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Eurocarni nr. 9, 2018

Rubrica: Suinicoltura
(Articolo di pagina 76)

Bene a giugno la suinicoltura italiana, ma solo a livello congiunturale

Cresce a giugno la redditi­vità della suinicoltura italiana: l’indice Crefis ha segnato +6,5% su base congiunturale (cioè rispetto a maggio). Un dato dunque positivo, che però arriva dopo mesi di variazioni sfavorevoli, tanto che il dato tendenziale, che mostra il confronto con giugno 2017, è negativo: –7,6%. Comunque, oltre a prezzi vantaggiosi della soia, uno dei più rilevanti fattori di costo per gli allevatori, è stato soprattutto il mercato dei suini a trascinare la redditività.

 

Quotazioni e mercato
In giugno, il prezzo medio mensile dei capi pesanti da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,464 e/kg, ovvero +6,5% rispetto a maggio. Anche in questo caso, però, il dato tendenziale è fortemente sfavorevole: –11%. Sempre a giugno sono cresciute le quotazioni dei suini da macello destinati al circuito non tutelato; in particolare, rispetto a maggio, i prezzi sono saliti del 9,9%, arrivando a 1,321 e/kg. Sono calate ancora le quotazioni dei suini da allevamento, toccando i valori medi mensili più bassi dall’inizio dell’anno: 3,183 e/kg, ovvero –10,5% rispetto al mese precedente e –15,2% rispetto al 2017. L’impennata dei prezzi dei suini da macello ha pesato sulla redditività della macellazione, che a giugno ha mostrato un calo del 3% su maggio; un risultato però ampiamente favorevole su base tendenziale (+9,7%). Dal lato del mercato si è visto invece un andamento contraddittorio.
Le cosce fresche pesanti per crudo Dop sono calate, infatti, dello 0,7% (4,548 e/kg) su base congiunturale e, soprattutto, di un pesante 12,5% su base tendenziale. Meglio le cosce fresche per prodotto generico, il cui prezzo è cresciuto del 3,8% rispetto a maggio (3,760 e/kg), anche se ha segnato un –5,8% su giugno 2017. Robusto l’incremento dei prezzi dei lombi, che nella tipologia “taglio Padova” è stato pari a +10,8% (raggiungendo i 3,513 e/kg).

 

Prosciutti
Così come a maggio, anche a giugno le performance economiche della stagionatura dei prosciutti tipici e dei prosciutti generici hanno percorso strade divergenti. Nell’ultimo mese, infatti, la redditività a livello congiunturale della stagionatura del Parma Dop pesante è scesa del 2,2%; mentre lo stesso dato è risultato positivo (+1,2%) per i prosciutti pesanti non tutelati.
Una dicotomia che risulta evidente anche a livello tendenziale, con dati negativi sia per i prosciutti a denominazione di origine protetta che per i generici, ma con valori molto diversi, rispettivamente pari a –20,8% e –2,6%.
Viste queste dinamiche, non sorprende che il gap di redditività tra i prosciutti pesanti Dop e non Dop scenda a +8,2%, un valore basso che diventa pesantemente negativo (–20,2%) nel caso del differenziale tra prodotti leggeri. Anche in questo caso, a gravare sulla performance economica è stato il mercato. A giugno le quotazioni del prosciutto di Parma pesante sono calate ulteriormente (–2,2%) arrivando a 9,513 e/kg, con una variazione tendenziale preoccupante: –8,1%. «La conferma di dati negativi relativi al mercato dei prosciutti crudi Dop — sostiene il professor Gabriele Canali, direttore di Crefis — è un segnale preoccupante per tutta la filiera: anche se per ora gli effetti sul mercato dei suini pesanti non si sono ancora visti, è necessario prestare la massima attenzione all’attività di programmazione produttiva».
(Fonte: Crefis – Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole)
www.crefis.it

 

Altre notizie

 

Giornata della Suinicoltura: il prossimo appuntamento a Fico Eataly World il 21 novembre con benessere, normative e redditività

“Salute, benessere, obblighi normativi, redditività. Il difficile equilibrio di una filiera complessa”. È questo il titolo della prossima edizione della Giornata della Suinicoltura che Expo Consulting Srl di Bologna sta organizzando, in programma il 21 novembre 2018 presso il centro congressi di Fico Eataly World, a Bologna. Un altro importante appuntamento per il comparto suinicolo nazionale, alle prese con la gestione di diversi fronti aperti soprattutto in tema di benessere animale, ritenuto ormai, non solo dagli addetti ai lavori, il tema dei temi. In questo contesto il taglio della coda dei suinetti si inserisce con forza nel dibattito, soprattutto a seguito dell’applicazione del Piano d’azione che la Commissione europea ha richiesto ai Paesi Membri a seguito degli audit condotti nel novembre dello scorso anno che, relativamente agli allevamenti suinicoli italiani, hanno rischiato di farci incorrere in una procedura di infrazione per il mancato rispetto della Direttiva 2008/120/CE. Il Piano, elaborato dal Ministero della Salute in collaborazione con il CReNBA (Centro di referenza nazionale per il benessere animale) di Brescia, prevede una prima parte che si concluderà il 31 dicembre di quest’anno. Durante i prossimi mesi, infatti, gli allevatori dovranno compilare una scheda di autovalutazione per individuare le criticità predisponenti le morsicature tra i suini che di fatto, fino a oggi, hanno visto come unica soluzione al problema il taglio della coda. Dal 1o gennaio 2019 si passerà poi alla fase operativa, quella in cui gli allevatori dovranno adottare tutti i miglioramenti necessari ad arginare il fenomeno delle morsicature, implementando le condizioni di benessere, ma soprattutto dovranno gradualmente essere introdotti in porcilaia piccoli gruppi di suinetti con la coda non tagliata per verificare l’efficacia dei miglioramenti ambientali adottati rispetto al contenimento delle morsicature. Un’autentica rivoluzione, se si considera che il taglio della coda è stato fino a oggi un’operazione di routine, che annovera l’Italia in un consistente elenco di altri Paesi europei, ad eccezione della Finlandia, dove la caudectomia rappresenta tuttora una pratica diffusa. Il miglioramento delle condizioni di benessere dei suini, esattamente come chiede la UE, ma anche una fetta sempre più consistente di consumatori, impone all’allevatore investimenti che devono corrispondere a una soddisfacente redditività aziendale. Per questo, al tavolo dei relatori della Giornata della Suinicoltura siederanno i nomi più illustri degli esperti del settore che via via illustreranno il quadro sanitario italiano e mondiale; forniranno i dati economici più attendibili su costi e benefici degli interventi strutturali richiesti dalla UE al fine di garantire la redditività indispensabile al buon andamento aziendale; tracceranno il quadro entro cui muoversi anche in materia di contrasto all’antimicrobicoresistenza. Al termine della relazioni, come è ormai consuetudine della Giornata della Suinicoltura, ci sarà spazio per la tavola rotonda in cui i partecipanti, che a vario titolo rappresentano tutti gli anelli della filiera, si confronteranno in un dibattito come sempre costruttivo e di alto livello.

>> Link: www.giornatadellasuinicoltura.it

 

Didascalia: così come a maggio, anche a giugno le performance economiche della stagionatura dei prosciutti tipici e dei prosciutti generici hanno percorso strade divergenti (photo © francescodemarco – stock.adobe.com).

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