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Eurocarni nr. 7, 2019

Rubrica: Speciale Tuttofood
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 88)

Bord Bia: i nostri prossimi cinque anni insieme

A Tuttofood l’ente governativo che promuove il cibo irlandese nel mondo ha presentato la strategia di marketing a livello globale per il manzo irlandese. I dati si riferiscono al prossimo quinquennio. Un focus particolare sarà dedicato a programmi di partnership annuali coi clienti chiave e i loro fornitori

Lo scorso 7 maggio, all’interno dei padiglioni di Tuttofood, Bord Bia, l’ente governativo per la promozione del cibo irlandese nel mondo, ha presentato la strategia commerciale per la promozione del manzo irlandese nel mondo nei prossimi cinque anni. L’Italia è uno dei mercati più interessanti per l’ente d’Oltremanica, in particolare per quanto riguarda l’esportazione della carne bovina. In questo settore l’ammontare delle importazioni italiane dall’Irlanda nel 2018 ha superato di poco i 192 milioni di euro, vale a dire un 6% in più rispetto all’anno precedente. Il piano prevede come obiettivo l’incremento del 10% delle esportazioni di carni bovine rispetto al precedente triennio, che peraltro aveva fatto registrare una sensibile crescita. Uno degli strumenti che verranno utilizzati è la creazione di programmi di associazione temporanea con i clienti chiave e i loro fornitori, concordando con questi ultimi attività di promozione congiunte per ottimizzare il posizionamento nella fascia alta di mercato della carne irlandese. Questo dovrebbe avvenire all’interno di uno scenario particolarmente favorevole, poiché il consumo di carne in Italia è aumentato, fenomeno in atto da un quinquennio. Basti pensare che, secondo una ricerca condotta da Coldiretti, l’acquisto di carne da parte delle famiglie italiane è aumentato del 5% nel corso dello scorso anno. A tirare la volata c’è proprio la carne bovina.

Quanto ci piace la carne irlandese
Il progresso stimato a due cifre punta dritto sulla leva della consapevolezza da parte dei consumatori italiani che la carne irlandese è in grado di soddisfare le loro richieste. Ha spiegato Mark Zieg, il responsabile di Bord Bia per il settore carne bovina, che «un fattore non di poco conto quando gli Italiani effettuano un acquisto è il prezzo; oltre la metà dei vostri connazionali è molto attenta a questo aspetto». Tuttavia, pare che i figli di Dante non siano disposti a chiudere un occhio a favore di altre importanti stimoli come ad esempio la tracciabilità (36%) e le modalità di allevamento degli animali (28%) (i dati sono stati ripresi da ricerche interne di Bord Bia). Il grande potenziale di crescita è suffragato da ciò che si è appurato avvenire nelle classi demografiche: gli acquisti si verificano soprattutto da parte di persone dall’età compresa tra i 25 e i 34 anni, coloro che generalmente possiedono una capacità di spesa maggiore. Il banco di macelleria del supermercato è il luogo prediletto per le compere (per il 52% degli Italiani), mentre il 49% si affida al macellaio di fiducia e solo il 20% acquista i prodotti preconfezionati dal banco frigo. In testa ai desideri da parte dei nostri connazionali la carne macinata (il 70% dichiara di averla preferita agli altri tagli), seguita a stretto giro dalla costata e dal filetto mentre a guidare il carrello della spesa è il piacere che si prova a gustare la carne rispetto ad altri cibi che presentano un simile apporto proteico.
A tale riguardo l’analisi effettuata dallo studio di Bord Bia rileva che il sapore della carne riveste un ruolo principale rispetto agli altri Paesi europei: in Italia assaporare il cibo è un aspetto imprescindibile quando si parla di cucina. Da qui discende l’importanza dell’effetto originato dalle materie prime: infatti, il 96% degli Italiani ha a cuore che le tecniche di allevamento degli animali siano le più naturali possibile e di questi il 65% predilige una metodologia di allevamento all’aperto per la maggior parte dell’anno. Inoltre, per il 69% degli intervistati l’alimentazione dell’animale è un fattore molto importante: la maggior parte, si dichiara attento al fatto che non siano stati utilizzati mangimi contenenti additivi e conservanti. Per la concomitanza di tutti questi fattori la carne irlandese viene particolarmente apprezzata, poiché agli Irlandesi si riconosce il fatto di essere esperti allevatori (per il 66%), grazie a tecniche di allevamento tradizionali che permettono agli animali di pascolare in piena libertà per 10 mesi all’anno e avere un’alimentazione naturale composta per il 95% a base di erba. Si pensi solo al fatto che la produzione di carne annuale copre 8 volte il fabbisogno nazionale irlandese e che il 90% viene spedita all’estero e risulta il quinto esportatore al mondo di carne di manzo.
In conclusione, nei prossimi mesi la comunicazione di Bord Bia avverrà forzando a cinque leve: comunicando cioè l’allevamento tradizionale al pascolo, la cura dell’animale, la qualità delle carni, la sostenibilità e la sicurezza della carne. Temi su cui gli Irlandesi hanno pochi concorrenti.
Riccardo Lagorio

 

Didascalia: splendido taglio di filetto di manzo irlandese (photo © Bord Bia).

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