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Eurocarni nr. 2, 2019

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 10)

La carne nel mondo

Europa, leggero aumento dell’export di carni suine — Germania, produzione di suini in calo — Canada, Stati Uniti e Messico firmano il NAFTA — UE-Giappone, con Jefta accordo positivo per export agroalimentare: via dazi sull’85% dei prodotti, tra cui anche le carni suine

Europa, leggero aumento dell’export di carni suine
Durante i primi nove mesi del 2018, le esportazioni di carne suina europea hanno subito un lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+0,8%), raggiungendo 2.804.726 tonnellate esportate. La destinazione principale, con il 34,6% del contingente totale, è la Cina, dove sono state inviate un totale di 1.001.337 tonnellate, seguita dal Giappone (342.000 t), dalla Corea del Sud (246.444 t), dalle Filippine (217.163 t) e Hong Kong (178,204 t). Con 5.883 tonnellate (+66%), si sottolinea l’aumento delle esportazioni in Vietnam rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (fonti: ec.europa.eu/agriculture www.3tre3.it).

Germania, produzione di suini in calo
Durante i primi nove mesi del 2018 in Germania sono stati macellati 42,36 milioni di suini, circa 1,08 milioni in meno (–2,5%) rispetto allo stesso periodo del 2017, secondo dati Destatis del Ministero dell’Agricoltura spagnolo. La produzione di carni suine è diminuita nel periodo indicato di circa 99.400 tonnellate (–2,4%), attestandosi a 3,9 milioni di tonnellate, a causa del calo delle importazioni di suini per la macellazione dall’estero. D’altra parte, anche il numero di suini consegnati ai macelli dagli stessi allevatori tedeschi è stato ridotto, passando da 556.800 (–1,4%) a 39,84 milioni di capi. Durante i primi nove mesi del 2018, circa 2,49 milioni di suini provenienti da altri Stati Membri della UE sono stati macellati in macelli tedeschi, ovvero 521.000 animali in meno (–17,3%) rispetto allo stesso periodo del 2017 (fonti: mapa.gob.eswww.3tre3.it).

Canada, Stati Uniti e Messico firmano il NAFTA
Il nuovo accordo sul NAFTA (North American Free Trade Agreement) mantiene gli elementi chiave di questa relazione commerciale incorporando disposizioni nuove e aggiornate che cercano di affrontare i problemi di business del XXI secolo e di promuovere nuove opportunità. Nel 1994, Stati Uniti, Messico e Canada crearono la più grande regione di libero scambio al mondo con l’accordo di libero scambio nordamericano, generando crescita economica e contribuendo ad elevare il tenore di vita della popolazione dei tre Paesi Membri. Il nuovo accordo Canada – Stati Uniti – Messico servirà a rafforzare i loro legami economici (fonte: international.gc.ca).

UE-Giappone, con Jefta accordo positivo per export agroalimentare: via dazi sull’85% dei prodotti, tra cui anche le carni suine
L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Giappone, denominato Jefta Japan-EU Free Trade Agreement, è positivo per l’export agroalimentare. Per questo il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, auspica un voto favorevole da parte della plenaria del Parlamento europeo, dopo l’ok a larga maggioranza della Commissione Commercio Internazionale. “Grazie a questo accordo, siglato a luglio 2018 dal premier giapponese Shinzo Abe, dal presidente del Consiglio UE Donald Tusk e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker, le esportazioni agroalimentari comunitarie verso il Paese del Sol levante potrebbero, infatti, aumentare sensibilmente per i cibi trasformati”, ha dichiarato il coordinamento, ricordando che questa intesa bilaterale, a differenza del CETA, non dovrà essere ratificata dai Parlamenti degli Stati Membri, ma solo dal Parlamento europeo e dalla Dieta nazionale, l’organo legislativo del Giappone. “Per dimensione economica, si tratta del più grande accordo commerciale della UE, che consentirà l’eliminazione dei dazi sull’85% dei prodotti agroalimentari comunitari destinati al mercato nipponico, tra i quali figurano vino, formaggi, carni suine, pasta, dolci e prodotti a base di pomodoro”, ha aggiunto Agrinsieme. “Il Giappone è il quarto mercato in ordine di grandezza per le esportazioni agricole comunitarie, che hanno un valore venti volte superiore a quello delle esportazioni nipponiche nell’UE. Il Paese si presenta come un mercato ‘ricco’, caratterizzato da consumatori molto esigenti, continuamente alla ricerca di prodotti di nicchia e di assoluta qualità, oltre che molto interessati all’eccellenza del made in Italy agroalimentare. Il Giappone, inoltre, è il sesto maggior partner commerciale dell’Italia al di fuori dell’Unione Europea, con un surplus commerciale di 2,4 miliardi di euro; il nostro Paese, infatti, a fronte di importazioni per 4,2 miliardi, esporta verso il Paese del Sol levante beni per circa 6,6 miliardi di euro, cifra che secondo l’esecutivo comunitario potrebbe addirittura raddoppiare grazie all’accordo di partenariato”, ha concluso Agrinsieme, che torna così a rinnovare il sostegno ad accordi di libero scambio fondati su regole chiare e favorite da oggettive potenzialità per il mercato agroalimentare italiano (fonte: Copagri Nazionale Confederazione Produttori Agricoli; photo © andershusa.com).

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