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Eurocarni nr. 1, 2019

Rubrica: Speciale UNICEB
(Articolo di pagina 60)

Ricerca, innovazione e sostenibilità per delineare il futuro della filiera delle carni

Alla 49ª assemblea Carlo Siciliani viene riconfermato presidente UNICEB, tra focus sul mercato delle carni, analisi dei trend e un confronto con gli attori del mondo allevatoriale industriale

Ogni anno, puntuale e partecipato, ha luogo un appuntamento che aggrega gli operatori dell’industria delle carni fornendo spunti di riflessione e approfondimenti su un comparto che, come altri, è fortemente soggetto alla fluidità e ai cambiamenti dei nostri tempi. È l’assemblea annuale di UNICEB, l’Unione Italiana della Filiera delle carni fondata 50 anni fa da Renzo Fossato e Ferruccio Fiorucci e oggi diretta magistralmente da Clara Fossato e dal suo valido staff. Un’organizzazione che lo scorso 21 novembre, presso l’hotel The Westin Excelsior, a seguito della 49ª assemblea che ha confermato alla presidenza di UNICEB Carlo Siciliani, ha sviluppato una tavola rotonda moderata dal giornalista e docente di comunicazione Francesco Giorgino. Tre sono stati i concetti centrali declinati nel corso dell’incontro per gli operatori della filiera delle carni: la ricerca, l’innovazione e la sostenibilità e numerosi sono stati i partecipanti rappresentativi del Governo, del Parlamento europeo, delle istituzione italiane ed estere dell’industria e del commercio, oltre che della ricerca medico-scientifica.

Siciliani: coesione, interprofessione e centralità della filiera carni
«Per andare avanti con entusiasmo e rinnovato vigore verso le sfide che ci attendono è importante guardare all’esempio dei nostri padri fondatori. Ed è quindi a Renzo Fossato e a Ferruccio Fiorucci, indimenticati presidenti che ci hanno lasciato in questo ultimo anno associativo, che va il mio primo pensiero e saluto più affettuoso che credo di poter condividere con tutti voi». Ha così esordito nel suo discorso di benvenuto Carlo Siciliani, esprimendo soddisfazione per la riconferma alla presidenza dell’associazione; una conferma che «dà nuova energia, per proseguire il lavoro indirizzato sempre più alla ricerca di sinergie per un compattamento del settore, al fine di far confluire in un fronte unico il messaggio che più di ogni altro, in questa fase socio-economica, è sentito ovvero il mondo della carne vuole comunicare il proprio ruolo di centralità nell’ambito del mondo agroalimentare». Motivo di orgoglio per UNICEB il poter annunciare, nell’ambito dell’assemblea, il raggiungimento di un obiettivo importante: la costituzione dell’Organizzazione Interprofessionale della carne bovina “O.I. Carne Bovina-OICB”. Quest’ultima è stata costituita con un intento inclusivo, nell’interesse dell'intera filiera, ed ha tra i propri scopi la tutela e la difesa dell’immagine del settore dalle notizie false che spesso vengono diffuse e, al contempo, la promozione di un’assunzione consapevole delle proteine animali e la valorizzazione della zootecnia per la tutela dei territori rurali dalla desertificazione. «L’Organizzazione Interprofessionale da sola però non basta» ha sottolineato Siciliani. «Il settore avverte l’esigenza di un piano nazionale per l’agroalimentare in cui il prodotto carne trovi la sua giusta collocazione, capace, con regole comuni e condivise, di definire obiettivi da centrare e di puntare a significative semplificazioni delle attuali normative. Il Governo guarda sempre più all’agroalimentare come uno dei pilastri portanti per il rilancio dell’economia nazionale — ha proseguito il presidente — e di questo pilastro la filiera delle carni rappresenta la parte principale, generando circa un quinto del valore della produzione agricola e del fatturato dell’industria alimentare, senza contare che, nonostante le tantissime barriere commerciali e sanitarie in essere, è un comparto trainante sul fronte dell’export». Il presidente ha tenuto a sottolineare l’azione portata avanti da UNICEB, sia a livello nazionale che comunitario, per tutelare le denominazioni di vendita dei prodotti carnei. «Da troppo tempo il comparto delle carni sta subendo, senza avere armi di difesa, l’uso improprio di denominazioni di vendita di prodotti vegani e/o vegetariani con chiari riferimenti a prodotti a base di carne».

De Castro: pratiche commerciali sleali e PAC
A seguire l’on.le Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, in videoconferenza da Bruxelles ha aggiornato l’assemblea con le determinazioni del Trilogo (Consiglio, Parlamento, Commissione) in merito alla proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali. «Abbiamo un Parlamento molto coeso e siamo forti di un consenso che deve portare a casa questo risultato» ha detto forte e chiaro De Castro. Anche sul tema della PAC la sua riflessione è stata netta. «Non vogliamo tagli alla PAC. Perché mai dovrebbero pagare gli allevatori europei per il buco che ci lascerà la Brexit?». Su questi temi De Castro ha ribadito che serve lanciare un messaggio di difesa della Politica Agricola Comunitaria e del Bilancio europeo.

Marchetti, la carne nella dieta dei malati oncologici
I lavori assembleari sono proseguiti con la presentazione, da parte del prof. Paolo Marchetti, ordinario di Oncologia presso l’Università La Sapienza di Roma, di uno studio sulle “Proteine animali nella dieta dei malati oncologici” che, su basi scientifiche, ha dimostrato la necessità della presenza delle proteine animali delle carni rosse all’interno di una dieta alimentare equilibrata. Il professor Marchetti ha sottolineato le abitudini che creano più danni nel consumo di carne: ad esempio, lo scongelamento a temperatura ambiente a casa, la superficie non pulita delle griglie e, non ultimo, imballaggi non idonei.
«Al di là della constatazione che alcuni cibi ultraprocessati possono creare numerosi problemi alla salute e al “grande equivoco dello Iarc”, oggi una persona adulta in buona salute può tranquillamente mangiare 500 grammi di carne a settimana, tra bovino, ovino, pollame e suino».

Tavola rotonda: “La carne e i suoi prodotti: ricerca, innovazione e sostenibilità, le chiavi di sviluppo della filiera”
Alla tavola rotonda che ha caratterizzato l’assemblea generale di UNICEB hanno preso parte Silvio Borrello, direttore generale della Sanità animale e dei Farmaci veterinari del Ministero della Salute, Angelo D’Amario, advisor on Food Policy and Sustainability – UECBV, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, Paolo Marchetti e Secondo Scanavino, presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori – CIA Allevatori italiani.
Nel dare la parola a Silvio Borrello, il moderatore, Francesco Giorgino, ha sottolineato l’importanza di associare al tema dell’alimentazione umana quello correlato della salute animale. «Spesso la salute e la sanità dell’uomo dipendono dalla salute e dalla sanità degli animali, fonte preziosa di nutrimento». Parole confermate da Borrello, che ha ricordato che «ciò che ha sempre caratterizzato l’Italia rispetto agli altri Paesi è proprio il porre la salute degli animali allo stesso livello di quella umana e ambientale», concetto tradotto in “One Health”. Angelo D’Amario, voce dell’Unione europea per il commercio del bestiame e delle carni (www.uecbv.eu), ha rimarcato «la presenza di dinamiche condivise dai diversi stakeholders europei che oggi consentono alla filiera di avere lo stesso linguaggio comune». Oggi in Europa si parla molto di sostenibilità, un tema questo che «tra qualche anno — ha affermato D’Amario — non sarà più un argomento da salotto radical chic. Esso rientrerà in misura di finanza agevolata e su questo fronte UECBV è molto attiva».
Anche sul tema della sostenibilità ambientale D’Amario ha sottolineato la necessità di «far crescere la consapevolezza tra i consumatori di che cosa oggi significa avere un prodotto con impatto ecologico. E su questo fronte è fondamentale condividere le informazioni e, soprattutto, rispondere in modo armonizzato».
Secondo Scanavino, a capo di CIA, ha sottolineato che «nell’attuale progetto di PAC circa il 40% delle risorse è destinato a misure eco/agroambientali», con un vantaggio di ritorno ai cittadini europei in termini, per esempio, di un’alimentazione sana, emissioni ridotte, meno chimica, un calo dello sfruttamento del suolo, un’agricoltura integrata, l’aumento del biologico. «CIA si sta già muovendo in questa direzione premiando gli agricoltori e gli allevatori virtuosi» ha detto Scanavino, ricordando un concetto importante, quello secondo cui «la sostenibilità del territorio è destinata a durare nel tempo».
Giorgino ha quindi spostato la discussione dalla filiera al sistema. «E se ragioniamo in termini di sistema allora entra in gioco anche il consumatore. Che percezione ha il consumatore del prodotto carne?». La risposta è stata data da Antonio Gaudioso: «dobbiamo investire risorse per formare consumatori più consapevoli. Perché? Perché sceglieranno prodotti migliori. Oggi c’è un livello di informazioni che non è ancora all’altezza delle nostre aspettative».
Giorgino, in qualità di esperto di comunicazione, ha sottolineato le differenze tra due approcci, quello cosiddetto euristico, secondo cui di fronte ad uno stimolo di conoscenza reagiamo in un modo semplificato e istintivo, seguendo l’intuito e abbassando l’impegno cognitivo, mentre in quello sistemico sviluppiamo una maggiore consapevolezza, elaborando risposte in modo più lento e meno automatizzato. «Ecco, bisogna lavorare di più sulla consapevolezza!».
I lavori sono stati chiusi da Alessandra Pesce, sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, e da alcuni interventi finali tra cui quelli del senatore Maurizio Gasparri, Franco Verrascina, presidente Copagri e coordinatore Agrinsieme, e di Donatella Prampolini Manzini, vicepresidente della Confcommercio.
Prampolini, vista l’importanza strategica che l’agroalimentare sta sempre più assumendo sullo sce­nario economico nazionale e con l’obiettivo di dare una voce concreta e autorevole alle esigenze del settore, ha annunciato l’imminente costituzione, in seno a Confcommercio, di Confagroalimentare, il cui coordinatore sarà proprio Clara Fossato.
UNICEB

>> Link: www.uniceb.it

 

50 anni di UNICEB, si festeggia anche con un restyling del logo

Col cinquantesimo anno di vita di UNICEB, la direzione ha deciso un rinnovamento anche della grafica che comunica la propria attività. Clara Fossato, segretario generale, ha svelato in anteprima il nuovo marchio che «rende più immediata l’attività associativa». Gli elementi ci sono tutti: la conferma del colore verde, che Francesco Giorgino sottolinea «una scelta decisamente felice, dato che è il colore della speranza, saldatura concettuale tra passato, presente futuro». C’è un nuovo pay-off — Unione Italiana Filiera delle Carni —, che Clara Fossato sottolinea essere più conciso e incisivo nella comunicazione. Non ultimo, il segno dei 50 anni di vita, importante traguardo raggiunto nel 2019. Nel mondo delle carni UNICEB rappresenta una concreta realtà che da sempre ha dato valore al concetto di filiera, concentrando tutte le energie per la sua valorizzazione in una visione del mondo che tende alla globalizzazione, e al cui interno si devono promuovere accordi che tutelino e diano garanzie alle specificità dei prodotti carnei. Il logo esprime con una grafica moderna tutti questi elementi: il rimando alla filiera e al mondo agricolo e all’italianità.

 

Consumo di carne col segno +

Alla luce degli ultimi dati Ismea, per quanto riguarda il comparto delle carni bovine si conferma un +0,4% a livello quantitativo ed un +3,2% per i volumi di spesa rispetto al 2017 (se confrontiamo i dati con il 2016 rileviamo un +0,8% in quantità ed un +5,1% in valore). UNICEB si è interrogata su quali possano essere le chiavi di sviluppo del settore per rafforzare questo andamento, facendo proprie anche le aspettative sulle quali si stanno concentrando i consumatori e le ha individuate nel tema della tavola rotonda che ha caratterizzato l’assemblea generale del 2018: ricerca, innovazione e sostenibilità. Sul tema della ricerca, in particolare, il presidente Carlo Siciliani ha annunciato con soddisfazione che UNICEB, insieme a Cia, si sono fatti promotori per sostenere un progetto di ricerca diretto dal prof. Paolo Marchetti, ordinario di Oncologia presso l’Università La Sapienza di Roma, volto ad aiutare e migliorare la qualità e l’efficacia delle terapie dei tanti malati oncologici che ogni anno affrontano la loro battaglia.

 

I dossier chiave di UNICEB

Ecco i principali temi che UNICEB sta seguendo più da vicino, sottolineati dal presidente Carlo Siciliani in apertura dell’assemblea generale 2018:

  • i Contratti di filiera “che ci vedono insieme agli amici di Cia, per i quali continuiamo a chiedere ai rappresentanti del Governo risposte concrete rispetto alla possibilità di incrementare le risorse finanziarie disponibili, in quanto lo riteniamo uno strumento fondamentale per valorizzare ed incrementare in modo concreto la produzione di carni bovine e suine, mediante la necessaria tutela di tutti gli anelli della filiera”;
  • la tutela delle denominazioni di vendita dei prodotti del settore carneo “che, sempre più vengono impropriamente utilizzate per prodotti vegani e/o vegetariani, con la conseguenza di indurre in errore il consumatore in merito alla reale composizione del prodotto che sta acquistando. Dobbiamo smetterla di permettere di chiamare “bresaola” un prodotto composto essenzialmente da glutine e da altri ingredienti di origine vegetale. Abbiamo bisogno di una legge al pari di quanto già attuato per il settore lattiero-caseario”;
  • la proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti fra imprese nella filiera alimentare. “Si tratta di un provvedimento volto a creare un quadro comune a livello europeo che garantisca un livello minimo di protezione per gli agricoltori e per le aziende contro le pratiche commerciali sleali più evidenti”;
  • la Riforma della PAC che è strettamente collegata al Bilancio comunitario. “La PAC non può subire riduzioni di finanziamento come quelle proposte dalla Commissione e mantenere, allo stesso tempo, la sua funzione di pilastro dell’agricoltura comunitaria. Per questo siamo grati al Parlamento europeo per la decisione di salvaguardare le risorse da destinare all’agricoltura nei prossimi anni. La proposta attuale sembra porti ad una vera e propria rinazionalizzazione. Una riforma compiuta, invece, ha bisogno di tempi che nell’attuale legislatura mancano, viste le elezioni della prossima primavera”;
  • la Brexit che dal 29 marzo 2019 vedrà il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. “Lo schema di accordo sulle modalità di divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea è stato e resta al centro di aspre discussioni. UNICEB auspica fortemente che venga sancito un periodo transitorio, almeno fino al 31 dicembre 2020, in modo tale che si possano successivamente definire principi che garantiscano il quadro delle future relazioni, scongiurando così una hard Brexit, che sarebbe molto penalizzante per tutto il settore agroalimentare nazionale”;
  • gli accordi internazionali “che vanno sicuramente analizzati a fondo e ponderati in base alla sensibilità dei prodotti per cercare di dare maggiori opportunità agli operatori comunitari, ma che non vanno demonizzati a prescindere anzi vanno incoraggiati per ampliare ancora di più la presenza di prodotti italiani nei mercati esteri”;
  • la costituzione di Confagroalimentare “al fine di avere una voce più autorevole del nostro settore in seno a Confcommercio”.

 

La nuova squadra di governo di UNICEB

È stata eletta la nuova squadra di governo per il biennio 2018/2019 che è così composta: Guido Balestrero (Agroeuropa), Alberto Bellegotti (Giuseppe Citterio), Vittore Beretta (Salumificio F.lli Beretta), Anna De Dominicis (Cesare Fiorucci), Eliana Fiori (Roda), Fulvio Fortunati (In.Con.Tra.), Giuseppe Faccia (Faccia F.lli), Lorenzo Levoni (Alcar Uno), Mario Maranesi (Imbema), Valentina Olivieri (Olivieri), Matteo Pilotto (Zooveneta), Raffaele Pilotto (Centro Carni Company), Floriano Pizzolo (Agrifap), Francesco Ruffini (Ruf-Carni), Fabrizio Rusconi (Bolton Alimentari), Ugo Sassi (Sassi), Gianluca Vercelli (Allevamenti Due V) e Carlo Vicentini (Vicentini Carni).

 

“Organizzazione Interprofessionale Carni Bovine-OICB”

“Organizzazione Interprofessionale Carni Bovine-OICB”, associazione costituita a novembre 2018 con le firme di UNICEB, Assograssi, Fiesa-Confesercenti, CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Copagri, ha tra i propri scopi la tutela e la difesa dell’immagine del settore dalle notizie false o tendenziose che spesso vengono diffuse e, al contempo, la promozione di un’assunzione consapevole delle proteine animali e la valorizzazione della zootecnia per la tutela dei territori rurali dalla desertificazione. “O.I. Carni Bovine-OICB” vuole in prima battuta ribadire, come emerso da recenti studi, che la carne, consumata all’interno di una sana e corretta dieta alimentare, permette di mantenersi in salute, sviluppare le attività cerebrali, contribuire alla crescita scheletrica e dei muscoli e incrementare la fertilità. Ad avviso dei costitutori, si tratta di un primo importante passo, da tempo atteso dagli operatori della filiera, per la creazione di una struttura centrale, indispensabile per le scelte che dovranno essere prese per lo sviluppo, l’innovazione e il commercio di questo settore strategico per l’agroalimentare italiano. Il cuore operativo e propulsivo della neonata struttura sarà rappresentato dagli operatori, dal momento che lo statuto di “O.I. Carni Bovine-OICB” prevede la costituzione di appositi comitati di prodotto, il cui compito sarà quello di indicare le scelte e le linee di indirizzo per lo sviluppo del settore. Tali comitati, costituiti da operatori del settore in rappresentanza degli associati, si occuperanno delle questioni relative alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti di riferimento, con particolare attenzione ai processi di internazionalizzazione per l’accesso ai nuovi mercati; in particolare esamineranno: accordi, procedure e regole comuni, con l’obiettivo di abbattere i costi e migliorare le caratteristiche merceologiche, la logistica e le procedure di transazione. Proprio con lo scopo di rafforzare l’intento inclusivo di “O.I. Carni Bovine-OICB”, gli organismi che aderiranno saranno considerati, fino alla prima assemblea generale che si terrà entro il mese di febbraio, tra i soci promotori. L’obiettivo è far sì che “O.I. Carni Bovine-OICB” diventi la massima espressione del settore, fulcro del dialogo tra tutti i rappresentanti della filiera.
(Assograssi, CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Fiesa-Confesercenti, UNICEB)

 

Didascalia: il presidente di UNICEB Carlo Siciliani nel suo discorso di benvenuto alla 49 a assemblea generale svoltasi lo scorso 21 novembre a Roma.

 

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