Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 2, 2019

Rubrica: Carne e consumi
Articolo di Ballarini G.
(Articolo di pagina 52)

Consumo di carne, tra salute e ambiente

La carne è una buona fonte di energia e di alcuni nutrienti essenziali, comprese le proteine e i micronutrienti come ferro, zinco e vitamina B12, elementi che è possibile assumere in quantità sufficiente anche senza mangiare carne, a patto che vi sia un’ampia varietà di altri alimenti. I futuri cambiamenti nel consumo globale di carne avranno importanti effetti sull’ambiente e sulla salute umana, nonché sull’economia del sistema alimentare, perché è difficile immaginare come il mondo possa fornire ad una popolazione di dieci o più miliardi di persone la quantità di carne attualmente consumata nella maggior parte dei paesi ad alto reddito senza sostanziali effetti negativi sulla sostenibilità ambientale. Quanto ora conosciamo suggerisce che in alcuni paesi ad alto reddito, con elevati consumi di carni rosse e lavorate (non è il caso dell’Italia), non vi sarà un loro ulteriore aumento. Il consumo di carni sta invece aumentando in molti altri paesi, compresi quelli ad alta densità di popolazione, come la Cina e l’India.

Carne e ambiente
La produzione di carne per unità di energia fornita è causa di maggiori emissioni gassose rispetto a quella degli alimenti a base vegetale. Considerando poi i diversi tipi di carne, quella proveniente da animali ruminanti (soprattutto bovini) di solito comporta emissioni maggiori di quella dei mammiferi non ruminanti; a sua volta, la produzione di carne avicola porta a meno emissioni gassose di quella dei mammiferi come i maiali. Per controllare queste emissioni gassose, un’attenta gestione dei sistemi di pascolo può contribuire alla cattura del carbonio prodotto dagli allevamenti, ma i benefici netti sembrano relativamente modesti. L’agricoltura utilizza più acqua dolce di qualsiasi altra attività umana e quasi un terzo di quest’acqua è usata negli allevamenti di bestiame, quindi nella produzione della carne. Nelle aree soggette a scarsità o irregolarità di approvvigionamento idrico, l’allevamento del bestiame è un importante concorrente con altri usi dell’acqua, compreso quello necessario per mantenere ecosistemi naturali. La produzione di carne, con le sue deiezioni, può essere un’importante sorgente di azoto, fosforo e altri contaminanti e inquinanti. Inoltre, con diversi meccanismi, influisce sulla biodiversità, in particolare attraverso la deforestazione e la conversione dei territori in pascoli e in colture arabili.

Futuro dei consumi di carne
Organizzazioni internazionali e sovranazionali e singoli governi effettuano interventi per modificare i consumi e i modelli alimentari per motivi economici e per proteggere la salute dei consumatori da alimenti pericolosi o contaminati. Non vi sono invece sostanziali e chiari accordi su come gli Stati dovrebbero intervenire in concreto, e con quali mezzi efficaci in relazione alla salute nutrizionale dei consumatori, sull’ambiente e sul benessere degli animali che producono carne. Molto delicati e di non provata efficacia, anche con probabili risultati contraddittori, sono i possibili interventi volti a modificare, nei consumatori, i consumi di carne attraverso azioni che riguardano la produzione, la vendita, la trasformazione e la distribuzione di carne e di prodotti a base di carne, iniziando dal loro prezzo. Per modificare la domanda di carne da parte dei consumatori sono necessarie maggiori prove sull’efficacia dei diversi interventi volti a influenzare le loro scelte alimentari, comprendendo sia i sistemi decisionali riflessivi che quelli non riflessivi ma inconsci e automatici. I potenziali interventi all’interno di un paradigma di scelta razionale includono i sistemi di etichettatura (basati su criteri sanitari o ambientali), i programmi di certificazione (basati su considerazioni di benessere o ambientali) o fiscali (come le cosiddette tasse sui grassi). In alternativa, le risposte di tipo inconscio o automatico ai segnali ambientali che influenzano i comportamenti di acquisto e consumo possono essere manipolate attraverso modifiche dell’ambiente alimentare, nelle presentazioni di vendita al dettaglio e di consumo. La storia e l’esperienza insegnano che i cambiamenti nei comportamenti alimentari sono lenti e, quando le norme sociali si devono modificare, può essere utile un coordinamento degli sforzi della società civile, delle organizzazioni sanitarie e del governo. Tuttavia, è probabile che gli interventi per migliorare gli obiettivi sanitari e ambientali richiedano una migliore comprensione dell’impatto che i consumi di carne hanno sull’economia, sulla salute dei consumatori e dell’ambiente, e sul benessere degli animali.
Prof. Em. Giovanni Ballarini
Università degli Studi di Parma

 

Didascalia: mentre nei paesi ad alto reddito il consumo di carne è pressoché fermo o addirittura in calo e in quelli a medio reddito è in forte aumento (soprattutto per scelta e/o ragioni etiche), nei paesi con reddito basso rimane basso (e stabile) anche il consumo di carne. In generale, tra le diverse carni l’aumento maggiore riguarda quelle avicole e quelle suine.

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.