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Eurocarni nr. 2, 2020

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 32)

Carni suine trasformate, OK sull’indicazione di provenienza

Lo scorso fine dicembre è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato Regioni sul decreto che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate, ovvero l’obbligo da parte di trasformatori e produttori di indicare l’origine dei suini. Il provvedimento prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita” (nome del Paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento” (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione” (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma “Origine” (nome del Paese). La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne provenga da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati Membri dell’Unione Europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: UE e extra UE”. «Il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i salumi è atteso dal 93% degli Italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per made in Italy» ha dichiarato il presidente Coldiretti Ettore Prandini, nell’esprimere soddisfazione per l’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni sul decreto, fortemente voluto dall’associazione, che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate. Il settore della produzione di salumi e carne di maiale — ricorda Coldiretti — in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi. «Occorre ora accelerare e compiere tutti i passi necessari per la definitiva entrata in vigore di un provvedimento che farà finalmente chiarezza rispetto ad una situazione che vede oggi tre prosciutti su quattro venduti in Italia fatti con cosce di maiali provenienti dall’estero, all’insaputa dei consumatori e facendo concorrenza sleale agli allevatori nazionali» ha aggiunto Prandini, sottolineando che «l’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie.

Le tappe di una battaglia per la trasparenza
«L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta da Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa» prosegue Prandini. «L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo made in Italy mentre, a partire dal 10 gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro».
A livello comunitario — conclude Coldiretti — il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.
Il raggiungimento dell’intesa è stato definito dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova un «passo importante verso la trasparenza. Ringrazio le Regioni e gli enti locali per l’intesa sul decreto, costruito insieme ai Ministeri dello Sviluppo economico e della Salute, che introduce l’obbligo di indicare l’origine delle carni suine trasformate. Questo provvedimento, atteso da molto tempo, conferma l’Italia all’avanguardia nella materia dell’etichettatura. Ora discuteremo con Bruxelles per l’autorizzazione dello schema nazionale e insisteremo con la Commissione UE per avere una legge europea per l’origine obbligatoria in tutti gli alimenti. È un diritto dei cittadini e dobbiamo garantirla».
Fonti: EFA News
European Food Agency
Coldiretti
MIPAAFT

 

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Mipaaft: intesa con Regioni su fondo suinicolo nazionale

«Dobbiamo lavorare insieme per rendere più forte la filiera suinicola italiana, tanto più in questa fase di mercato. Il Fondo suinicolo nazionale da 5 milioni di euro previsto dal decreto emergenze agricole è uno strumento in più in questa direzione per lavorare su contratti di filiera, innovazione nella valorizzazione delle carni, rafforzamento della trasparenza nella formazione del prezzo nelle commissioni uniche nazionali del settore. E poi vogliamo lavorare sul consumatore, informarlo di più e meglio con una campagna istituzionale e il coinvolgimento anche della grande distribuzione. Ringrazio le Regioni per il contributo attivo in queste scelte che possono dare prospettiva a tutto il comparto»: è questo quanto dichiarato dalla ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Teresa Bellanova commentando l’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni sul decreto che prevede la ripartizione delle risorse del Fondo suinicolo nazionale con una dotazione complessiva di 5 milioni di euro. Il fondo prevede:

  1. concessione di contributi per l’acquisto e l’installazione di macchinari di valutazione automatica delle carcasse suine Image-meater e AutoFOM, al fine di valorizzare le carni nazionali e garantire una più oggettiva trasparenza nella formazione del valore. Per tale attività si destinano 3 milioni di euro;
  2. finanziamento di campagne di comunicazione istituzionale e attività di informazione e promozione presso i consumatori funzionali alle attività di investimento del presente decreto e volte alla valorizzazione della filiera suinicola e in particolare delle produzioni di prosciutto Dop. Per tale attività si destinano 1,5 milioni di euro;
  3. sostegno per il rafforzamento della trasparenza nella determinazione dei prezzi indicativi da parte delle Commissioni Uniche Nazionali del settore suinicolo attraverso il potenziamento dell’acquisizione e delle analisi dei dati oggettivi di mercato e dell’aggiornamento dell’equazione di stima, anche con utilizzo di software avanzati e accordi con università e centri di ricerca. Per tale attività si destinano 0,5 milioni di euro.

(Fonte: EFA News – European Food Agency)

 

Didascalia: l’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo di una lunga battaglia condotta in nome della trasparenza (photo © www.sempionenews.it).

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