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Eurocarni nr. 10, 2019

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 54)

La filiera di ProSus si tinge sempre più di verde

Dalle aziende agricole dei soci ai trasporti, dalle energie rinnovabili ai pack sostenibili: la cooperativa cremonese ProSus sta mettendo in campo numerose iniziative nella direzione della sostenibilità e del benessere animale. A partire dalla maggior parte delle aziende agricole dei soci dove, da anni, sono presenti impianti a biogas per l’autoproduzione di energia elettrica. Segnale, questo, che la base sociale in primis è attenta e sensibile al tema delle risorse rinnovabili e che crede ed investe in questo settore.
Anche l’impianto di macellazione di Vescovato (CR), sede storica della cooperativa, di recente ha attivato un impianto di cogenerazione ed un impianto a biogas alimentato dai sottoprodotti della macellazione, riuscendo così a trasformare un problema in un’opportunità per tutti: produrre energia elettrica e recuperare acqua calda per le lavorazioni grazie allo smaltimento — in modo ecologico — di tutti quei prodotti di scarto che prima dovevano essere trattati con lavorazioni più impattanti sia per l’azienda (soprattutto in termini economici), che per l’ambiente.
Sempre nell’ottica delle energie rinnovabili, nei prossimi mesi è in progetto la rimozione dell’amianto dalle coperture dei fabbricati e la posa di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica — 1 MW — destinato all’autoconsumo dell’azienda. «Oggi ci rendiamo tutti conto che è necessario prestare la massima attenzione alla sostenibilità delle produzioni, cercando di ridurne l’impatto in termini ambientali» spiega Michela Garatti, responsabile comunicazione di ProSus.
«Farsi carico della responsabilità di produzioni etiche e sostenibili è un aspetto cardine della CSR (Corporate Social Responsibility), che a sua volta è uno degli asset intangibili che oggi compongono quasi il 90% del valore di un’azienda».
Non si tratta solo di una moda, dunque, ma di un nuovo modo di approcciare le produzioni e di comunicare al consumatore. «Noi lo facciamo partendo già dal pack — prosegue Garatti — che per i nostri prodotti a marchio Le Buone Terre è sicuramente uno strumento di comunicazione immediata con il nostro consumatore».
Informazioni sul prodotto (come la percentuale – % – di grassi, l’assenza di glutine), indicazioni di preparazione, ma anche informazioni sulla tipologia dei materiali, con la scelta di mettere in primo piano il “bollo” Secondo Natura, che racconta l’utilizzo di cartoncino riciclabile e certificato FSC e di vaschette in plastica riciclata.
Ma l’innovazione non si ferma qua. «La nostra Ricerca & Sviluppo sta lavorando da mesi con grande passione per arrivare ad utilizzare un vassoio in cartoncino invece della vaschetta in plastica» spiega Enrico Rossini, direttore commerciale. «Siamo a buon punto e siamo fiduciosi che nei prossimi mesi riusciremo ad implementare la produzione con questo materiale. Non abbiamo dubbi che il mercato, sempre più sensibile alle tematiche ambientali, possa cogliere positivamente ed apprezzare questa novità».
Anche sul piano della lotta allo spreco alimentare la linea Le Buone Terre è stata pioniera di questo approccio, in quanto le vaschette in vacuum skin sono state lanciate già 4 anni fa, quando ancora sul mercato non si vedeva nulla di simile in fatto di confezionamento. «Siamo stati tra i primi a capire le potenzialità di questa tecnologia che garantisce al prodotto una shelf-life fino a tre volte superiore, oltre ad un aspetto pratico di riduzione degli ingombri» racconta ancora Garatti. Le scelte d’acquisto infatti oggi sono guidate per oltre il 70% da temi legati alla sostenibilità ed alla qualità dei prodotti, con i consumatori che si dichiarano disposti a spendere qualcosa in più a fronte della garanzia di un acquisto etico, sostenibile, con la possibilità di avere ben espressa l’origine del prodotto.
Anche in tema di origine della materia prima, Le Buone Terre da sempre ha offerto al consumatore la possibilità di scoprire l’origine della carne con la semplice scansione di un QR-Code in etichetta. «In quanto cooperativa di allevatori, abbiamo il controllo dell’intera filiera della nostra carne: con il nostro QR-Code riusciamo a mostrare al consumatore la foto e la geolocalizzazione dell’allevamento in cui i nostri animali sono stati cresciuti seguendo i disciplinari di produzione delle Dop Parma e San Daniele».
Anche qui la comunicazione diventa fondamentale per far arrivare al consumatore la storia e le caratteristiche dell’azienda e dei suoi prodotti. Per l’anno in corso, l’azienda ha deciso di investire nel digitale, puntando sui canali social e sui suoi due siti internet (www.prosus.it e www.buoneterre.it). A fianco di questi strumenti, non mancano iniziative più tradizionali, come le attività di degustazione in-store. «Sul piano digital, ci stiamo concentrando su una comunicazione specifica e molto ingaggiante sulle nostre pagine Facebook ed Instagram, dalle quali oggi la comunicazione non può prescindere» spiega Garatti. «Raggiungiamo settimanalmente le persone che ci seguono raccontando l’impegno della nostra cooperativa e la qualità dei prodotti, cercando di coinvolgerli e di aumentare la brand awareness. Abbiamo rinnovato nella grafica e nei contenuti i nostri siti, per una comunicazione più istituzionale e divulgativa».
Non mancano però le iniziative sul punto vendita, che coinvolgono il consumatore proprio nel momento dell’acquisto «Con le attività di degustazione in-store abbiamo la possibilità di far assaggiare i nostri prodotti cucinati — racconta Rossini — direttamente al nostro target di consumatori, cogliendoli proprio al momento della scelta d’acquisto. Queste attività danno sempre un riscontro immediato nell’acquisto ed incentivano sul lungo periodo la fidelizzazione del consumatore».
Oltre ai temi di sostenibilità e CSR, il 2019 ha segnato anche due importanti momenti per l’impianto di macellazione di Vescovato: in primis la tanto attesa apertura del mercato cinese alle carni di suino congelate, con l’approvazione degli accordi bilaterali e la convalida del certificato sanitario (anche ProSus è stata inserita nell’elenco dei 9 macelli italiani autorizzati ad esportare carni suine nelle Repubblica Popolare Cinese). Attesa da quasi 15 anni, finalmente questa opportunità diventa realtà concreta, con la possibilità di accedere al mercato più grande al mondo; strategico e dal potenziale immenso, ricerca particolari tagli anatomici che vengono valorizzati meglio rispetto ai mercati tradizionali, con volumi estremamente importanti. Superati gli ultimi step burocratici, i macelli potranno iniziare le produzioni e far partire i primi container di prodotto.
L’altra grande soddisfazione di ProSus nel 2019 è la realizzazione delle nuove stalle di sosta presso l’impianto di Vescovato. Il progetto, avviato a gennaio, verrà a compimento nei primi mesi del prossimo anno. Su un’area totale di oltre 17.000 m2, sorgeranno i 4.800 m2 coperti, realizzati per ottemperare alle normative sul benessere animale in primis e per l’ottimizzazione dei trasporti ed il miglioramento delle aree di lavaggio.
Grande spazio alla tecnologia in campo di innovazione e di automazione, a partire dalla movimentazione degli animali, che nei box di stallo (previste soste da 8 a 12 ore) potranno essere divisi già per categorie di peso e differenziati in funzione dei diversi canali o delle filiere a cui sarà destinata la carne.

>> Link: www.prosus.it

 

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Cinta senese: obiettivo crescita

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