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Eurocarni nr. 11, 2019

Rubrica: La pagina scientifica
(Articolo di pagina 150)

La Piemontese è promossa a pieni voti

A Carrù un convegno scientifico dimostra dati alla mano che la carne non ingrassa, non fa male e non predispone a malattie tumorali. Ma a condizione che sia magra, di qualità e non sia carne processata: che abbia insomma le caratteristiche della carne di razza Piemontese

La carne bovina di razza Piemontese è stata al centro del 4o convegno scientifico svoltosi venerdì 27 settembre presso la Casa della Piemontese a Carrù (CN), patria del Bue Grasso. Esperti di nutrizione e alimentazione provenienti da varie parti d’Italia si sono confrontati, sotto la regia del giornalista Edoardo Raspelli, sul tema volutamente provocatorio “Carne rossa, come il pesce?”. In apertura dei lavori, il dott. Gianfranco Occelli, responsabile scientifico del Consorzio per la Tutela e Valorizzazione del Bue Grasso di Carrù, ente organizzatore del convegno, ha sottolineato come «la carne di razza Piemontese, dal punto di vista nutrizionale e salutistico, sia incomparabile con tutti gli altri tipi di carne. Ha una bassa percentuale di grassi saturi e colesterolo, una buona quota di Omega-3. Le altre razze bovine europee hanno fino a 4-5 volte i grassi della Piemontese, che aumentano l’infiammazione silente e accorciano la vita delle cellule. La Piemontese, al contrario, ha grassi sani, paragonabili a quelli del pesce. Inoltre, la scarsa presenza di tessuto connettivo nelle fibre muscolari rende questa carne, anche se molto magra, particolarmente tenera e gustosa. Possiamo tranquillamente affermare che, dal punto di vista nutrizionale e salutistico, sia una delle migliori carni al mondo».
Lo scopo del convegno è stato proprio quello di mettere queste conoscenze scientifiche a disposizione di tutti, in modo che ciascun consumatore possa operare una scelta libera e consapevole.
Il dott. Enrico Veronese, biologo nutrizionista tra i massimi esperti italiani, ha dimostrato, dati alla mano, come «la carne rossa non sia nociva per la salute e in modo particolare non abbia un’incidenza significativa sulla formazione di tumori al colon. Il rischio assoluto di contrarre il cancro è dell’1% (dato non significativo) e riguarda solo il consumo di carni industriali e processate; quindi non è attribuibile alla carne bovina di razza Piemontese, notoriamente prodotta con metodi green in grado di mantenere e preservare tutte le sue caratteristiche organolettiche e salutistiche. Caratteristiche che la rendono ideale per l’alimentazione degli sportivi e delle persone che hanno cura del proprio benessere, per gli anziani e per i bambini. Mi sento di consigliare il consumo di carne rossa senza problemi, purché di qualità come la Piemontese, che possiede sostanze altamente funzionali come carnosina, creatina e acido linoleico coniugato».
La dott.ssa Gigliola Braga, biologa nutrizionista e scrittrice, ha sottolineato «la fondamentale importanza delle proteine, e quindi della carne rossa, in una dieta sana ed equilibrata. Infatti, esse rappresentano una componente alimentare indispensabile per la costituzione della massa magra; sono una fonte essenziale di amminoacidi, ritardano i sintomi dell’ipoglicemia e, se bilanciate con un’adeguata quota di carboidrati, prolungano il senso di sazietà, contribuendo a contenere la cosiddetta infiammazione silente.
Molto importante è il tipo di cottura, che non deve superare i 300 °C di temperatura e non deve protrarsi per tempi prolungati; inoltre è utile associare sempre il consumo di carne rossa a verdure colorate che contengono molti polifenoli».
La dott.ssa Susanna Bramante, agronoma, docente ed esperta di biotecnologie genetiche, ha dimostrato, anche in questo caso supportata da ricerche e dati scientifici, come «la soia non possa essere considerata un’alternativa alla carne e, in modo particolare, della carne rossa. Infatti, la carne contiene proteine nobili e tutti gli amminoacidi essenziali e potenzia la sintetizzazione delle proteine miofibrillari.
Caratteristiche che sono presenti solo in percentuali molto basse, se non addirittura assenti, nella soia, dove tra l’altro gli Omega-3 si presentano a catena corta. Inoltre, per renderla commestibile per l’uomo, a livello industriale la soia viene sottoposta a manipolazioni e passaggi estremamente sofisticati che la  destrutturano  e ne fanno un alimento altamente “processato”».
La conclusione è stata affida­ta al dott. Lorenzo Bonoldi, responsabile del progetto “Filiera Nutrizionale”, nato con l’obiettivo di fornire agli animali alimenti ad alto contenuto di Omega-3 naturali, per migliorare l’impatto che l’alimentazione umana può avere sulla salute, riequilibrando tutta la catena alimentare. «La carne non può essere sostituita e la nostra mission è renderla più buona e salutare» ha ribadito Bonoldi. «Tenerezza, marezzatura (grado di grasso) e salubrità sono le tre parole chiave del nostro lavoro, che si basa su un concetto quasi banale, ma essenziale: una buona nutrizione dell’animale dà un prodotto alimentare più sano».
«Piemontese, la più saporita, l’unica che puoi mangiare cruda senza olio e sale» ha concluso degnamente Raspelli. «Che sia sana lo dicono i tecnici; io, che sono un goloso, dico che è soprattutto buona».

 

Didascalia: dal punto di vista nutrizionale, la carne di razza Piemontese è caratterizzata da una bassa percentuale di grassi saturi e colesterolo e da una buona quota di Omega-3.

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