Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 4, 2019

Rubrica: Tendenze
(Articolo di pagina 22)

Consumo di carne: la domanda è di qualità

È fresco di pubblicazione il Rapporto sui consumi di carni di qualità in Italia elaborato da Ismea e reso noto anche dall’Osservatorio Permanente sul Consumo Carni, promosso da Agriumbria, la fiera nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione che si è svolta presso Umbriafiere dal 29 al 31 marzo scorsi. Come emerge dal report, nel 2018 si è registrata una storica inversione di tendenza, con l’aumento di oltre il 5% della spesa delle famiglie italiane per la carne, il valore più alto degli ultimi sei anni, che avevano fatto registrare un brusco calo dei consumi. L’aumento dei consumi riguarda tutte le diverse tipologie di carne, da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%), che fa registrare il maggior incremento nel primo trimestre rispetto all’anno precedente, in un quadro di sostanziale stagnazione della spesa alimentare (+1,4%). Il consumo medio annuo in Italia di carne (pollo, suino, bovino, ovino) è sceso ai livelli di 79 kg pro capite, tra i più bassi in Europa, ma il dato sensibile è che il 45% dei consumatori privilegia la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali e il 20% quella con le indicazioni geografiche Dop, Igp o con altre certificazioni di origine. Vola, infatti, il consumo di carni Igp, con un balzo del 20% nel numero di animali di razze storiche italiane allevate negli ultimi vent’anni sulla base delle iscrizioni al Libro Genealogico. La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato ad un vero boom nell’allevamento delle razze storiche italiane da carne che, dopo aver rischiato l’estinzione, sono tornate a ripopolare le campagne dagli Appennini alle Alpi (fonte: Agriumbria).

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