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Eurocarni nr. 10, 2019

Rubrica: La carne in rete
Articolo di Corona S.
(Articolo di pagina 46)

QualitĂ  a portata di smartphone

Nascono portale web e app di Dop, Igp ed Stg italiane, uno strumento importante per fornire informazioni a consumatori e turisti, un progetto innovativo, per il target, le tematiche, l'approccio e le informazioni

Indicazioni geografiche: sono certamente loro il più grande patrimonio dell’Italia nell’ambito del comparto agroalimentare. Il Belpaese conferma infatti il suo primato mondiale, con 823 prodotti Dop, Igp ed Stg registrati, su 3.036 complessivi, riconosciuti dall’Unione Europea. Un elenco ricco e vario, ma evidentemente non esaustivo, considerato che a questa lunga lista — già di per sé lusinghiera — si aggiungono, mese dopo mese, nuove specialità locali di food & wine. Tra le ultime acquisite, abbiamo la Pitina Igp (Friuli-Venezia Giulia), il Marrone di Serino Igp (Campania), la Lucanica di Picerno Igp (Basilicata) e il Cioccolato di Modica Igp (Sicilia), quest’ultimo primo cioccolato a indicazione geografica in assoluto. Le denominazioni italiane nel 2018 hanno superato i 15 miliardi di euro alla produzione, per un contributo del 18% al valore economico complessivo del comparto nazionale. Se lo scorso anno l’agroalimentare italiano ha visto crescere il proprio valore del 2,1%, quello delle indicazioni geografiche ha ottenuto un risultato ancora più performante, pari al +2,6%, con un export anch’esso in aumento, che raggiunge gli 8,8 miliardi di euro (+4,7%), pari al 21% dell’export agroalimentare italiano. Secondo la Fondazione Qualivita, sono ragguardevoli anche i consumi interni nella Gdo. Continuano infatti a mostrare trend positivi con una crescita del +6,9% per le vendite food a peso fisso e del +4,9% per il vino. L’alimentare sfiora i 7 miliardi di valore alla produzione e i 3,5 miliardi all’export, per una crescita del 3,5%. Mentre raggiunge i 14,7 miliardi al consumo, con un +6,4% sul 2016. Il wine, invece, vale 8,3 miliardi alla produzione (+2%) e 5,3 all’export, su un totale di circa 6 miliardi del settore.

dopigp.politicheagricole.it: primo portale istituzionale dedicato solo
alle denominazioni d’origine

Un sistema complesso, quello descritto, che coinvolge oltre 197.000 operatori e garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che conta ben 275 consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft e oltre 10.000 interventi effettuati da organismi pubblici di controllo. Un patrimonio preziosissimo, dunque, a cui il Mipaaft — che già gli riserva una parte cospicua del suo portale internet istituzionale — ha voluto dedicare un sito di stato, reso di recente on-line. Si tratta del primo portale istituzionale interamente dedicato alle denominazioni d’origine: oltre 823 pagine, una per prodotto, disponibili on-line con informazioni per gli operatori, ma soprattutto per consumatori e turisti. Il fine è quello di avvicinare sempre più persone al mondo delle indicazioni geografiche. Il sito ha infatti lo scopo di spiegare ai non addetti ai lavori cosa siano Dop, Igp e Stg, capire come riconoscerle ed individuarle facilmente, come evitare le imitazioni e gli abusi e perché acquistare preferibilmente prodotti a denominazione. L’indirizzo è dopigp.politicheagricole.it: i suoi contenuti, disponibili per ora solo in italiano e in inglese, saranno a breve fruibili anche grazie ad una app dedicata, che integrerà le informazioni sui prodotti, i dati sugli agriturismi e quelli relativi ai beni culturali del Belpaese. Un modo per accedere immediatamente ad informazioni importanti sul prodotto, anche di fronte allo scaffale.

L’importanza del legame col territorio
Oltre a sottolineare la differenza tra Dop e Igp — che talvolta nemmeno i consumatori più accorti hanno ben presente — sul portale è facile rilevare il legame del prodotto con il territorio. Ogni regione italiana possiede in media oltre 40 denominazioni, che con i siti culturali e i beni paesaggistici rappresentano un patrimonio prezioso da valorizzare. Ed è proprio per questo motivo che il sito offre una sezione importante che consente, per ogni singola regione, di sapere quali siano le indicazioni geografiche presenti. Una serie di pagine che descrivono le caratteristiche dei prodotti, i metodi di produzione, le aree geografiche di riferimento e anche i disciplinari di produzione per intero. In un’altra sezione sono invece disponibili, divise tra operatori del settore e consumatori, le manifestazioni e gli eventi di riferimento, che hanno come protagonisti i prodotti registrati.

La complessità resa semplice
Il portale ha però anche il merito di spiegare, con termini semplici, come si ottiene, da parte dell’Unione Europea, il tanto agognato riconoscimento. Al di là di quanto si possa pensare, infatti, l’iter per giungere al bollino è frutto di un lungo e complesso lavoro dei produttori con il Ministero che, da un lato interagisce con le amministrazioni locali ed europee e, dall’altro, con la filiera. Un lavoro che parte dalla base, dunque, dalle aziende che, attraverso un comitato promotore, presentano la domanda, corredata dalla storia del prodotto e dal disciplinare, oltre che da una lunga serie di altri documenti e dossier. Un vero e proprio processo di sinergie e di ecosistema che vuole essere una garanzia per il consumatore sulla qualità ed il valore dei prodotti riconosciuti come Dop, Igp, Stg. Un riconoscimento a quell’Italia che ama fare e ama fare bene.
Sebastiano Corona

 

Didascalia: homepage del portale dopigp.politicheagricole.it

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