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Eurocarni nr. 1, 2020

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 30)

La prima crisi alimentare globale?

L’allarme rosso legato all’instabilità del mercato mondiale delle carni suine richiede azioni immediate. A Milano, ASS.I.CA. ha messo insieme tecnici, politici e rappresentanti della filiera per chiedere a gran voce soluzioni rapide, con la presenza di 500 operatori che esigono risposte e soluzioni

È un’industria che vale circa 8 miliardi di fatturato e che rischia il collasso, con aumenti dei prezzi delle materie prime che arrivano al 40%, oltre ai 200 milioni di suini falcidiati dalla Peste Suina Africana (PSA), che in Cina ha creato un’epidemia che ha generato la prima crisi alimentare globale con cui dovremo fare i conti per parecchio tempo. Questi sono i numeri che hanno portato ASS.I.CA. (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) ad organizzare lo scorso fine novembre un momento di confronto con le istituzioni, gli operatori e gli analisti finanziari, per fare il punto sulla grave situazione che vive la filiera e correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Nicola Levoni, ASS.I.CA.: i perché di un incontro fortemente voluto
«L’incontro è fondamentale per la sopravvivenza stessa di un comparto che, ricordiamo, ha circa 900 aziende di tipo industriale che danno occupazione a quasi 30.000 persone. Stiamo vivendo da troppo tempo una serie di problematiche senza precedenti che stanno sfinendo le imprese del settore, dalla vera e propria mancanza della materia prima — mai così grave dal dopoguerra — fino al problema dei dazi negli USA e al rallentamento degli scambi mondiali in generale» ha affermato Nicola Levoni, presidente di ASS.I.CA. «Se le condizioni di mercato non miglioreranno sensibilmente nei prossimi mesi, consentendo un adeguato riconoscimento del prezzo finale del prodotto, già a partire da marzo almeno il 30% delle nostre imprese si troveranno in una situazione di difficoltà economica e finanziaria».

Prezzi fuori controllo per le carni suine
Al centro di questa “tempesta perfetta”, i fortissimi rincari della carne suina, dovuti all’aumento della domanda in Cina che ha portato ad una scarsità della materia prima in tutto il resto del mondo ed al conseguente elevato aumento dei prezzi anche per le carni di altre specie (bovine e avicole). A partire dal mese di gennaio 2019 in tutta Europa, infatti, si sono verificati forti incrementi, che da marzo sono arrivati a colpire anche le carni italiane. Ad esempio, i prezzi dei suini da macello di 160-176 kg, che in Italia sono fissati dalla Commissione Unica nazionale sulla base di indicazioni raccolte settimanalmente sulla filiera, sono passati dagli 1,27 e/kg di gennaio agli 1,79 e/kg di fine novembre per un balzo di oltre il 40%. Allo stesso modo, anche i tagli di carne suina fresca hanno registrato incrementi, raggiungendo picchi preoccupanti in novembre per spalla (+40%), pancetta (+73%) e coppa (+20%). Sono risultate in crescita anche le cosce fresche per la produzione dei prosciutti crudi, che hanno toccato +16%. Per l’industria di trasformazione il costo della materia prima rappresenta dal 50% fino al 75% in alcuni casi del costo totale di produzione. Incrementi come quelli che si stanno registrando sono diventati insostenibili per l’industria della produzione di salumi. «La situazione è difficile ma non possiamo permetterci di non pensare a correttivi in ottica di medio lungo periodo. La forte domanda di proteine animali proveniente dai mercati del Sud-Est asiatico e la ricerca di prodotti di qualità nei mercati maturi devono spingerci a trovare soluzioni nuove per rilanciare il settore. Per questo siamo qui a Milano, non solo per discutere della difficile situazione congiunturale che stiamo attraversando, ma per trovare soluzioni immediate che diano ossigeno alle aziende per guardare al futuro con ottimismo» ha continuato il presidente Levoni. «Abbiamo già aperto un proficuo dialogo con le istituzioni. La presenza oggi della ministra Teresa Bellanova ci conferma che c’è attenzione da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Chiediamo al Governo l’istituzionalizzazione del tavolo bilaterale con la GDO e un accordo su alcune misure finanziarie ad hoc. Chiediamo inoltre la realizzazione di campagne di comunicazione volte ad informare il consumatore, a valorizzare correttamente l’immagine della salumeria italiana, ripristinando il giusto collegamento qualità/prezzo al consumo e a sostenere/promuovere i consumi interni. All’Europa chiediamo, con la collaborazione del Governo, flessibilità nel giudicare misure nazionali di aiuto a tempo determinato, uno strumento di sostegno per l’industria simile a quelli già previsti per le fasi di produzione primaria, lo stanziamento di risorse mirate per azioni di informazione e di promozione riguardanti i prodotti del settore realizzate nel mercato interno e nei Paesi Terzi. Nessuna di queste iniziative, da sola, è in grado di risollevare le sorti del settore in questo periodo difficile, ma sono convinto che una loro combinazione, insieme alla determinazione, all’orgoglio e alla voglia di continuare a investire nel nostro mestiere di imprenditori, possa rappresentare un aiuto vitale».

Justin Sherrard, Rabobank: numeri e scenari presenti e futuri delle proteine animali
Justin Sherrard di Rabobank è stato lapidario nell’affermare che, oggi come oggi, non siamo nella posizione di cambiare i mercati. L’andamento dei prezzi di fine 2019 poteva certamente essere prevedibile nei trend ma non certo con la portata registrata tra ottobre e dicembre. A livello mondiale, i prezzi del suino hanno raggiunto livelli record, mentre le barriere commerciali continuano a limitare il vantaggio per gli USA e il Canada. I prezzi continueranno ad aumentare mentre i mercati cercheranno di bilanciare domanda e offerta mettendo in atto meccanismi di aggiustamento che sembrano funzionare meglio in Paesi come Germania, Francia e Spagna. Oggi, ha detto Sherrard, viviamo in una fase storica nella quale il commercio diventa via via più complesso da stimare. Nel caso delle carni suine, l’analisi globale deve prendere in considerazione quattro tematiche:

  1. la PSA, che ha creato un “effetto domino” di crisi globale a livello mondiale;
  2. le dinamiche del commercio internazionale;
  3. il tema della sostenibilità oggi nell’agenda di allevatori, trasformatori e, non ultimo, dei consumatori;
  4. infine, punto da non sottovalutare, il diffondersi delle proteine alternative.

Sherrard ha più volte ribadito che questa è e sarà una lunga crisi, di cui beneficerà sicuramente l’industria esportatrice ma che penalizzerà pesantemente quella salumiera che si trova a fare i conti con una materia prima troppo costosa rispetto al prezzo di vendita del prodotto lavorato e finito.

Massimiliano Giansanti, Confagricoltura: alla ricerca di nuovi equilibri nel mercato
«Le dinamiche del mercato tra produttori, trasformatori e GDO vanno ribilanciate prendendo a esempio ciò che è stato fatto in Spagna e Francia» ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Occorre creare un sistema di relazioni forti, abbandonando la logica della contrapposizione».

Ettore Prandini, Coldiretti: lavorare nell’ottica del medio-lungo periodo
«L’errore commesso dall’Italia è sempre stato quello di dare risposte solo nel breve periodo» ha sottolineato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. «Occorre invece lavorare in un’ottica di medio e lungo periodo, focalizzandosi sull’efficienza, sulle nuove tecnologie, sugli investimenti strutturali, operando per quell’efficientamento che ci porta ad essere più competitivi quando si aprono i mercati».

Maura Latini, Coop Italia: la parola al mondo retail
«Quanto possono accettare i consumatori a livello di rincari prezzi?». Questa è la domanda che si è posta Maura Latini, AD di Coop Italia, una voce della GDO che ha accettato il confronto in questa giornata di analisi della crisi del settore. «Noi di Coop Italia stiamo lavorando per trovare soluzioni e lo facciamo insieme ai nostri fornitori». Latini ha ricordato che l’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non ha ancora recuperato i livelli di consumo pre crisi, anche se la sua insegna nel comparto dei salumi ha registrato segni di ripresa. «Questa è la prima crisi alimentare globale e sarà lunga» ha detto Latini. «Che fare, allora? Forse è bene domandarci se siamo sicuri che questa modalità di produrre e di consumare spinta all’eccesso non sia in fondo il rovescio della medaglia. Forse dovremmo cambiare direzione, avere più rispetto della materia prima, del modo di produrre e di consumare» ha detto l’AD di Coop Italia, aggiungendo che sarebbe anche ora che il comparto salumiero italiano facesse un lavoro di ammodernamento della filiera, guardando ai cosiddetti “prodotti di domani”.

Paolo De Castro: la crisi vista dentro all’UE
«L’UE cerca di fare la propria parte e, a tale proposito, ha recentemente creato la direttiva contro le pratiche sleali proprio per dare risposte unitarie e concrete al commercio europeo» ha detto in collegamento web l’eurodeputato Paolo De Castro, tra i massimi esperti di politiche agroalimentari comunitarie. «Questa crisi è globale e ha comportato un incremento dei prezzi della materia prima tale da mettere in ginocchio l’industria salumiera» ha aggiunto De Castro, precisando che «la situazione va analizzata in un contesto europeo. Non è facile trasferire sul prezzo finale le difficoltà che stanno vivendo le imprese. Serve una soluzione politica, ma fuori dalla PAC, dato che questa si occupa degli agricoltori. Dobbiamo integrare le filiere e trovare soluzioni concertate».

Simona Caselli: pragmaticità e azione col modello Emilia-Romagna
«Questa situazione di mercato è semplicemente non più sostenibile» ha esordito Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna. Scatenando più di un applauso da parte dei presenti, Caselli ha ribadito con forza che l’unica soluzione è quella di mettersi intorno ad un tavolo «per condividere oneri e onori e ricompattare la filiera che ad oggi, soprattutto nella parte allevatoriale, si presenta molto frammentata».
Fonti: ASS.I.CA. – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi – www.assica.it
Rabobank – 3tre3.it

 

Bellanova: la trasparenza dovrà essere la cifra distintiva del settore suinicolo italiano

Trasparenza, filiera, futuro. Sono le parole chiave dell’intervento della ministra Teresa Bellanova a conclusione del convegno promosso da Ass.i.ca. sui principali temi e difficoltà delle imprese italiane di macellazione e trasformazione delle carni suine. «Non dobbiamo avere paura della trasparenza: deve diventare la cifra distintiva del settore suinicolo italiano» ha esordito la ministra Bellanova. «Apriamo una pagina nuova insieme. Abbiamo un sistema di controlli che funziona e che dobbiamo rafforzare. Uno straordinario patrimonio di Dop e Igp delle carni di suino trasformate. La possibilità di rilanciare. I nuovi piani di controllo della filiera produttiva a monte e i nuovi disciplinari — una volta approvati — daranno un contributo importante. Come Ministero, vogliamo accompagnare al meglio questa fase. Per questo abbiamo predisposto un decreto sull’origine in etichetta sulle carni di suino trasformate, un decreto sui controlli dei tipi genetici per tutte le produzioni Dop, un decreto per l’istituzione del Fondo suinicolo nazionale. Tre parti di un intervento che deve essere utile per comunicare a tutto il mondo che la filiera suinicola nazionale è forte e sicura». Quanto alla filiera, Teresa Bellanova ha sottolineato la necessità di «puntare su investimenti innovativi nelle macchine per valorizzare meglio e in maniera più oggettiva la carne come condizione per una rinnovata fiducia tra allevatori e macellatori». E ha annunciato l’investimento di almeno 1,5 milioni di euro in una forte campagna di comunicazione istituzionale a sostegno dei prodotti della salumeria italiana, «quelli tutelati e non solo». «Chiederemo alla Grande Distribuzione — ha detto la ministra — di essere insieme a noi, enfatizzando le qualità dei prodotti delle filiere zootecniche nazionali e, ad esempio, dedicando un mese a tutte le produzioni Dop e Igp della salumeria italiana, anche a quelle a base di carne bovina. Questa campagna sarà condivisa con tutti gli attori della filiera, da costruire nel solco dei lavori avviati con il finanziamento del “piano carni”, e dovrà servire sì a sostenere i consumi ma soprattutto a costruire un’alleanza con i cittadini, con i consumatori. Il nostro obiettivo è garantire futuro alla filiera» (in basso, la ministra del MIPAAF Teresa Bellanova con il presidente di ASS.I.CA. Nicola Levoni; photo © ASS.I.CA.).

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