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Eurocarni nr. 2, 2019

Rubrica: Week-end
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 120)

In agriturismo tra Pordenone e le Dolomiti: il Friuli a tavola

Carne, salumi, verdure, frutta. L’azienda agrituristica si serve di più prodotti per integrare il reddito con l’accoglienza di chi ama visitare, mangiare, dormire o direttamente far la spesa dal produttore. Sono tante ormai le realtà di questo tipo. Noi ne abbiamo visitate due in Friuli Venezia Giulia, tra la pianura e la montagna.

La prima
A fare da sfondo al centro turistico rurale Gelindo dei Magredi, a Vivaro (PN), è il territorio dei Magredi, sassoso e desolato: con sentieri ghiaiosi, vegetazione bassa e interessanti specie autoctone. Un ambiente formatosi in prossimità dei torrenti Cellina e Meduna, che ad un certo punto scompaiono nella falda acquifera, singolare fenomeno geologico, per riapparire in superficie nella zona delle risorgive, a Cordenons. Una Zona a Protezione Speciale. L’agriturismo Gelindo dei Magredi (www.gelindo.it), creato nel 1970, è una grande fattoria di proprietà della famiglia Trevisanutto, terza generazione, discendenti di Gelindo, nobile cavaliere ungherese. Forse da quest’origine nasce la passione per i cavalli? L’agriturismo, oltre a frutteti, vigneti, orti e laboratori di trasformazione dei prodotti, include un attrezzato centro d’equitazione completo di stalle, maneggio e corsi di vario livello. Può anche ospitarli ma, per esplorare il territorio, offre i suoi cavalli e organizza escursioni in carrozza, oltre a 25 biciclette a disposizione. E non manca la piscina per rilassarsi. Si può pernottare in 40 camere site in varie costruzioni e in un agri-campeggio di 18 piazzole. Molto interessanti sono la produzione agroalimentare e il ristorante, che conta su una genuina varietà di prodotti aziendali che per propone in una cucina friulana. La ristorazione cominciò con la trattoria del nonno Gelindo, aperta nel 1962, nucleo originario dell’attuale complesso turistico, ma in cucina oggi ci sono i fratelli Tiziano ed Elena. L’azienda, nei suoi 15 ettari, produce ortaggi e frutta trasformati in passate di pomodoro, giardiniere, sottoli, salse, succhi e confetture, in vendita nel buteghin, il negozio annesso al ristorante. Un piccolo allevamento di bovini e suini garantisce invece carni, salumi e prosciutti lavorati in proprio e stagionati almeno 24 mesi. Infine i vigneti di Chardonnay, Pinot bianco, Cabernet franc, Sauvignon, Merlot e Refosco dal peduncolo rosso producono le uve per diverse etichette. «La nostra cucina — ci dice Tiziano Trevisanutto — vuole far conoscere i prodotti e le ricette del territorio e dell’azienda. Usiamo prodotti nostri e di altri produttori locali di fiducia, tutto comunque secondo le stagioni, la freschezza e la qualità». La tradizione gastronomica locale, sia pure alleggerita, si esprime in piatti come lo Gnocco verde, senza patate ma di sole erbe (sclopit, cioè silene, tarassaco e spinacina), servito in un cestino di frico, il formaggio friulano fatto con gli scarti della lavorazione casearia; oppure nel Filetto di maiale lardellato ai frutti di bosco e mele. La cantina offre vini da tutta Italia, con qualche rarità straniera e molti friulani (conto € 28,00).

La seconda
L’agriturismo Pian dei Tass (www.piandeitass.it) della famiglia Tinor sorge in un territorio incontaminato sulle montagne della Valcellina, in Val Pentina, a 490 metri di altitudine, non lontano dal lago di Barcis, zona delle Dolomiti friulane patrimonio Unesco. L’azienda agricola, interamente condotta con agricoltura biologica, possiede 4 ettari tra prati fioriti, boschi e frutteto biologico, nel quale sono coltivate 6 varietà di mele — Idared, Pinova, Topaz, Mairac, Braeburn e Sirius — usate in cucina e per produrre succhi e marmellate. Presto potrebbe aggiungersi una piccola produzione di sidro. La coltivazione, di 250 quintali, è cominciata solo cinque anni fa e da poco si avvale di un nuovo laboratorio di trasformazione. L’azienda offre ospitalità in una casa rurale in pietra con camere e in una seconda costruzione con taverna e camere, caldi ambienti con pareti interne e scale di legno e arredi country style di montagna. In totale 5 camere e 3 appartamenti. Lo chef Mario Tinor e sua moglie Olga propongono una cucina tradizionale e casalinga tutta gnocchi, ravioli, frico e mele, dai primi ai dolci. Tra le ricette da provare suggeriamo i Ravioli ripieni di erbe su letto di erbe di montagna e fonduta e il Crostino di frico su polenta con ripieno di formaggio, cipolle, patate e verdure (conto € 24,00).
Massimiliano Rella

 

Didascalia: Mario e Olga Tinor (photo © Massimiliano Rella).

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