Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 11, 2019

Rubrica: Tecnologie
(Articolo di pagina 142)

Niederwieser Spa: la nuova linea di film e buste riciclabili per l’economia circolare, da oggi disponibile anche in versione “semirigida”

Per anni l’obiettivo dell’azienda Niederwieser Spa è stato quello di creare un prodotto che supportasse l’economia circolare. Oggi tutto questo è reale.

Il progetto NextFlex
Con il progetto NextFlex, Niederwieser lancia sul mercato la nuova linea di film termoformabili e buste per sottovuoto riciclabili. Un innovativo metodo per il confezionamento sottovuoto e in atmosfera modificata che garantisce ottime prestazioni e un’effettiva riduzione degli sprechi. La generazione NextFlex abbatte il concetto di rifiuto sostituendolo con quello di riciclo. Nulla viene sprecato, tutto è valorizzato e reintrodotto in un processo di economia circolare, massimizzando la vita del prodotto per ridurre la produzione dei rifiuti. Tra tutti i requisiti che gli imballaggi alimentari devono soddisfare, il più importante è la protezione del prodotto stesso. Affinché quest’ultimo si conservi e sia sicuro fino al momento del consumo, l’imballaggio primario deve essere progettato e sviluppato in maniera tale da prevenire, o almeno ritardare, il deterioramento chimico, microbiologico e fisico del contenuto. Difatti, la maggior parte dei prodotti alimentari si deteriora in qualità a causa di fenomeni di trasferimento di massa come l’assorbimento di umidità e di odori, l’invasione di ossigeno e la perdita di sapore. Fino ad oggi questo obiettivo poteva essere raggiunto unicamente con materiali convenzionali, difficilmente riciclabili per la loro incompatibilità con i requisiti delle strutture di selezione e riciclo. NextFlex è l’ingrediente alla base della rivoluzione green messa in atto da Niederwieser. La sua formulazione a base di Monopoliolefine contribuisce alla sostenibilità e soddisfa i requisiti delle normative in termini di imballaggio. La versatilità di questo nuovo materiale lo rende adatto sia a film per termoformatura che a buste per sottovuoto. I film NextFlex e le buste CombiNext made with NextFlex sono oggi una risposta riciclabile nel mondo del packaging.

Il confezionamento sottovuoto: ieri e oggi
In un mondo dove lo spreco alimentare è una questione di primaria importanza, il confezionamento sottovuoto o in atmosfera modificata non deve essere visto come una minaccia, bensì come una soluzione per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Attualmente i film e le buste utilizzati nell’ambito del packaging alimentare sono realizzati da una combinazione di materie plastiche di vario tipo. Queste hanno lo scopo di fornire all’imballo resistenza meccanica, barriera ai gas e all’umidità, termoformabilità e saldabilità, preservando così l’atmosfera protettiva all’interno del pack. Pur essendo efficaci, queste strutture non sono riciclabili allo stato delle tecnologie attuali. Partendo da questo assunto, sono però da riconoscere sia gli evidenti vantaggi apportati dal confezionamento alimentare che le conseguenze derivate dai materiali plastici utilizzati. Combinando la necessità ad un problema, Niederwieser ha deciso di intra­prendere una nuova strada, lanciando sul mercato una linea di film e buste riciclabili studiata per proteggere il prodotto, rispettando l’ambiente.

NextFlex: il cambiamento che fa la differenza
Lo scopo del progetto NextFlex era quello di trovare un’alternativa adeguata agli attuali materiali utilizzati, mantenendo o, addirittura, migliorando le prestazioni di prodotto. NextFlex si approccia all’economia circolare attraverso un design studiato per favorire il riciclaggio, utilizzando unicamente materiali fra loro compatibili e che possano essere riciclati insieme. Si basa su materie plastiche a base poliolefinica, ottenendo così una struttura quanto più omogenea e perfettamente adatta ad essere co-trasformata nei flussi di valore degli impianti di riciclaggio plastico esistenti. Durante la fase preliminare di progettazione del film, uno dei principali requisiti è stato la sua adattabilità. Una soluzione riciclabile che fosse accessibile al parco macchine confezionatrici già esistenti presso i clienti, senza però rallentarne i ritmi di produzione. NextFlex offre le stesse prestazioni in termini di macchinabilità, velocità, saldabilità e facilità di formatura, rendendo immediato il passaggio ad un packaging sostenibile. In termini di conservazione degli alimenti deperibili, i film NextFlex garantiscono le stesse capacità di barriera fornite dai film convenzionali non riciclabili. Ciò si deve allo strato sigillante in polietilene, già noto per le buone proprietà di barriera contro l’umidità ma, a differenza del passato, si ottiene  in totale assenza di poliammide. Inoltre, la barriera O2 ottenuta fino ad oggi sfruttando le proprietà derivate da altre materie prime o lacche, non compatibili con Polietilene e Polipropilene, contamina la matrice poliolefinica, rendendo l’imballaggio recuperabile unicamente sotto forma di energia per incenerimento. Nei film e buste NextFlex questa si ottiene aggiungendo un sottile strato di alcol etilenvinilico co-processato in valori inferiori al <5%; così facendo la sua presenza in così basse percentuali eguaglia le prestazioni senza intaccare in alcun modo i flussi di valore del Polietilene e del Polipropilene, lasciando incontaminate le proprietà di riciclabilità. Per una maggiore sicurezza del prodotto imballato, tutta la linea NextFlex può essere sottoposta a trattamenti termici di pastorizzazione, fino ad un massimo di 90°.

Una nuova soluzione: da flessibile a bottom per affettati
I film flessibili e i film semirigidi comunemente utilizzati per l’imballaggio di alimenti deperibili in sottovuoto o ATM sono composti da combinazioni di materiali attualmente non o difficilmente recuperabili. Le soluzioni più comuni in questo settore contemplano strutture a base di PA/PE, nel caso di film flessibili, e di APET/PE-EVOH-PE per utilizzi in packaging semirigidi. Il motivo principale della loro non riciclabilità si deve alla non omogeneità delle materie prime utilizzate e alla conseguente incapacità di separare i singoli componenti allo stato delle tecnologie attuali. NextFlex, basandosi su materie prime omogenee fra di loro, si propone come alternativa per la maggior parte delle applicazioni esistenti. Combinando la tecnologia di coestrusione a 11 strati alla nuova e innovativa formulazione in polietilene e polipropilene, replica le stesse performance. Visto il grande successo del nuovo materiale NextFlex, la Niederwieser ha deciso di ampliare la gamma di spessori attualmente disponibili con un film di spessore superiore, in alternativa al confezionamento semirigido esistente. Dai 60 ai più recenti 270µ, l’azienda è oggi in grado di fornire una soluzione unica completamente riciclabile: dal lidding top al bottom termoformabile.

Lo scenario europeo
In un contesto europeo segnato dalla Direttiva 852, creata allo scopo di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e promuoverne il riutilizzo, il riciclaggio e altre forme di recupero dei rifiuti, diventano uno strumento necessario per la transizione verso un’economia circolare. I paesi dell’UE devono adoperarsi per ratificare quanto prescritto dalla direttiva, tenendo conto degli obiettivi imposti per ciascuna tipologia di materiale da imballaggio.
I suddetti obiettivi prevedono che almeno il 65% in peso di tutti gli imballaggi debba essere riciclato entro il 31 dicembre 2025. Nello specifico, per quanto concerne gli imballaggi plastici, il riciclo dovrà essere pari al 50% e raggiungere il 70% entro il 2030.

Italia: cosa dice il Consorzio Nazionale per gli imballaggi (CONAI)
Dal 2012 ad oggi il CONAI si è adoperato per la sensibilizzazione delle aziende ad un uso più responsabile e cosciente dei packaging. Il suo scopo è stato quello di incentivare l’utilizzo di imballaggi maggiormente riciclabili, collegando il livello contributivo all’impatto ambientale degli stessi. Per questa ragione ha avviato una diversificazione del contributo ambientale basandosi sulla composizione dei materiali, a partire da quelli più complessi per varietà delle tipologie e tecnologie di riciclo. I criteri individuati per eseguire la valutazione sono la selezionabilità, riciclabilità e, per gli imballaggi che soddisfano i primi due, il circuito di destinazione prevalente dell’imballaggio-rifiuto: domestico o legato al Commercio & Industria. Nel 2018, sono state individuate tre differenti classi contributive che si sono poi evolute nel 2019 e nuovamente per il 2020 al fine di includere una maggiore e più specifica distinzione da eseguire al momento della valutazione (si veda il Box informativo). Nel rispetto delle nuove fasce contributive in vigore nel 2020, arricchite di precisazioni sulle tipologie di imballaggi, ma soprattutto riviste tenendo conto delle nuove tecnologie di riciclo, già sviluppate o in fase di perfezionamento, il NextFlex entra in fascia B2 Imballaggi con una filiera di selezione e riciclo in fase di consolidamento e sviluppo – da circuito “Domestico” e/o “Commercio & Industria”.

Fatti non parole: riciclabile in economia circolare
Il gruppo Niederwieser ha deciso di sottoporre la verifica di riciclabilità del nuovo film NextFlex all’ente indipendente tedesco Institut Cyclos-HTP. Partner esclusivo Grüne Punkt, ne ha dichiarato a tutti gli effetti la sua riciclabilità in un ottica di economia circolare. Sia il Grüne Punkt tedesco che le più consolidate catene di distribuzione europee, stanno spingendo per la scelta di nuovi materiali riciclabili, fra i quali rientrano anche soluzioni a base di polietilene e polipropilene riconosciute come un’ottima alternativa nel mondo del packaging alimentare a barriera riciclabile.
Fatti e non parole: NextFlex è oggi disponibile in vari spessori e formati, pronto per la consegna.

>> Link: www.niederwieser.it

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.