Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 8, 2019

Rubrica: Macellerie d'Italia
(Articolo di pagina 58)

Cooperativa Valcarne: un nuovo punto vendita per raccontare un territorio

Rinnovarsi per crescere a partire dall’immagine

Lo scorso mese di agosto a Busche, in provincia di Belluno, sul piazzale antistante Lattebusche, cooperativa veneta di riferimento per il latte e i prodotti derivati, apriva un punto vendita che si distanziava dagli altri tre posseduti da Valcarne, cooperativa con sede a Feltre, molto radicata nel territorio. Nata nel 1974 dall’idea di alcuni allevatori del Bellunese per valorizzare le proprie produzioni, oggi Valcarne ha una novantina di soci e vende carne in una filiera breve produttore-consumatore con macellai esperti. La scelta di Busche ha segnato un “cambio di passo” della cooperativa, dal punto di vista degli obiettivi di vendita, così come di presentazione e comunicazione. C’era infatti da parte di Valcarne la volontà di ampliare il target della propria clientela con i turisti, poiché il paese è una vera e propria porta sulle Dolomiti; proporre piatti pronti di rosticceria e preparati da cuocere che fossero particolarmente apprezzabili dai turisti; raccontare il territorio per valorizzarlo e tutelarlo; affiancarsi ad eccellenze locali agroalimentari (adiacenti al negozio, infatti, ci sono i punti vendita di altre due cooperative della zona); testare nuove modalità comunicative per il settore carne. Il progetto pilota di Busche è stato opera dello studio di architettura di Camisano Vicentino (VI) MAMA, che ha curato interior design e comunicazione, con l’obiettivo di far diventare il nuovo negozio un punto di connessione e dialogo fra allevatore e consumatore in un ambiente sobrio ed elegante. Sul versante interior design, MAMA ha selezionato una palette colori e materiali legata al territorio: il rosa delle Dolomiti, messo in risalto da un caldo grigio scuro, e molto abete per il soffitto e le travi a vista, i frontali del lungo banco carne, i piani di tavolini, panche e mensole e i fitti listelli verticali delle boiserie. Il grigio scuro è ripreso dalle piastrelle del pavimento, dalle strutture in metallo di espositori, tavoli e panche e dalle lampade che ricordano il campanaccio delle mucche, stringa di cuoio compresa.
Le scelte di pura comunicazione, per rendere il punto vendita connettore e facilitatore del dialogo fra allevatore e consumatore, sono iniziate col logo. Rinnovato da una grafica che riprende le Dolomiti, si arricchisce della scritta “sapori bellunesi”, scelte che enfatizzano quel legame essenziale. La comunicazione interna del negozio è fatta di grandi foto, pannelli esplicativi, cartoline e piccoli dépliant da prendere come ricordo o per avere un consiglio sempre a portata di mano. Tutti assieme raccontano in modo semplice ed empatico l’attività degli allevatori e la loro passione per il territorio e fanno riflettere su quanto lavoro e attenzione richiedano i prodotti Valcarne. Ad un anno dall’avvio, il progetto pilota è vincente: alti il gradimento dei clienti, l’afflusso di locali e turisti, il consumo di piatti di gastronomia e pronti da cuocere. Gli allevatori Valcarne si preparano così ad inserire il reparto di gastronomia anche negli altri punti vendita e a uniformarli alla nuova immagine, felici che l’amore per il territorio e la dedizione per il proprio lavoro siano stati riconosciuti e apprezzati.

MamaOdA – Officina d’Architettura
Via Stadio 2 – 36043 Camisano Vicentino (VI)
Telefono: 0444 023252

Link: www.mamaoda.com

 

Valcarne – Cooperativa Feltrina
S. Vittore produttori agricoli Srl – Via Peschiera 2
32032 Feltre (BL) – Telefono: 0439 81522

Link: www.valcarne.it

 

Altre notizie

Il “boccone del macellaio” firmato Compral Carni conquista i buongustai: nasce così il Fassone spider steak dello chef Riccardo Milone

Il noto gastronomo Beppe Bigazzi sostiene che nell’anteriore del bovino ci sarebbero alcuni tagli detti “il boccone del cuoco” o “boccone del macellaio”, ad indicare lo loro straordinaria bontà. Tagli coi quali si può fare di tutto: dai bolliti agli stufati, dai brasati agli arrosti, allo spezzatino. In Piemonte, e in particolare nel Cuneese, il bucun del maslé per eccellenza si trova nel posteriore ed è il cosiddetto ragno o ragnetto, così chiamato per la forma che ricorda vagamente una ragnatela in virtù dei tre tendini e relative venature di grasso che la caratterizzano e che sono all’origine della sua succulenza. Si tratta di un taglio particolare molto apprezzato nella cucina anglosassone: lo chiamano spider steak. Si trova all’interno dell’osso dell’anca e la spiccata marezzatura facilita la morbidezza durante la cottura che, unita a un’intensità di gusto tipica dei tagli poveri, porta a un risultato eccellente. In casa Compral, dove da tempo prosegue la ricerca e conseguente valorizzazione dell’intero capo bovino appartenente alla pregiata razza Piemontese, è lo chef Riccardo Milone (photo © Compral) a cimentarsi nel compito di elaborare ai fornelli i tagli sezionati e porzionati dai macellai del laboratorio aziendale. Nel suo ristorante alla Società Agricola di San Grato a Villanova Mondovì (CN), Milone, dopo vari test, ha deciso di proporre il proprio personale spider steak in modalità “tagliata”, pur riconoscendo che per la sua versatilità è ottima anche come arrosto o brasato. La cottura alla griglia richiede alcuni accorgimenti. «La carne va tirata fuori dal frigo per tempo e portata a temperatura ambiente» spiega Milone. «A questo punto, procedo massaggiandola con l’ausilio di un buon olio extravergine di oliva e quindi la lascio ancora riposare. Scaldo la griglia e, quando è rovente, sistemo il mio ragno cuocendolo su un lato per pochi minuti, per poi rivoltarlo e completare l’opera. Sale grosso e una spolverata di pepe nero sui due lati, poi la impiatto tagliata, aggiungendo un condimento leggero, che può essere a base di semplici erbe aromatiche oppure una salsina delicata. Il piatto è pronto, accompagnato da verdurine, per il gradimento dei commensali, che è garantito». Sostenitore della tesi — ampiamente condivisa dai gourmet — che la carne di razza Piemontese è eccellente “dal muso alla coda”, il direttore della cooperativa di allevatori Compral, Bartolomeo Bovetti, ricorda il percorso compiuto assieme allo chef giramondo di Villanova, che ha alle spalle una dozzina di anni americani da New York alla West Coast, in cui si è specializzato nella lavorazione della carne. «Con Milone — racconta il dottor Bovetti — abbiamo iniziato una proficua collaborazione in occasione dell’Expo di Milano, presentando la nostra offerta completa e variegata di carni di Fassone. Poi ci siamo lanciati nell’esperienza in franchising della Fassoneria, che conta già una decina di locali in tutta Italia, dove la ristorazione è tutta all’insegna della razza Piemontese. La sua creatività ha consentito di mettere a punto tante gustose proposte, come i panini di Fassona Beef on Week e il Gaucho al fondo bruno. Ora stiamo ampliando l’offerta, dando valore a tagli quali appunto il ragno, che da veri bocconi del macellaio portiamo in degustazione ai nostri clienti». Come al solito, è la conoscenza a fare la differenza. Mangiare bene e spendere meno non è un controsenso, se si conoscono le materie prime.

 

Gabriella e Claudio Limberti: da quindici anni a Vercelli tanta carne e un legame forte con il territorio

Ad ogni primavera la manifestazione “La Fattoria in città” rappresenta per il comune piemontese di Vercelli una bella occasione per condividere con i propri abitanti, “grandi e piccoli”, i temi dell’agricoltura, della vita rurale, dell’allevamento e delle origini contadine della cittadina. Quest’anno la manifestazione è giunta alla quindicesima edizione e ha coinciso con un anniversario importante: gli 800 anni della posa della prima pietra della Basilica di Sant’Andrea, la prima basilica in stile gotico costruita in Italia, e della Magna Charta, che per l’occasione è stata esposta a Vercelli fino al 9 giugno.

Il magico numero 15 di un evento e di una macelleria che ne rappresenta l’anima
Quest’anno c’era però anche un altro anniversario da festeggiare, per un’importante realtà vercellese come è a tutti gli effetti la Bottega della Carne – Macelleria Limberti (Via Guido Cavalcanti 27, Vercelli; telefono: 0161 257729). «“Quindici anni di poesia per un’età che non ritorna” diceva la strofa di una canzone degli anni ‘70 e quindici sono anche gli anni di attività della nostra macelleria, e altrettanti di connubio con il Coalvi, quando ci siamo trasformati In risto-macelleria col nostro brand Rosso27». Sono queste le parole di Gabriella e Claudio Limberti, punto di riferimento e di ristoro anche in quella che è, senza ombra di dubbio, la più grande manifestazione vercellese organizzata da Ascom, tra animali domestici, falconieri, aree didattiche, concerti e parco giochi. Il tema dell’edizione 2019 era improntato appunto sulla Magna Charta e sulla figura del cardinale Guala Bicheri, e i nostri butcher non potevano non presentare una battuta a coltello studiata per la ricorrenza: la Magna Charnem, una tartare con una punta di agrodolce alla ciliegia accoppiata ad un’altra con tocco di cappero pantesco essiccato, mentre nel proprio stand i piatti che l’hanno fatta da padrone sono stati la battuta a coltello, la tagliata, gli hamburger, tutti rigorosamente di Fassone piemontese, accompagnati dalla giardiniera e da piatti tipici come la finanziera. Da macelleria a ristoretail, a street food? «Diciamo che partecipare ad un grande evento nella propria città è quasi un obbligo, però io lo chiamerei home food, anzi cibo di casa» Parola di Claudio Limberti.

 

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