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Eurocarni nr. 5, 2019

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 150)

La digitalizzazione nel settore delle macellerie artigianali

IFFA 2019 presenta una panoramica delle nuove applicazioni digitali per il settore delle macellerie artigianali

Alla prossima edizione di IFFA, la fiera internazionale dell’industria della carne in programma dal 4 al 9 maggio 2019 a Francoforte sul Meno, i macellai potranno scoprire come, nel settore delle macellerie artigianali, tradizione e futuro siano sempre più uniti. La trasformazione digitale e le svariate possibilità che offre aprono alle macellerie artigianali nuovi potenziali e opportunità. Considerando che questo settore sta vivendo una situazione economica stabilmente positiva, le imprese hanno ormai raggiunto il limite della loro capacità produttiva a causa della carenza di personale qualificato. Pertanto, i potenziali di efficienza inutilizzati devono essere sfruttati. Come? Investendo proprio nelle tecnologie digitali. Di fatto, col supporto del digitale, i lavori di routine che richiedono molto tempo possono essere eseguiti più rapidamente, ottenendo così più tempo da dedicare al cliente.

Comunicazione al cliente: grandi potenzialità
Digitalizzazione significa anche aggiungere una nuova dimensione alle relazioni con i clienti. Per Max Beck, macellaio presso la macelleria Opfer a Ringgau e autore del blog Wursthandwerker (L’artigiano dei würstel), la digitalizzazione significa principalmente utilizzo dei social media per la comunicazione con i clienti. «Siamo una piccola impresa con un punto vendita al dettaglio. Per me la digitalizzazione è incentrata sull’utilizzo dei media digitali. Ad esempio, posso pubblicizzare una promozione che ha luogo la settimana prossima su Facebook e raggiungere esattamente i gruppi target che intendo informare, senza alcuna dispersione». Max ha in programma di ottimizzare lo shop on-line già esistente. «Tuttavia — afferma — è importante che il primo acquisto avvenga in negozio o in uno dei nostri stand al mercato, dove i clienti possono ricevere i nostri consigli. Per gli acquisti successivi va bene anche quello on-line».

Automatizzare i processi aziendali
La macelleria Bechtel di Zella punta su soluzioni pratiche per i suoi proces­si operativi. L’azienda, che conta tre filiali e un centro di distribuzione all’ingrosso, adotta, ad esempio, un sistema di registrazione degli orari di lavoro dei dipendenti com­pleta­mente automatizzato. Johannes Bechtel, macellaio lau­reato in Scienze economiche, finanza e contabilità, promuove la trasformazione digitale nella macelleria dei suoi genitori e spiega: «La registrazione degli orari di lavoro ci ha semplificato enormemente la vita. Un’altra utile applicazione digitale è la telemetria nei distributori automatici di salsicce e würstel posti davanti a due nostre filiali. Mi permette di controllare le scorte direttamente dal cellulare». Bechtel ha anche altri progetti che riguardano in particolare la documentazione digitale delle misure igieniche e l’apertura di uno shop on-line. «Solamente con un sistema di ordinazione completamente automatizzato rendiamo facile e veloce effettuare gli acquisti per i clienti on-line». Come utente, ecco cosa si aspetta dalle applicazioni digitali: «Devono essere concepite in modo da poter essere usate con facilità e rapidamente, consentendo però ai dipendenti di poter ancora “lavorare artigianalmente”. E non dimentichiamo che devono essere sicure!».

Soluzioni su misura
«La digitalizzazione è un mezzo giusto per raggiungere il nostro fine» afferma Max Esser, macellaio presso Wurstspezialitäten Esser di Erkelenz. «Non riscuotiamo successo perché siamo digitali, ma perché offriamo prodotti di buona qualità e una consulenza competente. Senza il supporto della digitalizzazione, però, probabilmente non avremmo raggiunto questo risultato. Utilizziamo le applicazioni digitali soprattutto per semplificare il lavoro dei dipendenti, come, ad esempio, le bilance digitali per la vendita diretta. Avendo così tanti articoli, difficilmente ci si può aspettare che i dipendenti, in particolare i tirocinanti e i collaboratori provenienti da altri settori, li padroneggino in tempi brevi. Attualmente, per semplificare il lavoro dei nostri dipendenti combiniamo i sistemi digitali ancora con molti sistemi analogici. Dovremmo diventare più efficienti sul fronte digitale: finché dovremo ancora inserire a mano il numero dell’articolo sulla bilancia, allora la bilancia digitale non è abbastanza efficiente». La macelleria Esser, con le sue oltre 25 filiali, per le merci utilizza un gestionale. Max Esser spiega che, grazie a questo sistema, si possono preparare le bolle di con­segna velocemente e pianificare i prezzi delle offerte sistematica­mente. «Non esiste la soluzione digitale perfetta e in massima parte sono per­sino troppo complicate. Ognuno deve cercare quella più adatta alla propria realtà. Se una soluzione digitale non semplifica il lavoro, significa che non è quella giusta». La Deutscher Fleischer-Verband/DFV (Associazione tedesca dei macellai) ha istituito un comitato strategico dedicato alla trasformazione digitale, facendo così di questo tema un aspetto importante della politica dell’associazione. I sostenitori di questo think tank si incontrano regolarmente e forniscono ai colleghi consigli pratici per muoversi in questo campo. Gero Jentzsch, responsabile comunicazione presso la Deutscher Fleischer-Verband, dichiara: «Ci occupiamo soprattutto dei temi che servono a ottimizzare i processi aziendali. Una macelleria resterà sempre un’impresa artigianale e produrrà prodotti alimentari artigianali di alta qualità; questo è il suo punto di forza. Ma i processi collaterali che ruotano attorno alla produzione, ad esempio quelli relativi agli ordini o ai processi operativi, possono essere ottimizzati grazie ai servizi digitali».

>> Link: www.iffa.com

 

Altre notizie

L’AIA e il sistema allevatoriale protagonisti alla 51ª Agriumbria

Si è chiusa a Bastia Umbra (PG) lo scorso 31 marzo la manifestazione agricola e zootecnica più importante del Centro Italia, Agriumbria. Qualificata come sempre la partecipazione dell’Associazione Italiana Allevatori-AIA e del Sistema allevatoriale nazionale, con in prima fila l’Ara Umbria e le associazioni nazionali delle razze che hanno contribuito alla piena riuscita delle manifestazioni zootecniche, sia quelle di Libro Genealogico — per la prima volta in terra umbra si è tenuta un’ottima nazionale dei bovini di razza Romagnola, oltre al “ritorno” in abbinata delle mostre nazionali delle razze Charolaise e Limousine —, sia delle altre rassegne. Gli occhi del pubblico, degli allevatori e dei tecnici sono stati tutti per gli splendidi animali delle varie razze che hanno sfilato nei ring: primo fra tutti il campione dei maschi adulti della razza Romagnola, il toro Dodo (in foto), un gigante di circa 1.350 kg, di proprietà dell’azienda agricola Cenni di Riolo Terme, nel Ravennate. Molto ammirati anche i campioni delle razze Charolaise e Limousine, rispettivamente il toro Il Est Beau (dell’azienda Eredi di Lauteri Antonio di Fiumicino, Roma) e Latino (dell’allevamento Lippi e Nocentini di Dicomano, in provincia di Firenze). Di buon livello anche le due mostre di livello interregionale, quella della Chianina e quella della razza da latte Frisona italiana, che hanno visto primeggiare allevatori umbri e laziali, e soddisfazione degli allevatori di casa per la buona riuscita dell’asta della razza Chianina. Umbria, Toscana e Lazio sugli scudi, ma anche grandi risultati per gli allevatori giunti da molte altre regioni d’Italia, dalla Sicilia alla Sardegna, alle Marche ed all’Emilia-Romagna. L’Associazione Italiana Allevatori ha aperto la “tre giorni” col convegno tecnico sul tema “Benessere animale e sostenibilità ambientale dell’allevamento bovino da carne“, organizzato in collaborazione con l’Ara Umbria ed il patrocinio della Regione Umbria. Nella mattinata del sabato, per il terzo anno consecutivo AIA ha riproposto un’iniziativa nata proprio ad Agriumbria, cioè il talk show sui temi della distintività dell’allevamento bovino italiano da carne sul tema “Consumare carni italiane consapevolmente: si può!”. Grande soddisfazione da parte del presidente dell’AIA Roberto Nocentini. «Ancora un grande risultato per gli allevatori italiani — ha detto Nocentini — che hanno dimostrato anche in terra umbra il loro alto livello di professionalità e la qualità indiscussa degli animali e delle produzioni che da essi derivano. La formazione continua, anche sul tema dell’innovazione in zootecnia, con lo stato d’avanzamento del progetto LEO sulla creazione di nuovi strumenti digitali e la condivisione dell’enorme mole dei dati rilevati nelle aziende con i controlli del Sistema Allevatori, l’attenzione verso i giovani allevatori, al benessere animale, alla sostenibilità ambientale, al dialogo con i consumatori ed all’internazionalizzazione sono i nostri punti di forza, e lo saranno anche per il futuro».

>> Link: www.aia.it

 

Didascalia: il toro Dodo un gigante di circa 1.350 kg, di proprietà dell’azienda agricola Cenni di Riolo Terme, nel ravennate.

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