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Eurocarni nr. 8, 2019

Rubrica: Assemblee
(Articolo di pagina 110)

Assemblea ASS.I.CA.: la filiera dei salumi e il made in Italy alimentare

Settore salumiero 2018: fatturato, produzione, consumi ed export

Si è svolta lo scorso 13 giugno, a Roma, l’assemblea annuale di ASS.I.CA., l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria. Al centro della discussione è stato posto il tema del futuro dell’intera filiera, oltre alla presentazione dei dati economici di un settore, quello dei salumi, che registra una lieve crescita nell’export e una flessione nei consumi. Le aziende associate ad ASS.I.CA. — circa 180, rappresentative dei più importanti marchi della salumeria italiana — esprimono l’80% del fatturato industriale della produzione delle carni trasformate (salumi, carni in scatola, grassi suini lavorati) pari a oltre 8 miliardi di euro. Di questi, circa 1,5 miliardi di euro provengono dall’export. Il saldo commerciale del settore ha registrato un incremento del 1,5% per oltre 1,3 miliardi di euro. «Il 2018 ha segnato un incremento dei livelli produttivi del settore suinicolo, caratterizzato tuttavia da consumi stagnanti e da un rallentamento della crescita delle esportazioni» ha affermato il presidente di ASS.I.CA. Nicola Levoni. «In questo contesto mutevole e volatile, abbiamo proposto soluzioni alla nostra politica che, con tempestività e impegno, ha messo a punto con noi risposte concrete. Registriamo dunque con estremo favore la previsione nel Decreto Emergenze in agricoltura di un apposito fondo per l’ammodernamento, l’innovazione e la promozione del settore suinicolo. Un segnale di attenzione tempestivo, concreto e niente affatto trascurabile. E l’approccio trasversale a tutte le forze parlamentari e di governo con cui è stato portato avanti questo provvedimento ci conferma ancora una volta di quanto il nostro settore e l’agroalimentare tutto siano effettivamente al centro del rilancio del nostro Paese».

Consumi interni: il cotto sempre in cima alle preferenze degli Italiani
Nel 2018 è risultata in aumento la produzione di salumi, che ha chiuso i dodici mesi attestandosi a oltre 1,184 milioni di tonnellate da 1,177 del 2017 (+0,6%). Il valore della produzione ha mostrato una crescita più sostenuta, portandosi a 8.081,9 milioni di euro (+1,3%). Flessione invece nei consumi (–0,9% per 1,049 milioni di tonnellate), che vede però le preferenze degli Italiani invariate rispetto allo scorso anno: al primo posto sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 26,4% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 21,8%, da mortadella e würstel al 19,0%, dal salame al 7,9% e dalla bresaola all’1,4%. «Per una ripresa dei consumi interni, in flessione ormai da anni, occorre ridare slancio all’economia nazionale, ricordando la centralità dell’impresa, che non deve essere più vista con diffidenza, ma come un partner importante all’interno della filiera e una garanzia per il consumatore. Oggi sono più che mai una priorità le iniziative volte alla corretta informazione e alla promozione di moderni e corretti stili alimentari e di vita per valorizzare la tradizione e la tipicità del nostro settore», ha continuato Levoni.

Export in lieve crescita
Secondo le elaborazioni ASS.I.CA. sui primi dati Istat, nel corso del 2018 il nostro export ha raggiunto quota 181.997 t (+1,0%) per un valore di 1,5 miliardi di euro (+0,3%). In difficoltà sono apparse le spedizioni verso la UE, mentre è risultato più dinamico l’export verso i Paesi Terzi, dove un ruolo importante è stato giocato dalle spedizioni verso gli USA. Nel corso dell’anno hanno evidenziato un calo le importazioni di salumi, scese a 51.295 t (–8,2%) per un valore di 202,7 milioni di euro (–6,7%). «Il 2018 è stato un anno ancora positivo sul fronte dell’export. Sicuramente abbiamo registrato una crescita più contenuta rispetto al passato, ma dobbiamo considerare che dal 2014 ad oggi le nostre esportazioni di salumi sono aumentate del 21,9% in quantità e del 21,4% in valore. Nel 2018, inoltre, abbiamo assistito ad un generale rallentamento dell’export made in Italy, anche a causa delle difficoltà di alcuni partner commerciali fondamentali nella UE», ha specificato il presidente. Per agevolare sempre di più le aziende nella loro attività di internazionalizzazione, ASS.I.CA. ha rea­lizzato una piattaforma on-line, in cui sono raccolte tutte le informazioni utili per esportare carni suine e salumi. «La realizzazione di questo complesso e articolato database ha richiesto un lungo lavoro, che proseguirà da qui in poi con continui aggiornamenti e approfondimenti. Sono certo che questo strumento sarà un validissimo supporto per le nostre aziende che si muovono sui mercati internazionali», ha concluso Levoni.

Bene salami e mortadelle. Tornano a crescere in volume le spedizioni dei prosciutti crudi stagionati

Nel 2018 sono tornate a crescere in volume le spedizioni di prosciutti crudi stagionati: gli invii di prodotti con e senza osso hanno infatti evidenziato un +5,1% in quantità (per 72.335 t), a fronte di un valore stabile a 757,1 milioni di euro (+0,1%). Il saldo commerciale ha registrato un incremento, arrivando a 688,9 milioni di euro dai 683,1 del 2017 (+0,8%). Entrambe le voci doganali che compongono la categoria sono risultate in crescita. Bene, in particolare, le esportazioni di prosciutti in osso, che hanno chiuso l’anno con un +58,5% in quantità (per 5.907 t) e +4,9% in valore, per 24,3 milioni di euro, mentre le esportazioni di prosciutti disossati (comprendenti anche speck, coppe e culatelli) hanno toccato quota 66.428 t (+2,1%), per un fatturato stabile a 732,8 milioni di euro. Considerando l’insieme delle due voci doganali, hanno mostrato una crescita solo in volume le spedizioni verso i partner comunitari (+5,0% in quantità, per 57.232 t, ma un –0,9% in valore, per 563 milioni di euro), mentre quelle verso i Paesi Terzi sono risultate in aumento sia in quantità sia in valore (+5,7% in quantità, per 15.103 t, e un +3,3% in valore, per 194,1 milioni di euro). Buono il risultato dell’export di mortadella e würstel: +3,5% in quantità, per 39.105 t, e +4,1% in valore, per 137,7 milioni di euro. Incremento significativo anche per le esportazioni di salami, arrivate nel 2018 a toccare quota 32.697 t (+3,0%) per 317,9 milioni di euro (+3,0%). Rimbalzo negativo per le esportazioni di prosciutto cotto: –22,1% in quantità, per 19.442 t, e –11,4% in valore, per 133,4 milioni di euro. A penalizzare la performance è stato il forte ridimensionamento delle spedizioni verso la Spagna, la cui domanda è scesa a seguito della ripresa della produzione domestica. Trend cedente per l’export di pancetta stagionata, che ha chiuso il 2018 con un –1,7%, per 5.507 t, e un –2,8%, per circa 42 milioni di euro. In difficoltà, infine, sono apparse anche le esportazioni di bresaola. La voce, nel complesso dei dodici mesi, ha registrato un –2,6% in quantità, per 3.808 t, e un –2,2% in valore, per 63,2 milioni di euro. Fra i mercati UE spicca la performance verso la Francia (+8,4%, per 36.047 t, e +4,7%, per circa 281 mln di euro), divenuta primo mercato di riferimento in quantità, ma sempre al secondo posto in termini di fatturato dietro alla Germania. In crescita sono risultate le spedizioni verso Belgio (+7,2% e +5,4%), Paesi Bassi (+26,9% e +20,8%), Slovenia (+19,6% e +20,2%) e Croazia (+4,9% e +4,2%). Buon 2018 per gli scambi con i Paesi extra UE. Nel corso dell’anno, infatti, le esportazioni verso i Paesi terzi sono salite a 36.739 t dalle 33.737 t del 2017 (+8,9%), per un valore di 342,4 milioni di euro (+3,1%). Determinante per il risultato complessivo l’ottima performance verso gli Stati Uniti (+12,5%, per 9.935 t, e un +9,9%, per 116,6 milioni di euro), nostro principale partner commerciale fuori dalla UE. Un contributo positivo al risultato generale è arrivato anche dalle spedizioni verso Libano (+1,5% e +3,5%), Bosnia Erzegovina (+8,5% e +0,9%), Norvegia (+5,2% e +5,7%) e Repubblica Sudafricana (+21,7% e +30,7%).

(Fonte: Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi)

 

Didascalia: Nicola Levoni, presidente ASS.I.CA.

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