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Eurocarni nr. 1, 2020

Rubrica: Speciale UECBV
(Articolo di pagina 44)

Ad Atene con l’UECBV per riflettere sul futuro dell’industria delle carni

L’UECBV, Unione Europea del Bestiame e del Commercio delle carni, con base a Bruxelles e un’ampia rappresentanza nei Paesi UE, sta facendo fronte alle complesse sfide con cui oggi il comparto carni si trova a fare i conti. Lo scorso 8 novembre, UECBV e YEMCo, il suo comitato dei giovani imprenditori europei, hanno scelto Atene per l’annuale riunione generale, a cui è stato dato il titolo di “Meet the Present – Make the Future”. Circa 200 i partecipanti, provenienti dalla maggior parte dei Paesi Membri dell’UECBV e anche da alcuni paesi partner, come Giappone, Australia e Nuova Zelanda, in qualità di rappresentanti di associazioni nazionali e operatori del commercio e dell’industria del bestiame e della carne. Gli interventi dei circa 20 speaker e membri del panel sono stati suddivisi in due sessioni di lavoro: “Politica commerciale e interazioni all’interno del quadro economico UE / extra UE. Potenziale e futuro alla luce del nuovo accordo verde della Commissione europea” e “Industria della carne 4.0. In che modo le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate nel settore delle carni per far fronte alla carenza di manodopera e per rispondere ai nuovi obiettivi di sostenibilità del Green Deal della Commissione europea?”.
Per quanto concerne le crescenti critiche nei confronti del settore zootecnico e della carne, è stato sottolineato che gli operatori dell’UE stano già facendo molto per assumersi la responsabilità di migliorare; tuttavia, molto di più dovrebbe essere comunicato all’esterno. A causa della frequente disinformazione riguardante tematiche essenziali come il rapporto tra salute e consumo di carne e la sostenibilità del settore zootecnico, occorre infatti intensificare e migliorare ancora il lavoro di comunicazione, focalizzando l’attenzione di media e consumatori su fatti e basi scientifiche e sottolineando l’alto valore della produzione animale. L’Industria 4.0 è vista come una “cassetta degli attrezzi” da cui scaturirà la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, coinvolgendo il settore del bestiame e della carne. Il pilastro europeo dei diritti sociali dovrà entrare a far parte della strategia UECBV, da realizzare nel quadro del Green Deal, in vista di una produzione sostenibile con un risultato “senza perdenti”.

Quadro economico potenziale e futuro alla luce del Green Deal
Nel panel presieduto da Margaret Boanas (UECBV) e moderato da Georgios Didangelos (EDOK), Philippe Chotteau (IDELE) ha sottolineato le prospettive sull’aumento del consumo di carne nel Mediterraneo sud-orientale, in particolare manzo e vitello, e il commercio del bestiame vivo. Chotteau ha stimato un aumento della concorrenza in quest’area, intensificata anche dall’accordo col Mercosur. È stata quindi analizzata la strategia di export nei paesi dell’UE che si presenta piuttosto eterogenea. «La Spagna, per esempio, è orientata ai mercati esteri e il 50% delle sue esportazioni è destinato a Paesi Terzi. L’Italia si rivolge invece principalmente al mercato intraeuropeo mentre la Grecia ai mercati vicini, la Bulgaria e Cipro». Enrique Oliveira Moralejo, voce dell’UECBV nelle discussioni del panel, ha sottolineato l’elevato valore aggiunto della zootecnia per la tutela della biodiversità, per il mantenimento delle aree rurali, la conservazione del paesaggio e l’alto valore nutrizionale dell’alimento carne.

L’utilizzo delle nuove tecnologie per far fronte alla carenza di manodopera e per rispondere ai nuovi obiettivi di sostenibilità del Green Deal della Commissione
Questo panel di discussione, presieduto da Jos Goebbels (UECBV), e moderato da Andreas Georgoudis (EDOK), ha dato voce al viceministro greco Fotini Arabatzis, che ha sottolineato quanto la zootecnia sostenibile sia innovativa, aggiungendo che «il nostro obiettivo dovrebbe essere armonizzare la produzione con il reale potenziale del nostro Paese». Daniel Azevedo (Copa-Cogeca) ha parlato di PAC e nuove tecnologie. «Sosteniamo la Politica Agricola Comune, ma la Commissione europea vuole ridurre gli aiuti e ciò avrà solo un impatto negativo», ha affermato, aggiungendo che gli operatori investono nelle nuove tecnologie non solo perché i loro costi sono bassi ma perché, in un’ottica di medio-periodo, esse fanno da leva ad un maggior rendimento economico. «La tecnologia digitale aiuta le piccole aziende agricole a promuovere i loro prodotti a livello locale o a vendere gli animali prima che l’ingrasso sia completato», ha sottolineato il direttore del Copa-Cogeca, aggiungendo che il commercio del bestiame è strategico per gli agricoltori. «La comunità agricola dell’UE è impegnata e orgogliosa del modello di produzione dell’UE. Tuttavia, gli agricoltori dell’UE non hanno ancora ottenuto il pieno riconoscimento da parte del mercato per il loro incredibile lavoro». Sul fronte delle nuove tecnologie Niels-Henrik Grothe, direttore dell’Automatizzazione presso il Danish Technological Institute, ha parlato di customizzazione. «La vera soluzione al problema è sviluppare una strategia, non la tecnologia in sé, e Industria 4.0 è uno strumento. Negli scenari futuri ci sono 3 principali driver comuni: l’aumento della domanda di personalizzazione (il che significa essere più flessibili di oggi e convertire il prodotto in uno a maggior valore aggiunto), aumentare la sostenibilità e attrarre nuove tecnologie. Klemens van Betteray, vicepresidente di CSB-System AG e docente dell’Università di Bonn, ha portato l’esempio della Germania. «Nel mio Paese i processi IT diventano sempre più veloci e l’automazione è il motore dell’Industria 4.0, con un grosso lavoro sui sistemi di sensori e sull’elaborazione delle immagini. L’automazione dell’in­tralogistica continuerà, consentendo una migliore igiene con vantaggi in termini di costi». Il concetto di base è quello della Smart Meat Factory con un sistema ERP ad alte prestazioni. Van Betteray ha concluso il suo intervento sottolineando che la digitalizzazione garantisce la competitività delle imprese e la digitalizzazione supporta i requisiti per la gestione della sostenibilità.

>> Link: www.uecbv.euwww.uecbv.eu/en/yemco

 

Nota
L’Unione Europea del Bestiame e del Commercio delle carni (UECBV) è l’emanazione delle federazioni nazionali che rappresentano mercati del bestiame, commercianti di animali vivi e di carne bovina, equina, ovina e suina e dell’industria della carne (macelli, laboratori di taglio e preparazione della carne). Cinquantatré federazioni nazionali e regionali di ventiquattro dei ventotto Stati Membri dell’Unione Europea, ma anche di Giappone, Norvegia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina. In totale, circa 20.000 aziende di tutte le dimensioni sono raggruppate all’interno dell’UECBV e delle sue federazioni nazionali e internazionali. Il comitato europeo dei giovani imprenditori nel settore della carne (YEMCo) fa parte di UECBV. L’attività di YEMCo supporta il network europeo di giovani professionisti nel settore della carne, consentendo così una cooperazione su più fronti e maggiori opportunità di business.

 

“Nel corso dell’assemblea generale di UECBV e YEMCo 2019, svoltosi ad Atene lo scorso novembre, sono state affrontate le sfide politiche ed economiche dell’industria europea della carne. Il primo argomento chiave ha riguardato il commercio con i Paesi del Mediterraneo, mentre il secondo verteva sulle tendenze e sulle evoluzioni odierne nel commercio internazionale rispetto ai temi della sostenibilità e della carenza di manodopera. Entrambi gli argomenti sono stati discussi alla luce di come l’Industria 4.0 possa aiutare ad affrontare queste sfide, in particolare in vista dell’atteso nuovo Green Deal della Commissione UE per il raggiungimento di obiettivi sostenibili”.

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