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Eurocarni nr. 8, 2019

Rubrica: Razze
(Articolo di pagina 92)

Allevare la Cinta senese, nuova opportunitĂ  di lavoro

Il Consorzio di tutela punta ad aumentare la produzione per far fronte alle molte richieste del mercato

Allevare Cinta senese come in­te­ressante opportunità di lavoro in questo particolare momento di incertezza economica. Il Consorzio della Cinta senese, attraverso il suo consiglio di amministrazione di recente rinnovato, si propone infatti di raggiungere un obiettivo ambizioso: raddoppiare se non triplicare la produzione di Cinta Senese Dop, perché l’attuale produzione di circa 4.000 capi non è sufficiente a soddisfare le molte richieste di mercato. Tale obiettivo rappresenta dunque una nuova opportunità di lavoro, ovviamente col presupposto che sussistano alcune caratteristiche strutturali di base richieste dal Disciplinare (ad esempio, collocazione nel territorio toscano, adeguati spazi per allevamento allo stato brado e semibrado). È per questo che il Consorzio si rende disponibile a indicare le condizioni necessarie per avviare un allevamento di questa razza, ma soprattutto quali sono le problematiche e le criticità che tale tipo di impresa può presentare. «Sicuramente è indispensabile passione per gli animali e per la vita all’aria aperta» rileva Daniele Baruffaldi, presidente del Consorzio. «Il Consorzio si mette a completa disposizione di chi volesse informazioni. La necessità di incrementare la produzione non è legata solo alla forte richiesta esistente, ma rappresenta un fattore indispensabile per stabilizzare il prezzo di mercato. Questo è realizzabile solo in presenza di numeri stabili e non altalenanti (peculiare nelle piccole produzioni). Ciò sarebbe di grande aiuto ai piccolissimi produttori che, immettendo sul mercato pochi animali senza programmazione, sono di conseguenza soggetti ad essere facile preda da parte di chi gioca al ribasso sul prezzo. Altro vantaggio di una maggiore produzione, sta nel poter programmare la logistica per la vendita di carne fresca, che ha ovviamente scadenza a breve e che necessita di trasporti speciali. Carne che risulta essere il punto di forza per la peculiare qualità che la caratterizza e il vero soggetto della Dop».
Esistono dunque condizioni di mercato e necessità oggettive per puntare a incrementare la produzione di questo meraviglioso animale, uno dei principali ambasciatori della toscanità nel mondo ed elemento di eccellenza dell’agroalimentare italiano. Ma chi si appresta ad avviare un allevamento di Cinta senese ha sicuramente bisogno di essere accompagnato da poche ma impor­tanti informazioni. Ciò per non illudere e indurre in eventuali errori i nuovi allevatori e di conseguenza costringerli a chiudere dopo una breve esperienza. «Fa più danno un allevatore che chiude rispetto a dieci che non aprono» osserva Baruffaldi. «Quindi, chi pensa che allevare la Cinta possa essere una buona opportunità si rivolga pure al Consorzio. Siamo disponibilissimi a dare tutte le informazioni e il sostegno possibile».

>> Link: www.cintasenesedop.it

 

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“Prosciutto Experience Farm Tour” nel Chianti storico

Scoperta del territorio, gastronomia e avventura: è questa la proposta esclusiva dell’azienda agricola Cipressi in Chianti (www.cipressichianti.it) di Radda in Chianti (SI). Si chiama “Prosciutto Experience Farm Tour” ed è un’esperienza multisensoriale diretta che punta a valorizzare uno dei prodotti della tradizione locale più rappresentativi: il prosciutto di Cinta senese. Salendo a bordo di un fuoristrada, seguendo un itinerario tra vigneti, strade boschive, bianche, sterrate e mulattiere, molte delle quali ricavate su tracciati antichissimi che mettevano in comunicazione la Maremma col Valdarno e gli Appennini fin dall’epoca etrusca, si raggiunge la fattoria che ospita l’allevamento del suino di Cinta sulle colline di Barbischio. Qui i suini pascolano all’aperto in un antico querceto di 40 ettari. Diffusissima nel Medioevo, come testimoniano le numerose opere d’arte toscane, questa razza negli anni ‘60 subì un fortissimo calo, rischiando l’estinzione. Grazie a un gruppo di allevatori locali si riuscì a recuperarla fino ad arrivare nel 2012 al riconoscimento della Dop. Le sue carni prelibate si possono cucinare in vari modi o trasformare in diversi salumi e alla fattoria si avrà la possibilità di degustarli per apprezzarne il sapore e i profumi unici grazie all’allevamento al pascolo e alle caratteristiche genetiche. Il percorso ad anello è lungo circa 35 km e permette di ammirare borghi fortificati, castelli medioevali e antichi monumenti religiosi che, insieme alla Cinta, disegnano la storia di questo territorio. Al rientro a Radda in Chianti, il tour prosegue con la visita alla cinquecentesca cantina di stagionatura, nel centro del borgo. Per finire, ci si dirige al Rural Market, ex officina meccanica recuperata, dove si viene guidati alla scoperta dei prodotti di biodiversità agricola di coltivatori e allevatori custodi di specie vegetali e razze antiche di Toscana, Emilia-Romagna e Liguria. La durata del Rural tour è di circa 2,5 ore, con un costo a persona di 90 euro (minimo quattro persone). è richiesta la prenotazione.

 

Didascalia: Daniele Baruffaldi, presidente del Consorzio della Cinta senese.

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