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Eurocarni nr. 12, 2019

Rubrica: Convegni
(Articolo di pagina 116)

Quando la carne è protagonista

Un convegno dedicato alla filiera zootecnica cooperativa

Lo scorso ottobre, a Mozzecane, in provincia di Verona, si è tenuto il convegno “Rossa di qualità: quando la carne è protagonista”, dedicato alla filiera zootecnica cooperativa. Organizzato magistralmente da Confcooperative Verona all’interno della splendida cornice dell’Agriturismo Corte Scaligera, l’incontro si è aperto coni saluti del presidente di Confcooperative Verona Fausto Bertaiola, che ha ringraziato Nicola Fortuna, presidente della Cooperativa zootecnica Scaligera che ha ospitato il convegno. Questo primo incontro ha rappresentato un punto di partenza dal quale progettare ulteriori iniziative e occasioni di confronto tra filiera e mercato. Obiettivo del convegno è stato quello di informare principalmente i consumatori e gli stakeholder del settore zootecnico sulle proprietà e sulle qualità della carne rossa prodotta nel rispetto di rigidi disciplinari, analizzandola in un contesto di sostenibilità e in relazione al benessere degli animali. La tavola rotonda, coordinata da Paolo Massobrio, giornalista di economia agricola ed eno­ga­stronomica, ha visto la parteci­pa­zione di Luigi Bertocchi, dirigente veterinario Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna “B. Ubertini”, del prof. Fulvio Ursini, dell’Università di Padova del Dipartimento di Medicina Molecolare e della nostra Elena Benedetti della rivista Eurocarni. All’interno del confronto sono stati trattati temi centrali per il settore quali la sostenibilità della filiera zootecnica, il benessere degli animali, una corretta ed equilibrata alimentazione e la comunicazione degli aspetti positivi della carne. In particolare, nel corso del confronto è emersa chiara la necessità di migliorare il profilo comunicativo, attraverso logiche di maggiore efficacia e adeguatezza, verso il mercato e quindi i consumatori, rispetto un settore, quello zootecnico, in continuo sviluppo e alla costante ricerca di elementi di innovazione e sostenibilità. Nicola Fortuna ha dato il benvenuto ai partecipanti nella Corte Scaligera, una struttura polifunzionale che è accoglienza, agriturismo e spaccio di carni bovine, con ampie vetrate trasparenti nelle quali tutta la lavorazione della cucina e delle carni è a vista. Inaugurata da poco più di un anno, questa sede è stata perfetta per accogliere relatori e partecipanti e per discutere di filiere zootecniche e strategie di comunicazione.

Massobrio: ragionare insieme per comprendere il cambiamento
«Il settore agricolo comunica con l’esterno attraverso convegni tecnici. Ciò che invece serve è questo tipo di aggregazioni» ha detto il giornalista milanese, che ha da poco pubblicato la nuova edi­zione de Il Golosario 2020. Guida alle cose buone d’Italia, che raccoglie 3.300 ristoranti in Italia. Tra di questi ci sono anche locali che nei loro menù propongono principalmente carne. «Ma come comunicano la carne? Se in Giappone è d’obbligo la certificazione dell’origine della carne consumata al ristorante da noi spesso e volentieri manca totalmente l’indicazione di che cosa stiamo mangiando e questo è un vero pec­cato. La carne, inoltre, ha subito una profonda trasformazione nell’offerta, basti ricordare per esempio Le Fassonerie della Compral di Cuneo, o il M** Bun dell’Azienda Agricola Scaglia o ancora le tantissime macellerie con cucina che hanno aperto in giro per l’Italia. Infine, la nostra società è in evoluzione, l’approccio al consumo della carne cambia e i modi di cucinarla cambiano anch’essi. Serve cultura, tradizione ed evoluzione per essere sempre al passo con il mercato e con le aspettative dei consumatori».

Bertocchi: i consumi di carne a livello mondiale e l’aspirazione ad un modello sostenibile
«Nel 2000 fu pubblicato uno studio previsionale secondo il quale a livello mondiale il consumo di proteine animali nel 2050 sarebbe rad­doppiato. Ciò non tanto per l’incremento della popolazione ma in particolare per l’aumento della cosiddetta middle class, del ceto medio, che con il migliorare delle proprie condizioni economiche accede maggiormente al consumo di carne» ha dichiarato Luigi Bertocchi. «Ecco, queste previsioni si stanno verificando ma ciò — ricordiamolo — comporta una serie di problemi. Il primo è legato ai costi; segue un sovraconsumo di suolo e, non ultimo, le emissioni a livello ambientale.
C’è quindi un problema di incremento della produzione animale legato ai rischi di carattere ambientale. E c’è anche il nuovo “ruolo” del consumatore che si pone domande su come vengono allevati gli animali. L’allevamento intensivo oggi è di gran lunga il più efficiente e se effettuato in condizioni di benessere animale e ambientale ecco che diventa l’eccellenza».

Benedetti: la carne nei nuovi canali della comunicazione e l’importanza della filiera
«I consumatori sono oggi sempre più infedeli, informati, selettivi, consapevoli delle logiche di vendita e promozione, inseriti in un contesto sociale instabile e senza più grossi punti di orientamento, sempre più individualisti nei comportamenti di consumo che vogliono condividere, preoccupati per un futuro incerto, con una identità sempre più frammentata e mutevole. Internet e i social network, in particolare, hanno aumentato la possibilità degli utenti di avere accesso diretto alle informazioni, di creare direttamente dei contenuti, di entrare in relazione con un vasto numero di persone e di relazionarsi ed esprimere il proprio punto di vista direttamente nei confronti delle aziende, dei prodotti e dei servizi andando così a potenziare la logica sempre esistita del “passaparola”. E nel mondo delle carni cosa succede? Su Instagram, per esempio, c’è ancora parecchio da fare. Siamo solo all’inizio e i contenuti sono tutti da costruire. Basta fare una ricerca con #meat per trovare 9,3 milioni e mezzo di post. Decisamente un bel numero, ma se cercate #vegan i post sono 85 milioni. Come hanno contribuito i social media all’aumento di chi ab­bandona la carne? Chiara Morini su ninjamarketing.it riporta la tesi di Ignacio Garcia Zoppi, antropo­logo digitale e fondatore di Tree Intelligence. “Sono le emozioni a determinare se una campagna social contro o a favore di un’istituzione o un brand arriverà al punto di svolta. Zoppi ritiene che tali campagne di sensibilizzazione raggiungono il successo virale sui social media grazie a delle precise fasi interconnesse” scrive Morini sul blog di comunicazione ninjamarketing.it. Sono quindi i contenuti emotivi, evocativi e personali le chiavi di svolta della comunicazione dei nostri tempi. E su queste frequenze occorre lavorare per raccontare il prodotto carne, la filiera che c’è a monte, le storie di allevatori che lavorano con passione, la cura nel trasformare la carne in un alimento fatto di proteine nobili. Corta, controllata, garantita, certificata: la filiera è il tema del momento nel mondo del food e invade le confezioni dei prodotti venduti nella distribuzione moderna. Ma quanto vale nel largo consumo confezionato? Oltre 259 milioni di euro di sell-out, calcola l’Osservatorio Immagino. Fino a poco tempo fa era un termine da addetti ai lavori: pochi altri, infatti, ne conoscevano il significato e le implicazioni. Ora, invece, “filiera” è diventata uno dei valori trainanti dell’universo alimentare italiano anche quando si fa la spesa al supermercato».

Scomparin e Marchesin, voce alle filiere
Nel corso della mattina non è poi mancato un saluto da parte del presidente del settore zootecnico di Confcooperative Veneto Fabio Scomparin e una breve presentazione del Sigillo Italiano da parte di Giuliano Marchesin, direttore Unicarve, che ha presentato il marchio collettivo “Consorzio Sigillo Italiano”. Questo può essere abbinato a tutti gli altri marchi regionali come QV, Qualità Verificata. L’obiettivo? Uscire finalmente dall’anonimato e veicolare anche sulla vaschetta del banco carni la provenienza della buona carne della filiera italiana.
Federica Cornia

>> Link: www.coopscaligera.itwww.verona.confcooperative.it

 

Didascalia: “Rossa di qualità: quando la carne è protagonista”, è il titolo del convegno dedicato alla filiera zootecnica cooperativa organizzato da Confcooperative Verona presso l’Agriturismo Corte Scaligera.

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