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Eurocarni nr. 3, 2019

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 10)

La carne nel mondo

Stati Uniti — Francia — Europa — Cina — UE — USA — Brasile

Stati Uniti
Il National Pork Board, la Federazione degli esportatori di carne (USMEF) e il Dipartimento dell’Agricoltura (USDA) degli Stati Uniti hanno annunciato che parteciperanno ad uno studio di marketing denominato Pork 2040. Lo studio esaminerà i cambiamenti nelle attitudini dei consumatori di carni suine e le tendenze relative ai mercati di esportazione delle carni suine dagli USA. La ricerca valuterà inoltre i trend di sviluppo di nuove tecnologie produttive e di marketing, nonché i crescenti problemi ambientali e gli emergenti regimi legali, commerciali e normativi in tutto il mondo. La Cina, che ha una popolazione in crescita e sempre più urbana, sarà il primo paese studiato. La piattaforma di ricerca sviluppata consentirà all’industria statunitense delle carni suine di progettare una strategia a lungo termine sul consumo di carne suina statunitense in Cina (fonti: www.pork.orgwww.3tre3.it).

Francia
La Francia è stata autorizzata a mantenere fino al 31 marzo 2020 il suo sistema di etichettatura relativo all’indicazione di origine di carne e latte. Questa etichettatura soddisfa le aspettative dei consumatori e delle parti interessate nei settori agricolo e agroalimentare in quanto fornisce una garanzia in termini di trasparenza, qualità e conoscenza dei prodotti. Ma la  Francia vuole anche andare oltre nell’armonizzazione dell’etichettatura di origine a livello europeo. Altri Stati Membri hanno infatti già adottato disposizioni simili a quelle francesi e un’iniziativa dei cittadini europei è stata registrata dalla Commissione ed è in procinto di raccogliere le firme (fonti: agriculture.gouv.frwww.3tre3.it).

Europa
Secondo l’ultimo rapporto della Commissione EU agricultural outlook for markets and income 2018-2030, il pollame sarà l’unico tipo di carne che, nei prossimi 12 anni, registrerà una crescita costante nel mercato comunitario. Nel periodo in esame, produzione e consumo cresceranno complessivamente di circa il 4%, supportati in particolare dall’aumento delle esportazioni internazionali e dalla valorizzazione di tagli meno appetibili in Europa ma più apprezzati all’estero. In particolare alcuni paesi dell’Europa dell’Est, come Ungheria, Polonia e Romania, potrebbero far registrare performance migliori grazie a maggiori investimenti. Nel rapporto si legge anche che il livello della domanda internazionale di carne di pollame dovrebbe rimanere alto, soprattutto grazie ad alcuni paesi asiatici (Vietnam, Filippine e Cina) e dell’Africa sub-sahariana (Sudafrica, Ghana e Benin). Le esportazioni della UE continueranno quindi ad aumentare in media dell’1,4% all’anno fino al 2030, raggiungendo 1,9 milioni di tonnellate. Con riferimento al consumo, il rapporto evidenzia che il mercato comunitario sta raggiungendo la sua maturità e nel 2018 dovrebbe attestarsi a 24 kg pro capite. La crescita quindi dovrebbe essere marginale, intorno allo 0,2% all’anno, il che significa che il consumo pro capite si attesterà intorno ai 24,8 kg. Infine, nel primo anno del periodo di proiezione, i prezzi della carne di pollame della UE rimarranno attorno ai livelli attuali, dopodiché diminuiranno lentamente sotto la crescente concorrenza di USA e Brasile e raggiungeranno, entro la fine del periodo, circa 1,860 e/t. Il report conclude che, a seconda del contesto macroeconomico e dei prezzi dei mangimi, è probabile che, nel periodo di riferimento, potrebbe verificarsi una variazione tra i 1.630 e i 2.130 e/t (fonti: Poultry World – UNAItalia).

 

Cina
Secondo l’ultimo rapporto Rabobank, la diffusione di malattie come la Peste Suina Africana (PSA) e la presenza di alcuni disaccordi internazionali a livello commerciale creano incertezza sul mercato delle carni suine. In Cina la PSA è apparsa in aziende agricole grandi e moderne. Si prevede che la produzione rallenti notevolmente a causa delle maggiori preoccupazioni in materia di biosicurezza e che le importazioni aumentino in modo sostanziale a causa della scarsità di offerta locale che dovrebbe presentarsi tra qualche mese.

UE
Il mercato europeo delle carni suine presenta segnali contraddittori e gli attuali colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, la Brexit e il nuovo Trattato integrale e progressivo del partenariato transpacifico (CPTPP) aggiungono incertezza alle dinamiche del commercio internazionale. Mentre le aspettative di maggiori importazioni dalla Cina incoraggiano l’espansione della produzione, il Belgio e l’Europa orientale sono stati colpiti dalla PSA. L’aumento dei prezzi dei suinetti negli ultimi mesi indica un’offerta limitata, ma anche propensione ad incrementare la produzione.

USA
Nel 2019 si prevede un aumento della produzione di carni suine del 4%. Mentre lo scorso anno le esportazioni sono diminuite in alcuni mercati, le esportazioni totali sono riuscite a crescere, trainate da Giappone e Corea del Sud. Le esportazioni dovrebbero comunque migliorare nel corso dell’anno, nonostante l’incertezza dei negoziati commerciali con la Cina. I prezzi del suino continuano ad essere forti.

Brasile
Dopo aver vissuto un difficile e impegnativo 2018, l’industria brasiliana delle carni suine ha prospettive più promettenti per il 2019, stimolata dalla crescita delle esportazioni verso la Cina. Anche il ritorno del mercato russo, attraverso la ricertificazione di un numero limitato di impianti, contribuirà all’aumento delle esportazioni. La domanda locale ha tutte le carte in regola per migliorare ulteriormente grazie alle prospettive economiche più positive (fonti: research.rabobank.com, 3tre3.it; photo © san_ta – stock.adobe.com).

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