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Eurocarni nr. 11, 2020

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 32)

Indicazione obbligatoria del luogo di provenienza sull’etichetta delle carni suine trasformate

In data 15 novembre 2020, trascorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il Decreto Interministeriale del 6 agosto 2020 che introduce l’obbligo di indicazione in etichetta della provenienza delle materie prime impiegate nella produzione di prodotti derivati da carne suina. I prodotti inclusi nel campo di applicazione comprendono prodotti a base di carne (trasformata), preparazioni di carne, carni macinate nonché carni separate meccanicamente (carni suine). Le informazioni, che devono essere apposte nel campo visivo principale dell’etichetta, devono includere:

  • “Paese di nascita:…”;
  • “Paese di allevamento:…”;
  • “Paese di macellazione:…”.

Di seguito una sintesi delle indicazioni da inserire in etichetta:

  • se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile indicare la dicitura: “Origine:…”;
  • se le tre fasi avvengono in Italia è possibile indicare la dicitura: “100% italiano”;
  • se le tre fasi avvengono in uno o più Paesi Membri dell’UE è possibile indicare la dicitura: “Origine: UE”;
  • se le tre fasi avvengono in uno o più paesi non membri dell’UE è possibile indicare la dicitura: “Origine: extra UE”;
  • se le tre fasi avvengono in più paesi è possibile, a seconda dei casi, indicare la dicitura: “Origine: UE” oppure “Origine: extra UE” oppure “Origine: UE e extra UE”.

Le disposizioni si applicano esclusivamente ai prodotti legalmente fabbricati in Italia per la commercializzazione sul territorio italiano. I prodotti etichettati prima del 15 novembre 2020, con etichette non conformi al presente decreto, potranno essere commercializzati fino ad esaurimento scorte. Riportiamo di seguito il testo delle disposizioni del Decreto del 6 agosto 2020 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Disposizioni per l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate (20A04874) (GU n. 230 del 16.09.2020).

 

Art. 1 – Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano le definizioni seguenti:

  • “carni di ungulati domestici” di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale;
  • “carni macinate”, “carni separate meccanicamente”, “prodotti a base di carne” e “preparazioni di carni” di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale.

 

Art. 2 – Ambito di applicazione

1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 4 della Legge 3 febbraio 2011, n. 4, come modificato dall’art. 3-bis del Decreto Legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 febbraio 2019, n. 12, definisce le modalità di indicazione obbligatoria del luogo di provenienza di cui all’art. 2, paragrafo 2, lettera g) del Regolamento (UE) n. 1169/2011 per i seguenti alimenti:

  • carni di ungulati domestici della specie suine macinate, separate meccanicamente, preparazioni di carni suine e prodotti a base di carne suina.

2. Il presente decreto non si applica alle Indicazioni Geografiche Protette a norma dei Regolamenti 1151/2012/UE e 1308/2013/UE o protette in virtù di accordi internazionali.

 

Art. 3 – Modalità di indicazione del luogo di provenienza nell’etichettatura

  1. Al fine di assicurare una corretta e completa informazione ai consumatori, rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari e della concorrenza sleale, nonché la tutela dei diritti di proprietà industriale e commerciale anche delle Indicazioni Geografiche semplici, è obbligatorio riportare nelle etichette dei prodotti di cui all’art. 2 l’indicazione del luogo di provenienza della carne suina con le modalità di cui all’art. 4.
  2. L’indicazione del luogo di provenienza della carne suina è apposta in etichetta nel campo visivo principale ed è stampata in modo da risultare facilmente visibile e chiaramente leggibile. Essa non deve essere in nessun modo nascosta, oscurata, limitata o separata da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri elementi suscettibili di interferire. Le medesime indicazioni sono stampate in caratteri la cui parte mediana (altezza della x), definita nell’allegato IV del Regolamento (UE) n. 1169/2011, non è inferiore a 1,2 millimetri.
  3. Nel caso di imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore misura meno di 80 cm2, l’altezza della x della dimensione dei caratteri di cui al comma 2 è pari o superiore a 0,9 mm.

 

Art. 4 – Disposizioni in materia di etichettatura obbligatoria della carne di specie suina trasformata

1. L’indicazione del luogo di provenienza delle carni di cui all’art. 2 include le seguenti informazioni:

  • “Paese di nascita: (nome del Paese di nascita degli animali)”;
  • “Paese di allevamento: (nome del Paese di allevamento degli animali)”;
  • “Paese di macellazione: (nome del Paese in cui sono stati macellati gli animali)”.

2. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso Paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del Paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.

3. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”.

4. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati non Membri dell’Unione Europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: extra UE”.

5. Qualora l’indicazione dell’origine di cui al comma 1 si riferisca a più di uno Stato, il riferimento al nome del Paese può essere sostituito dai termini “UE”, “extra UE” o “UE o extra UE”, a seconda dei casi.

 

Art. 5 – Controlli e sanzioni

  1. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni delle disposizioni relative all’indicazione obbligatoria della provenienza previste dal presente decreto e dai decreti attuativi, si applicano le sanzioni previste dal Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 231.
  2. Restano ferme le competenze spettanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato ai sensi del Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 145, e del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e quelle spettanti, ai sensi della normativa vigente, agli organi preposti all’accertamento delle violazioni.
  3. I soggetti che svolgono attività di controllo sono tenuti agli obblighi di riservatezza sulle informazioni acquisite in conformità alla vigente legislazione.

 

Art. 6 – Clausola di mutuo riconoscimento

  1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai prodotti di cui all’art. 2 legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato Membro dell’Unione Europea o in Turchia o in uno Stato parte contraente dell’accordo sullo Spazio economico europeo.

 

Art. 7 – Disposizioni transitorie

  1. Il presente decreto si applica fino al 31 dicembre 2021, in via sperimentale.
  2. I prodotti di cui all’art. 2, che non soddisfano i requisiti di cui al presente decreto, immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore dello stesso, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte o, comunque, entro il termine di conservazione previsto in etichetta.
  3. Il presente decreto è trasmesso al competente organo di controllo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore dopo sessanta giorni dalla data della sua pubblicazione.

Roma, 6 agosto 2020

 

Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Teresa Bellanova

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Stefano Patuanelli

Il Ministro della Salute

Roberto Speranza

 

Registrato alla Corte dei conti il 3 settembre 2020.

Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Reg. n. 827.

 

Altre notizie

 

Nuova squadra di presidenza di ASSOCARNI per il triennio 2020-2023: Luigi Scordamaglia è presidente

Si è tenuta lo scorso 30 settembre l’assemblea di ASSOCARNI, l’associazione delle carni aderente a Confindustria, che ha eletto la nuova squadra di presidenza per il periodo 2020-2023. Luigi Scordamaglia, AD di Inalca del Gruppo Cremonini, è stato eletto presidente; Piero Camilli, Giampiero Carozza, Antonio Fiorani, Fabio Martini, Elena Angiolini Massironi e Gian Luca Vercelli sono stati eletti vicepresidenti. Rinnovato anche il Consiglio generale dell’associazione. Luigi Cremonini, fondatore ed ispiratore dell’associazione, rimane di diritto nel Comitato di presidenza. «È un momento di grande cambiamento con grandi sfide che bisogna saper cogliere e le associazioni di rappresentanza devono far evolvere la propria funzione superando meccanismi e ruoli non più attuali. Come ASSOCARNI abbiamo sempre anticipato i cambiamenti e vogliamo continuare a farlo con tutte le sinergie possibili, puntando sempre più su un modello di filiera integrata e di produzione sostenibile e distintiva» ha dichiarato al momento dell’insediamento il neopresidente, ricordando che l’intera filiera delle carni vale in Italia 32 miliardi di euro con oltre 180.000 addetti complessivi.

>> Link: www.assocarni.it

 

Didascalia: si applicherà “in via sperimentale” e fino al 31 dicembre 2021 il decreto interministeriale sull’indicazione obbligatoria di provenienza nell’etichettatura delle carni suine trasformate. Il decreto si applica alle carni di ungulati domestici, carni macinate, carni separate meccanicamente, prodotti a base di carne e preparazioni di carni.

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