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Eurocarni nr. 6, 2019

Rubrica: Convegni
(Articolo di pagina 120)

Le novitĂ  del miglioramento genetico nel settore bufalino

Tracciate le Linee per il prossimo futuro del miglioramento genetico della Bufala Mediterranea Italiana in un incontro tra allevatori tenutosi a Cancello ed Arnone (CE), che ha anche consentito di illustrare il nuovo indice di selezione aggregato

L’Associazione Nazionale Allevatori della Specie Bufalina (Anasb) ha organizzato un importante incontro con gli allevatori lo scorso 16 aprile a Cancello ed Arnone, nel Casertano, provincia che rappresenta il “cuore” dell’allevamento bufalino campano e nazionale, con la presenza di circa 200.000 dei 400.000 capi allevati (dati Bdn), distribuiti per il 40% nelle aziende provinciali. Un patrimonio che rappresenta il 50% in termini di consistenza del patrimonio bufalino italiano. L’incontro si è tenuto alla presenza di oltre 250 allevatori ed è stato introdotto dal vicepresidente dell’Anasb e presidente del Cipab (Consorzio di Incremento Produttivo degli Allevamenti Bufalini) Gabriele Di Vuolo e dal presidente Anasb Nicola Palmieri. I vertici Anasb hanno tra l’altro ricordato alla platea il ruolo svolto nell’ultimo anno dall’Ente Selezionatore della razza Bufala Mediterranea Italiana, soprattutto in termini di novità tecniche e selettive particolarmente attese dagli allevatori. Tra i temi al centro dell’incontro, infatti, le funzionalità del nuovo indice di selezione aggregato elaborato per la Bufala Mediterranea Italiana, la cui utilità è stata illustrata dal professor Gianluca Neglia, docente associato del DMPVA dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, e da Stefano Biffani, ricercatore CNR-IBBA.
Il nuovo indice selettivo, denominato IBMI (Indice di Selezione Bufala Mediterranea Italiana), rappresenta una decisiva innovazione trattandosi di un indice aggregato che tiene conto, oltre che della produzione di latte, della sua qualità e di accenni a tratti morfologici come arti e piedi ed apparato mammario, fondamentali per la gestione, la crescita e la valorizzazione dell’allevamento bufalino nel tempo.
Lo scopo principale, quello di migliorare il livello genetico complessivo della mandria, porta dunque ad un punto di svolta nell’attività selettiva degli allevatori Anasb e costituisce la principale innovazione del momento nell’allevamento bufalino. Un settore che, si ricorda, grazie soprattutto al prodotto di punta, la Mozzarella di Bufala Campana Dop, rappresenta in termini di valore, tra produzione e trasformazione, circa 400 milioni di euro l’anno, per un prodotto che ha scalato la classifica delle principali denominazioni d’origine protetta portandosi al quarto posto assoluto, anche come esportazioni all’estero.
Al di là degli aspetti strettamente tecnici, legati alla genetica e alla genomica della razza Bufala Mediterranea Italiana, si è potuto prendere atto che anche nel settore bufalino si va in una nuova decisiva fase nella quale al progresso selettivo si accompagna una maggior attenzione al benessere degli animali, alla qualità delle produzioni, alla sostenibilità ambientale e ad un incremento della redditività aziendale per gli allevatori.
(Fonte: ANASB, Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina)

Didascalia: la provincia di Caserta rappresenta il “cuore” dell’allevamento bufalino campano e nazionale, con la presenza di circa 200.000 dei 400.000 capi allevati (dati Bdn), distribuiti per il 40% nelle aziende provinciali.

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