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Eurocarni nr. 5, 2019

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 10)

Italia — Russia — Cina e Hong Kong – Uzbekistan

Italia
«Siamo molto soddisfatti dell’obiettivo raggiunto» ha commentato Fabiano Barbisan, presidente di Italia Zootecnica, alla notizia del decreto di riconoscimento ufficiale come AOP – Associazione di Organizzazioni Produttori firmato il 14 marzo dalla Regione Veneto. «Finalmente anche il settore della zootecnia bovina da carne si riunisce ed utilizza gli strumenti messi a disposizione dai regolamenti europei e leggi nazionali, per aggregare la produzione ed avviare nuovi progetti orientati al mercato». Nell’AOP sono entrate le principali Organizzazioni Produttori, OP Azove, OP Scaligera, OP Vitellone di Marca, OP Vitello di Marca, OP Unicarve e in veste di soci sovventori, in attesa di specifico riconoscimento a livello di OP, le Associazioni Produttori Asprocarne Piemonte, BovinMarche, Consorzio Carni Sicilia, Unicarve. I numeri dell’AOP Italia Zootecnica sono importanti: 1.632 allevatori associati, con una produzione (l’anno di riferimento è il 2018) di 544.368 bovini. «Questo è un altro tassello che si aggiunge al Piano Carni Bovine Nazionale — ha proseguito Barbisan — ed ora manca solo di percorrere “l’ultimo miglio”, ovvero il riconoscimento dell’Organizzazione Interprofessionale IntercarneItalia. Abbiamo mandato in anteprima un messaggio ad allevatori e macellatori per annunciare il riconoscimento ottenuto ed abbiamo sollecitato “l’orgoglio di filiera italiana” per fare squadra ed avviare i progetti utili a recuperare buona parte di quel 47% di quote di mercato, rappresentato dalla carne bovina che proviene dall’estero. Abbiamo solo un modo per farlo concretamente ed in tempi brevi: far decollare il progetto del Consorzio Sigillo Italiano per comunicare il marchio ai consumatori affinché distinguano la carne prodotta dai nostri allevatori».

 

Russia
Miratorg, holding russa specializzata nel settore agroindustriale e delle carni, prevede di aprire nel prossimo futuro una scuola di cucina i cui allievi potranno imparare a cucinare insieme a chef professionisti affiancati da collaboratori della stessa holding. Nel corso delle master-class in particolare verrà posto l’accento su come scegliere le differenti carni e sui diversi modi di cucinarle. La scuola sarà diretta dallo chef Dmitriy Lazko. L’impresa ha anche annunciato che prevede 650 nuove assunzioni nel corso del 2019 da collocare in nuovi impianti di allevamento di bestiame la cui apertura è programmata nell’Oblast di Kursk, all’estremo ovest della nazione. Il programma del 2019 segue quello di espansione messo in atto già lo scorso anno, nel corso del quale il volume totale degli investimenti è stato di oltre 25,1 miliardi di rubli (fonte: EFA News – European Food Agency).

 

Cina e Hong Kong
Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Consiglio danese dell’agricoltura e dell’alimentazione in relazione ai principali esportatori di carne suina fresca e congelata verso la Cina, il più grande esportatore dello scorso anno è stato la Germania, con un totale di 228.371 tonnellate (+7,8%), superando la Spagna, che ne ha esportate 219.626 (–7.5%). A seguire il Canada, con 160.260 tonnellate, e il Brasile, che ne ha esportate oltre 150.000, con un incremento del 200% rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti, in quinta posizione, hanno esportato solo 85.650 tonnellate. Per le esportazioni verso Hong Kong, il principale fornitore di carne suina fresca e congelata è stato il Brasile, con un totale di 112.060 t (+10,5%), seguito da Cina (38.732 t, –21,7%), USA (29.846 t, –50,6%), Olanda (15.521 t, –36,7%) e Germania (13.024 t, –68,4%) (fonti: lf.dk/aktuelt3tre3.it).

 

Uzbekistan
Kai Shing Trading Co. Ltd scommette sulla crescita del settore avicolo in Uzbekistan e si prepara ad investire 35 milioni di dollari americani per sviluppare un distretto avicolo nella regione di Namangan. Secondo le previsioni le sue produzioni riceveranno la certificazione Halal e potranno essere commercializzate nei Paesi arabi. Il progetto, già presentato alle autorità locali della regione uzbeca, verrà promosso col supporto di investimenti esteri provenienti da Malesia, Cina, Singapore e da un partner locale. Il top management del gruppo intende coinvolgere circa 2.000 fattorie uzbeche con la fornitura dei polli Kai Shing e dei mangimi. La certificazione Halal attesta appunto che i prodotti delle filiere agroalimentari, così come di altri comparti, compreso il packaging, siano conformi alle norme etiche ed igienico-sanitarie della legge e della dottrina dell’Islam, quindi commercializzabili in tutti i Paesi di religione islamica (fonte: EFA News – European Food Agency; photo © Zerophoto – stock.adobe.com).

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