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Eurocarni nr. 12, 2019

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 134)

CibusTec, la food technology si incontra a Parma

Con 40.000 presenze, guida l’Italia nelle tecnologie alimentari

«I numeri di quest’anno sono sensazionali. Confermate le 40.000 presenze attese, il 25% delle quali estere». Con queste parole Thomas Rosolia, presidente di KPE Koeln Parma Exhibitions – JV Koelnmesse GmbH e Fiere di Parma, ha commentato i dati di chiusura dell’edizione 2019 di CibusTec (22-25 ottobre). Numeri da leggere al fianco dei 1.300 espositori (il colosso tedesco Anuga Food Tech ne totalizza 1.650), dei 400 brand esteri, dei 120.000 m2 di spazio espositivo occupato che complessivamente fanno di questa 52a edizione… un’edizione da record. Numeri che per Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, sono la riconferma che le collaborazioni a livello internazionale fanno crescere anche il made in Italy. «Grazie ad un’attenta calendarizzazione — ha affermato Cellie — abbiamo fatto crescere sia Parma che Colonia. E assieme al nostro partner, stiamo già pensando a nuovi format da lanciare nel 2021». «Nei suoi 80 anni di storia CibusTec ha contribuito, e contribuisce tuttora, sia allo sviluppo del territorio, che alla crescita dell’economia, locale e nazionale, in un comparto in cui l’Italia è leader e punto di riferimento per la determinazione degli standard qualitativi e di sviluppo della tecnologia applicata al processo alimentare» ha detto Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere di Parma, nel suo discorso inaugurale dell’evento. «Di edizione in edizione CibusTec si è sempre allineato con le esigenze di innovazione dell’industria, sapendo individuare le tematiche più “calde” in termini di processing, packaging e distribuzione. E anche quest’anno siamo qui a confrontarci sulle nuove sfide mondiali che il settore dovrà affrontare e sulle grandi opportunità che a livello mondiale possiamo cogliere».

I saluti di Bellanova
Anche se non presente fisicamente, non è mancato il messaggio della ministra delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali Teresa Bellanova. «Nel presentare CibusTec a giugno è stato sottolineato come questa 52a edizione nascesse nel segno dell’internazionalizzazione, rivendicando il ruolo guida del nostro Paese nelle tecnologie alimentari. Nei momenti più tremendi della crisi di questi anni, l’Italia ha continuato a fare l’Italia anche su mercati lontani. Un segno distintivo della forza e lungimiranza di chi non si arrende e continua ad investire in ricerca, innovazione, tecnologie, volontà di affrontare e raggiungere nuovi mercati e buona globalizzazione. Quella della competizione leale e ad armi pari che sceglie di misurarsi sul terreno della qualità e dell’eccellenza, delle soluzioni e dei servizi. Per questo ritengo fortemente lungimiranti e strategici i focus a sostegno dell’export delle aziende italiane in Africa e in India, dove gli sprechi lungo la catena alimentare sfiorano il 40%. Con un’espressione felice — ha continuato la ministra — avete parlato di innovazioni che strizzano l’occhio al futuro. Un futuro dove dobbiamo fronteggiare la crisi climatica in atto e dove tecnologia ed ecologia devono andare di pari passo. Per produzioni sempre più sostenibili, anche grazie all’agricoltura di precisione, e per offrire al consumatore prodotti nutrienti caratterizzati da elevati standard di sicurezza. Idee che sono anche alcuni dei punti prioritari del mio programma di governo».

L’opening di Paolo De Castro
L’opening session della fiera, curata dal World Food Research and Innovation Forum, è stata invece l’occasione per Paolo De Castro, coordinatore S&D della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, per affrontare un tema di grande attualità. «Con l’avvio della nuova legislatura, e in attesa che sia completato il mosaico della Commissione, ribadiamo il nostro, e mio personale impegno, a dare un’accelerazione alle norme destinate a regolamentare meglio l’uso di nuove tecnologie nel settore agroalimentare. Un fronte sul quale ci siamo già confrontati anche con il neocommissario designato all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, dal quale ci aspettiamo un importante contributo in questa direzione nel quadro della riforma della Politica Agricola Comune». E la Politica Agroalimentare Comune è stata al centro dell’intervento di De Castro. «Una Pac che rispetto alla proposta della Commissione uscente dovrà riportare le responsabilità decisionali in mano all’Europa, scongiurando rischi di rinazionalizzazione delle politiche di settore che non gioverebbero a nessuno. Nel solco del New Green Deal indicato dalla presidente del nuovo esecutivo, Ursula von der Leyen, trarremo nuovo slancio per valorizzare produzioni e tecnologie a sostegno delle eccellenze agroalimentari, europee e italiane in particolare, che sono una punta di diamante delle nostre esportazioni. Per questo dovremo però semplificare le procedure, rendendo più rapidi i processi di autorizzazione in virtù dei cambiamenti tecnologici che investono queste produzioni. Sulle nuove tecnologie di miglioramento genetico, ad esempio, molti nostri ricercatori e scienziati all’avanguardia aspettano solo un via libera dall’Unione Europea per poter portare un deciso contributo alla diffusione di un’agricoltura più sostenibile. Il forte legame  già esistente del Parlamento Ue con i nostri territori, come quello della Food Valley e di Parma che ospita CibusTec, non potrà che rafforzarsi».

Internazionalizzazione e globalizzazione parole d’ordine
Tra i Paesi più rappresentati in fiera l’Italia — che, nell’ambito delle tecnologie alimentari, oggi può vantare una leadership indiscussa rappresentando il 32% della produzione dell’UE 28 —, ovviamente, resta al primo posto, seguita da Germania, Paesi Bassi Danimarca, Svizzera, Francia, Cina Stati Uniti e Turchia. «La parola chiave è e resta globalizzazione» commenta Roberto Luongo, direttore generale ICE Italian Trade Agency. «Il 32% della ricchezza del Paese deriva dall’export. La chiusura dei mercati, i dazi doganali: sono situazioni pericolosissime. Il tema della globalizzazione è strategico all’interno della fiera alimentare perché, guardando i dati, l’Italia è il secondo Paese esportatore al mondo dopo la Germania nel settore. La ricchezza del nostro Paese sta nella capacità di guardare avanti, andando a cogliere gli aspetti fondamentali della filiera. Noi dobbiamo fare ancora di più. Grazie a ICE sono presenti a CibusTec 150 operatori provenienti da 40 Paesi diversi. Intorno alle tipicità del nostro Paese dobbiamo essere in grado di entrare nel mercato internazionale con un grado di innovazione sempre maggiore».

Innovare e formare
Innovazione fa rima con formazione. L’una non potrebbe essere divisa dall’altra. Fondamentale diventa quindi l’attività dell’università. Il pro rettore dell’Università degli Studi di Parma, Fabrizio Storti, non ha, infatti, alcun dubbio. «Il nostro ateneo fa del food un obiettivo di ricerca e di formazione fondamentale. Ci piace considerare CibusTec come un punto di partenza di quello che sarà un importante approfondimento sulle principali sfide della filiera agroalimentare come il World Food Research & Innovation Forum del 2020».

Un occhio al futuro e l’Emilia-Romagna al suo centro
«A Parma, a CibusTec, è stato unito il meglio dell’agroalimentare, dell’enogastronomia e del cibo mondiale con il meglio dell’innovazione tecnologica e digitale, fondamentale per competere in futuro con i territori più avanzati d’Europa e del mondo» ha commentato Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, a margine della sua vista in fiera. «Quattro giorni straordinari che segnano anche la grande capacità di questo territorio di sapersi proporre al mondo come terra di innovazione».

>> Link: www.cibustec.it

 

Lagafors: nella cornice di CibusTec presentato il sistema di pulizia centrale CCS che unisce capacità, prestazioni e qualità elevate

In occasione di CibusTec 2019 abbiamo conosciuto Lagafors Fabriks AB, azienda svedese specializzata in soluzioni igieniche per l’industria alimentare. Le competenze ingegneristiche dell’azienda hanno portato a due sistemi di sicurezza alimentare: il sistema di pulizia centrale CCS e LogTraceSystem LTS. I sistemi funzionano congiuntamente per fornire processi di pulizia altamente efficienti, completamente registrati e monitorati, garantendo i più elevati standard di igiene accoppiati all’efficienza economica. Ciò rende inestimabile il loro contributo alla sicurezza alimentare. L’azienda, di cui Tekna Parma è distributore per l’Italia, aveva in fiera a Parma come referente Martin Johansson, che nelle giornate della manifestazione ha incontrato numerosi clienti e interessati. Il sistema di pulizia centrale Lagafors CCS presentato si distingue per la massima igiene e la riduzione dell’impatto ambientale e dei costi attraverso un attento utilizzo delle risorse. «Rispetto alla maggior parte dei sistemi e metodi di pulizia, è possibile ottenere risparmi fino al 35%» ha detto Martin. «Il sistema è stato progettato per ridurre il consumo di acqua garantendo la massima tracciabilità». Una tecnologia ideale per l’industria della lavorazione delle carni e alimentare.

>> Link: www.lagafors.se

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