sostenibilità della Marca del Distributore. Per questo non saranno più definiti “copacker” ma “MDD partner”. Una questione solo apparentemente semantica, ma in realtà di sostanza. Perché è di autentica partnership che stiamo parlando, finalizzata al successo di entrambe le parti per portare vantaggi al consumatore. «La Marca del Distributore esprime da tempo immagine, posizionamento e valori dell’insegna che rappresenta — ha dichiarato Giorgio Santambrogio, presidente di ADM e AD del Gruppo VéGé — creando in questo modo un forte legame con il consumatore che vi si rivolge con fiducia e regolarità. Il grande lavoro che tutte le imprese distributive stanno svolgendo sul tema della sostenibilità rafforza questo rapporto».

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