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Eurocarni nr. 2, 2020

Rubrica: Week-end
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 104)

Monasterolo del Castello, bollito misto in riva al lago

In inverno spunta il desiderio di cibi che ci riscaldino senza che scompaia la voglia di andare a zonzo per scoprire paesaggi nuovi e luoghi poco conosciuti. La nostra direzione era il lago d’Endine, in Val Cavallina, senza programmi definiti per il fine settimana. Eppure, quante sono state le meraviglie scoperte strada facendo! Trenta chilometri di bellezze artistiche e architettoniche, tra chiese romaniche, castelli e borghi medievali, monasteri e case coloniche... Un incanto che ha trovato il suo culmine a Monasterolo del Castello (BG), dove era in corso (8-11 novembre) la quinta edizione della Sagra del bollito misto.
Il maniero medievale sul lago, oggi di proprietà privata, è stato salvato da una contessa inglese giramondo nel 1937 che ne fece la sua residenza di villeggiatura. Da rudere, seppe trasformare questa dimora ricostruendo anche mura e giardini, questi diventati un parco botanico tra i più importanti dell’Italia del Nord con 700 specie arboree. Questo monastero benedettino fu distrutto all’epoca di Carlo Magno. Nel Medioevo, e fino al Duecento, divenne un forte per difendersi dagli eserciti nemici. Nel Rinascimento ebbe nuova vita come residenza di pregio, pur rimanendo una dimora fortificata.
Nel Settecento il suo splendore svanì: di quell’epoca rimane il portale gotico e i camminamenti delle mura, oltre al piccolo oratorio di Sant’Anna del Seicento. Destinato oggi a ricevimenti vari, non possiamo che augurare lunga vita a questa ennesima bellezza italiana.
Avvicinandoci al paese, giungeva alle nostre orecchie l’eco di musica popolare e folcloristica. Una volta arrivati, ci siamo trovati davanti agli occhi tutti gli uomini con camicia a quadri che preparavano la tipica fiera agricola con mostra del bestiame. L’invito da parte degli organizzatori, esteso anche al pubblico, era stato infatti quello di indossare camicie da pastore (o da boscaiolo), senza scordare un po’ di ironia.
Gente d’altri tempi nel modo di presentarsi e il parlare esclusivamente in dialetto stretto.
Le bancarelle abbondavano di prodotti gastronomici locali ed artigianali della tradizione contadina, attrezzature agricole, sculture in legno anche realizzate dal vivo. Abbiamo assistito all’elezione della pecora più bella mentre nella fattoria didattica i bambini imparavano a mungere e scoprivano come si tosano le pecore. Si poteva inoltre assistere alla ferratura dei cavalli.
Abbiamo infine potuto riscaldarci nella tensostruttura vicino al lago con un bel piatto di bollito: tre tagli di manzo, uno di gallina, lingua, salame e poi le verdure, carote e patate, il tutto condito da salse stuzzicanti e mostarde. Non avevamo purtroppo più fame per assaggiare una trippa molto ap­petitosa, ma sarà per l’anno prossimo…
Intanto iniziava un torneo di morra e qualcuno si metteva a ballare al suono della fisarmonica. Un clima semplice, allegro e genuino, che permette di ricaricare le batterie dagli stress quotidiani.
Josette Baverez Blanco

 

Didascalia: bollito misto servito alla sagra di Monasterolo del Castello (photo © www.invalcavallina.it).

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