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Eurocarni nr. 7, 2019

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 12)

La carne nel mondo

Germania
Il ministro federale tedesco dell’alimentazione e dell’agricoltura, Julia Klöckner, ha dato comunicazione dell’approvazione da parte della UE della legge nazionale sull’etichettatura relativa al benessere degli animali. I criteri sono stati sviluppati inizialmente per le carni suine. Attualmente è in corso la stesura dell’ordinanza associata, che, tra le altre cose, descrive i requisiti specifici. L’intero processo legislativo dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno, in modo che i primi prodotti etichettati possano essere acquistati a metà o a fine 2020. Si tratta di un’etichettatura volontaria che informerà i consumatori che il prodotto che stanno per acquistare proviene da animali allevati in condizioni di benessere superiori agli standard minimi di legge. L’etichettatura Animal Welfare si articolerà su tre livelli definiti in base a diversi criteri, tra cui lo spazio per gli animali, il tipo di castrazione dei suinetti, la durata della lattazione, il taglio della coda, mezzi di trasporto e tempi di percorrenza, la stato sanitario e il benessere durante la macellazione (fonte: 3tre3.it; in basso, una scultura a Brema, Germania, photo © Vlada Zstock.adobe.com).

 

Argentina
Il presidente Mauricio Macri, durante una visita al macello La Pompeya, ha annunciato l’apertura del mercato cinese alle carni suine argentine. Ad oggi sono stati autorizzati i primi tre macelli che esporteranno carne suina in Cina: La Pompeya, Campo Austral e Paladini. L’apertura del mercato cinese è avvenuta nell’ambito della missione ufficiale svolta dal Secretario de Gobierno de Agroindustria Luis Miguel Etchevehere, che ha firmato il documento col viceministro dell’amministrazione generale delle dogane del paese, Li Guo. La firma del protocollo è il culmine di un lungo processo di negoziazioni e rappresenta un’opportunità unica per i produttori locali di suini che vedono la Cina come una finestra in crescita dal momento che il paese è uno dei principali consumatori e importatori del mondo di queste carni (fonti: 3tre3.it, agroindustria.gob.ar).

 

Cina
Chi vince e chi perde: l’arrivo in Cina della PSA e la sua rapida espansione nel paese che ospita la metà dei suini del mondo avrà un impatto significativo sui mercati mondiali di carne e mangimi. Anche se i suoi effetti devono ancora essere determinati, questa malattia potrebbe causare un calo di circa il 20% del numero di suini in Cina. Il forte ribasso è supportato da dati indiretti che mostrano una forte riduzione nell’industria locale della lavorazione della carne suina, nonché nella produzione e vendita di mangimi per suini. Le conseguenze globali di questa situazione sono complesse da definire. Da un lato, si stima che le importazioni di carni suine cresceranno fino al 26% e che aumenteranno le importazioni anche per gli altri tipi di carne, come le bovine e le avicole. D’altro canto, la riduzione del numero di suini in Cina dovrebbe tradursi in una minore domanda di cereali e granaglie per i mangimi, in particolare di soia. La Cina attualmente importa circa due terzi di tutta la soia commercializzata a livello internazionale e circa la metà di questa quantità va a nutrire i suini locali. Gli acquisti di soia erano già rallentati a causa delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e ora questa tendenza si è rafforzata con la decisione del paese asiatico di ridurre il fabbisogno proteico nei mangimi per suini. Allo stesso tempo è improbabile che il consumo di carne in Cina continuerà a crescere ad un ritmo così veloce come in passato, raggiungendo i 95 kg per persona all’anno di carne, uova e pesce di acquacoltura. Come se ciò non bastasse, la revisione effettuata negli ultimi censimenti agricoli cinesi rivela che il paese immagazzina più di 180 milioni di tonnellate di mais, che si aggiungono all’ampia offerta di cereali per l’alimentazione animale. Sebbene gran parte di ciò che accade dipenda dagli sforzi per contenere l’espansione della PSA — che è stata recentemente rilevata in Vietnam, uno dei principali produttori di carne suina, e in altri paesi confinanti — la tendenza indica un’impennata dei prezzi delle carni suine e un calo dei prezzi dei mangimi. Questa “rara combinazione di eventi” ha un vantaggio per il settore agricolo in Europa, che beneficerà di questo calo dei prezzi dei mangimi, nonché per i produttori di suini negli Stati Uniti, dove esiste una forte capacità di esportazione. Allo stesso modo, la crisi della PSA è una spinta per i produttori di pollo e di altri volatili, in particolare per i principali esportatori come il Brasile. Si prevede che la produzione di pollame in Cina crescerà del 7% quest’anno, riflettendo sia le conseguenze della PSA sia il successo del paese nel contenere un’altra malattia animale in rapida diffusione, l’influenza aviaria altamente patogena (fonte: 3tre3.it).

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