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Eurocarni nr. 2, 2019

Rubrica: Consorzi
(Articolo di pagina 70)

Bovinmarche, i primi 30 anni

La cooperativa marchigiana con sede ad Ancona è nata nel 1988, diventando un punto di riferimento importante nel panorama zootecnico italiano. Oggi conta circa 500 soci, per la gran parte allevatori di bovini di razza Marchigiana

Bovinmarche ha celebrato i suoi primi 30 anni lo scorso 4 dicembre a Mare di Senigallia, con un evento a cui hanno partecipato circa 150 ospiti. Presente il team della cooperativa, i suoi soci, gli allevatori, le macellerie storiche, le figure istituzionali che negli anni si sono susseguite dando costanza e sostegno ad un progetto per l’epoca quasi “visionario” e che oggi segna un fatturato in crescita (8 milioni di euro, +14% sul 2017) e circa 500 soci. La serata, condotta da Federico Quaranta, volto di Linea Verde–Rai1 e voce di Decanter-Radio2, ha raccontato attraverso video, momenti di spettacolo, gadget e un particolare menù ideato per rendere onore al suo sapore unico, un’eccellenza del territorio: la carne di razza Marchigiana, la stessa che 30 anni fa Bovinmarche decise di salvaguardare. «È meraviglioso condividere e festeggiare questo anniversario» ha detto Domenico Romanini, presidente Bovinmarche. «Devo dire grazie al consiglio di amministrazione di Bovinmarche e ai 500 soci, colonna fondante di questa realtà, nata con l’intento di tutelare una razza che stava per scomparire. La caparbietà e la lungimiranza di chi mi ha preceduto, insieme al lavoro condotto negli anni dagli attori  coinvolti in questo grande progetto, ci permette oggi di parlare di tutti i traguardi raggiunti, come il primo sistema di tracciabilità da noi ideato e la scelta di credere, con anticipo, nel NO OGM e nel Benessere animale. Abbiamo superato momenti difficili grazie ad una grande squadra, ad allevatori, macellerie, alla grande distribuzione, alle associazioni di categoria e alle istituzioni, anello forte di questa rete, che non ha mai dimenticato un’eccellenza del territorio».

«Bovinmarche è nata in un piccolo ufficio — ha ricordato Paolo Laudisio, direttore dal 1988 — per difendere un prodotto che rischiava di scomparire dal mercato. Decidemmo di distribuire una carne riconoscibile, allevata con metodi tradizionali, di altissima qualità, arricchita da servizi e da una certificazione trasversale che ne valorizzasse le peculiarità. La richiesta del mercato (che si aspettava un prodotto standard, uniforme) era in contrasto con la nostra proposta. Nonostante i dinieghi andammo avanti mettendoci nelle mani del consumatore: proporremo la nostra Marchigiana — ci dicevamo — e aiuteremo il consumatore a riconoscerla! Cominciammo a farlo e il mercato si accorse, dopo pochissimo, di noi».

Bovinmarche ha premiato i suoi tre presidenti storici “in rappresentanza di tutti gli allevatori che hanno creato e dato vita alla cooperativa”: Giannalberto Luzi («Bovinmarche rappresenta per me una grande storia di vita, come uomo e come allevatore» ha dichiarato Luzi. «Ricordo i primi successi che premiarono l’intuizione di dover certificare la nostra carne, 14 anni prima che l’Europa la prevedesse come obbligo»), Paolo Minutelli («Grazie a Bovinmarche e soprattutto agli allevatori che hanno sempre creduto nella razza Marchigiana») e Domenico Romanini. Un riconoscimento è stato poi assegnato alla Macelleria Pino Rosa, “a nome delle macellerie Bovinmarche che hanno fatto conoscere la carne di qualità regionale ai consumatori con la loro professionalità e fedeltà al circuito”, e a Roberto Cecconi di Coop Alleanza 3.0, la prima catena della GDO — dal 2000 — a credere nel progetto Razze tipiche locali permettendo alla cooperativa di fare un balzo non solo nei volumi e nella qualità”.

«La valorizzazione dei prodotti locali è uno dei capisaldi in cui investiamo» ha detto Cecconi. «Siamo orgogliosi di poter promuovere, nel nostro piccolo, le eccellenze che nascono in questi meravigliosi luoghi». Targa anche per Stefano Mengoli, presidente del Consorzio di tutela Igp “Vitellone Bianco dell’Appennino centrale”, “per avere valorizzato e tutelato la razza autoctona Marchigiana, punto di forza dei nostri allevamenti”, e per Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, “per aver accompagnato e sostenuto la cooperativa nei suoi progetti di crescita; senza il contributo della Regione, Bovinmarche e la zootecnia marchigiana non avrebbero potuto sviluppare progetti commerciali e produttivi adeguati al mercato”.

Oggi Bovinmarche è punto di riferimento nazionale del comparto, una realtà solida che riunisce 500 piccoli allevatori. Tra i suoi progetti più rilevanti annovera il primo sistema di tracciabilità elettronica realizzato con un proprio disciplinare di etichettatura che anticipò la normativa europea. La cooperativa ha introdotto la certificazione NO OGM per l’alimentazione dei bovini, la CReNBA, che garantisce il rispetto del benessere animale e la “NO ANTIBIOTIC”. I suoi prodotti Igp sono presenti nelle principali catene della GDO, nella ristorazione collettiva e commerciale, e nel circuito delle macellerie tradizionali italiane.

La Marchigiana

La Marchigiana è una razza da carne, la più diffusa nel territorio della Regione Marche. La maggiore attenzione del consumatore ad un’alimentazione genuina e garantita ha prodotto un aumento del consumo di carni certificate. Una scelta che ha portato anche ad una rivalutazione delle razze rustiche che, grazie all’allevamento estensivo e all’alimentazione al pascolo, presentano una carne di qualità. È una razza di ceppo podolico, derivante da bovini di origine asiatica, giunti in Italia nel IV secolo d.C. con le invasioni barbariche. Nasce come razza da lavoro e così è stata utilizzata nelle campagne fino al dopoguerra. Per migliorarla, venne incrociata con la razza Chianina e poi con quella Romagnola, finché nel 1928 si sospese ogni forma d’incrocio per fissarne i caratteri e si avviò la selezione che diede origine all’attuale Marchigiana. La Marchigiana è una delle 5 razze bianche italiane, insieme a Podolica, Maremmana, Chianina e Romagnola. Con le ultime due ha avuto il riconoscimento Igp per la carne bovina in Italia (uniche 3 in Italia) con la denominazione “Vitellone Bianco dell’Appennino centrale”. È la terza razza da carne in Italia dopo la Piemontese e la Chianina e quella dotata della migliore struttura morfologica di tutto il ceppo podolico. Ricoperto da un pelo corto, bianco e liscio, con sfumature grigie sulle spalle, l’avambraccio e le occhiature, il bovino Marchigiano si riconosce per la cute pigmentata, la testa possente ma leggera, il collo corto, con giogaia ridotta e lo sviluppo armonico delle varie regioni somatiche. La razza è caratterizzata dall’adattabilità al pascolo in diverse condizioni perché ottima utilizzatrice dei foraggi e resistente alle malattie. Eccellente produttrice di carne, sia in termini di resa al macello che di qualità delle carni (giusta marezzatura e tenera), colore rosato, grana fine e giusto grado di infiltrazione di grasso. Gli allevamenti, concentrati principalmente nella regione Marche, sono presenti anche in Abruzzo, Lazio e Campania. Il loro numero ha registrato una leggera, ma costante flessione negli ultimi 10 anni, passando dai 2.784 allevamenti del 2006, ai 2.129 del 2016. Nello stesso periodo il numero di animali è leggermente aumentato, passando da 50.077 capi agli attuali 51.078 (fonte: ANABIC). Ciò sta a significare che i piccolissimi allevamenti sono progressivamente scomparsi per fare posto ad aziende un po’ più strutturate e professionali. Rimane il dato di fatto che la polverizzazione degli allevamenti di Marchigiana è caratterizzante per questa razza, che ancora oggi ha una media di stalla di 24 capi e un sistema di allevamento quasi esclusivamente a ciclo chiuso.

Perché mangiare Marchigiana?

La carne che si ottiene dalla Marchigiana è tenera, di ottimo sapore, dall’e­levato contenuto proteico e dai bassi livelli di colesterolo. È molto magra e, rispetto alle altre carni in commercio, contiene una minore percentuale di acidi grassi saturi, pericolosi per la salute (acido miristico e palmitico), e una maggiore quantità di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), capaci di abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue e lasciare invariati i livelli del colesterolo buono (HDL). Anche gli acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e linolenico), particolarmente importanti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, sono presenti in maggiore quantità nella carne di razza Marchigiana rispetto alle altre carni in commercio. Per quanto riguarda il contenuto di molecole “bioattive” (sostanze che possono influenzare positivamente la salute), la carne di razza Marchigiana è ricca di dipeptidi istidinici (anserina e carnosina) che hanno azione antiossidante, neuro-protettiva, antinfiammatoria e antitumorale e di coenzima Q10 con azione antiossidante e protettiva nei confronti dei radicali liberi (in foto: straccetti di bovino adulto di razza Marchigiana; photo © www.soalca.it).

 

>> Link: www.bovinmarche.it

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