Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 6, 2019

Rubrica: Attualità
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 26)

Migliora la percezione sul consumo di carne

La campagna “La stellina della carne bovina” di Assocarni e Mipaaft ha centrato tutti gli obiettivi col format Rai “Lezioni di etichetta”. L’87% degli intervistati consumerà carne con più consapevolezza, il 95% la ritiene parte integrante della Dieta Mediterranea e l’84% pensa che un consumo equilibrato possa far bene ad ambiente e territorio

Come si dice carne bovina nel linguaggio dei segni? Una curiosità che mi è sorta lo scorso 16 aprile a Roma al termine della conferenza stampa che Assocarni (Associazione Nazionale Industria e Commercio Carni e Bestiame) ha organizzato per tirare le somme della campagna pubblicitaria “La stellina della carne bovina”. Il progetto, realizzato da Rai Pubblicità col formato di “Lezioni di etichetta” e cofinanziata dal Mipaaft, è andato in onda su tutti i canali Rai (tv, digital, radio e Circuito Cinema Rai Pubblicità) per due settimane lo scorso novembre, in modo inclusivo, per arrivare cioè anche ai non udenti e non vedenti. I risultati sono stati presentati dal gruppo di lavoro che ha ideato, strutturato e realizzato il progetto. All’incontro con la stampa erano presenti Luigi Scordamaglia, vicepresidente Assocarni, Pietro Gasparri, dirigente del Dipar­timento Politiche competitive e qualità agroalimentare del Mipaaft, Fabrizio Ferragni, direttore Relazioni Istituzionali Rai, Emilia Grazia Costa, responsabile Progetti Speciali e Nuove Tendenze Rai Pubblicità, e Anna Maria Salzano, dell’Ufficio Studi e Progetti ENS (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi).

I risultati
Dal campione rappresentativo della popolazione italiana è emerso che il 48,6% mangia carne bovina 2-3 volte a settimana, il 32,9% una volta, mentre chi non la mangia mai è il 2,3%. La maggioranza degli Italiani, pari all’87% degli intervistati, consumerà con più consapevolezza la carne bovina e l’83% si sente di consigliarne il consumo. Questi in sintesi sono alcuni dei risultati più significativi delle ricerche relative alla campagna. Per misurare i pubblici raggiunti e l’efficacia della campagna Rai Pubblicità ha infatti commissionato tre ricerche quali-quantitative, condotte pre e post la messa in onda ed effettuate su un numero complessivo di 2.900 interviste con metodo Cawi, su un campione rappresentativo della popolazione italiana (target di adulti di età compresa tra 18 e 64 anni).

Carne bovina, stop ad una narrazione distorta
«La carne bovina — ha detto Scordamaglia — è spesso al centro di un dibattito pubblico distorto da mezze verità o da vere e proprie fake news: i risultati di questa campagna dimostrano che si possono diffondere con efficacia anche le informazioni corrette. Dobbiamo ringraziare il Ministero che ha voluto promuovere una campagna informativa evidenziando l’importanza di questo alimento nell’ambito di una dieta equilibrata. A fronte di un calo dei consumi di carne bovina in Europa e in Italia negli ultimi dieci anni e della crescita del food social gap che porta le classi meno abbienti a mangiare meno carne per motivi economici, lo scopo della nostra proposta non era quello di promuovere le proteine animali bensì di informare per rendere i consumatori più consapevoli dell’importanza della carne bovina italiana in una dieta equilibrata, all’interno del modello della Dieta Mediterranea. Visti i numeri, che sono andati oltre ogni più rosea previsione, l’obiettivo è stato centrato in pieno». Scordamaglia ha inoltre sottolineato che l’Italia è il Paese migliore al mondo per la produzione di eccellenze alimentari «ma sul fronte dell’informazione c’è ancora tanto lavoro da fare».

Tre parole chiave della campagna: crossmediale, accessibile e inclusiva
«Il percorso narrativo proposto da Assocarni e Mipaaft — ha ben spiegato Emilia Grazia Costa — ha offerto una lettura dell’etichetta virtuale delle carne bovina e ha raggiunto un pubblico di oltre 60 milioni di responsabili acquisto e di oltre 19 milioni di “Be Transparent”, ossia il target delle persone più sensibili e attente al consumo consapevole. Grazie a questa campagna crossmediale, sempre più persone hanno capito cosa sono le carni sostenibili, quali sono le proprietà nutritive della carne bovina e qual è il rapporto virtuoso tra carne bovina e ambiente. Inoltre, è stata seguita e apprezzata anche dai Millennials e dalla Generazione Zeta». La stellina della carne bovina è anche stata la prima campagna di Pubblicità Accessibile & Inclusiva che, ideata da Rai Pubblicità, è stata sviluppata in Italia, con sottotitoli in italiano, l’interprete della LIS (Lingua dei Segni Italiana) e contenuti audio dedicati. «Infine — ha concluso Emilia G. Costa — il 94% delle persone ha espresso un elevato gradimento per l’iniziativa. I contenuti audio e video di Pubblicità Accessibile sono stati riconosciuti come eticamente responsabili per l’84%, di utilità sociale e di servizio (86%) e coerenti con Rai, la Media Company di Servizio Pubblico (91%)».
«Rai Pubblicità, in qualità di concessionaria pubblicitaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale — ha detto Fabrizio Ferragni — lavora sulla sperimentazione di pubblicità accessibile e inclusiva dedicata alle persone con disabilità al fine di favorire lo sviluppo di una società inclusiva, sussidiaria, equa, solidale e rispettosa delle diversità. I risultati di questa campagna dimostrano come anche la pubblicità possa rappresentare un’ottima occasione di inclusione, oltre a rafforzare il messaggio stesso».
«L’Universal Design — ha detto Anna Maria Salzano — approda nel mondo della pubblicità per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione tra Assocarni e Mipaaft, Rai Pubblicità e Ente Nazionale Sordi (ENS). In pieno spirito della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, Assocarni, Mipaaft e Rai Pubblicità presentano un prodotto editoriale totalmente accessibile in cui un attrice sorda diventa protagonista attiva di un messaggio rivolto alla generalità della popolazione, andando ad infrangere il pregiudizio dell’incomunicabilità e dimostrando che ciò che viene progettato accessibile per alcuni lo può essere per tutti. Questo progetto rappresenta un primo importante traguardo e speriamo possa essere un esempio per le imprese e per futuri prodotti editoriali che consentano la piena partecipazione di tutti i cittadini ai contenuti culturali ricreativi e informativi da cui troppo spesso sono esclusi, dando un contributo concreto alla democratizzazione dell’informazione». Ritornando al linguaggio dei segni, per me tanto affascinante quando sconosciuto, ho imparato che basta darsi un pizzicotto sulla guancia (carne) e con il pollice e l’indice fare un gesto che rimanda alle corna dell’animale (bovino). Carne bovina! Stupendo.
Elena Benedetti

 

Come si è modificata la percezione della carne bovina da parte di chi ha visto o ascoltato gli spot

La conoscenza delle proprietà nutritive della carne (proteine, vitamine, minerali) è passata dal 93% di chi non ha visto lo spot al 96% di chi ha visto uno degli spot; la consapevolezza che il consumo equilibrato di carne bovina può contribuire al benessere delle persone è passata dall’83% al 90%; la conoscenza che il consumo equilibrato di carne bovina faccia parte della Dieta Mediterranea dal 83% al 95% e che il consumo equilibrato di carne bovina italiana faccia del bene anche all’ambiente e al territorio italiano è passata dal 65% all’84%.

Una campagna anche per i Millennials e la Generazione Z

La campagna adv ha raggiunto un pubblico di oltre 60 milioni di responsabili acquisto e di oltre 19 milioni di “Be Transparent”, ossia coloro ritenuti più sensibili e attenti al consumo consapevole. Realizzato in una modalità crossmediale, su più canali tra cui il web, questo progetto ha fatto sì che sempre più persone abbiano compreso cosa si intende per carni sostenibili, quali siano le proprietà nutritive della carne bovina e quale sia il rapporto virtuoso tra carne bovina e ambiente. La campagna è stata seguita e apprezzata anche dai Millennials e dalla Generazione Zeta. I primi sono i nati fra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ‘90 mentre per Generazione Z si considerano i nati dal 1995 fino al 2012. Soprattutto i secondi sono particolarmente avvezzi all’utilizzo della tecnologia e dei social media, che influenzano il loro processo di interazione e socializzazione e sono oggi oggetto di studio da parte dei brand che si troveranno presto a dover fronteggiare questa nuova categoria di consumatori.

Assocarni

Fondata nel 1983, Assocarni è una delle principali associazioni del settore delle carni in Italia. Nell’ambito di Confindustria, di cui fa parte, Assocarni rappresenta l’intera filiera di produzione e di approvvigionamento, dall’allevamento alla produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione nei settori delle carni bovine, ovicaprine ed equine.

>> Link: www.assocarni.it

 

Nota
Fonti: Assocarni, Rai Pubblicità, www.lastellinadellacarnebovina.it

 

Didascalia: oltre a quello informativo sull’importanza della filiera bovina e dei suoi prodotti, un aspetto interessante di questa campagna di comunicazione è che, per la prima volta in assoluto in Italia, gli spot sono stati ideati e realizzati da Rai Pubblicità anche nella modalità di “Pubblicità Accessibile e Inclusiva”. In altre parole, una campagna pensata per essere fruibile da tutte le persone, incluse non udenti e non vedenti, con sottotitoli, Lingua Italiana dei Segni (LIS) e contributi audio dedicati.

 

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.